La scrittura non è mai stato uno strumento innocente, era noto ai più, da tempo. Il continuum della foné viene sezionato, trascritto, raffigurato - dunque reinterpretato - dalla scrittura così come il fenomeno viene poco a poco a perdere la sua consistenza come schiacciato, messo da parte dal suo ra
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La scrittura non è mai stato uno strumento innocente, era noto ai più, da tempo. Il continuum della foné viene sezionato, trascritto, raffigurato - dunque reinterpretato - dalla scrittura così come il fenomeno viene poco a poco a perdere la sua consistenza come schiacciato, messo da parte dal suo racconto, dall'informazione, dalla sua rappresentazione. Lo scempio è evidentemente tutto umano, umanissimo nella sua forsennata corsa verso l'estremizzazione; abbiamo fagocitato la scrittura del mondo e rischiamo di rimanere personaggi di fumetti senza più uno sfondo, una realtà nella quale agirci. Insomma: l'assassino, in questo strano caso, coincide con la vittima. Il libro però, risale a 15 anni fa, mette insieme sulla pira del colpevole i molti mezzi tecnici di virtualizzazione, e confonde la "tecnica" con gli "strumenti della tecnica". Per fortuna non siamo ancora del tutto tutti evaporati. o no?
quando sono in una stazione ferroviaria - e non mi sto scapicollando per non perdere il treno - resisto raramente alla tentazione di acquistare un libro, qualsiasi. questa volta, in largo anticipo sulla partenza del treno che mi porta a Bergamo, trovo questo volume dall'aria meno miserrima degl
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quando sono in una stazione ferroviaria - e non mi sto scapicollando per non perdere il treno - resisto raramente alla tentazione di acquistare un libro, qualsiasi. questa volta, in largo anticipo sulla partenza del treno che mi porta a Bergamo, trovo questo volume dall'aria meno miserrima degli altri e lo compero. lo sto sfogliando non troppo velocemente; raramente o avuto tra le mani traduzioni di poesie da lingue che conosco che non mi abbiano irritato. Sarà perché mi sento dotato d'orecchio musical-poetico, sarà perché sopravvaluto le mie conoscenze linguistiche - si sa: l'ignoranza ha sempre come damigelle d'onore la supponenza e l'arroganza. questo decisamente supera il limite. (forse mi sarà sfuggito ma, nel pur corposo apparato, non viene neanche citata la fonte del testo originale)
ho lavorato per un po' di anni con uno zurighese che mi raccontava di essere stato, da bambino, vicino di casa e "nipotino" adottivo di Hesse, in Engadina. Me ne raccontava con trasporto e profonda devozione. Mi raccontava di scherzi e passeggiate nei boschi, silenziose. Mi mostrava alcune lett
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ho lavorato per un po' di anni con uno zurighese che mi raccontava di essere stato, da bambino, vicino di casa e "nipotino" adottivo di Hesse, in Engadina. Me ne raccontava con trasporto e profonda devozione. Mi raccontava di scherzi e passeggiate nei boschi, silenziose. Mi mostrava alcune lettere e alcuni schizzi conservati dalla sua famiglia come sante reliquie. Ho riaperto questo libro dopo averlo conosciuto, lo zurighese, e sperando in una redenzione. Niente: non sopporto neanche una riga. Subito sento il tanfo delle porte dell'inferno della massificazione ipocrita. mi spiace.
(lettura storica, da liceale imbufalito) Come faccio a dire che è un brutto libro? Impossibile; la minuzia, il rigore, l'intelligenza delle cose che traboccano da questo lavoro - e il lavoro in generale di questo studioso - sono innegabili. E' irrilevante, ma allo stesso tempo bizzarro, c
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(lettura storica, da liceale imbufalito) Come faccio a dire che è un brutto libro? Impossibile; la minuzia, il rigore, l'intelligenza delle cose che traboccano da questo lavoro - e il lavoro in generale di questo studioso - sono innegabili. E' irrilevante, ma allo stesso tempo bizzarro, che altrettanto innegabilmente la posizione di Benjamin risulti esattamente opposta alla mia, a meno che... A meno che non ci sia stato un equivoco generale sulla lacerazione drammatica inflitta dalla progressiva desacralizzazione e de-estetizzazione dell'esperienza individuale, sulla fulminazione prodotta dall'irrompere della massa come categoria (non tanto come fenomeno) nella storia e nella coscienza occidentale.
Il delitto perfetto
***This comment contains spoilers! ***
La scrittura non è mai stato uno strumento innocente, era noto ai più, da tempo. Il continuum della foné viene sezionato, trascritto, raffigurato - dunque reinterpretato - dalla scrittura così come il fenomeno viene poco a poco a perdere la sua consistenza come schiacciato, messo da parte dal suo ra ... (continue)
La scrittura non è mai stato uno strumento innocente, era noto ai più, da tempo. Il continuum della foné viene sezionato, trascritto, raffigurato - dunque reinterpretato - dalla scrittura così come il fenomeno viene poco a poco a perdere la sua consistenza come schiacciato, messo da parte dal suo racconto, dall'informazione, dalla sua rappresentazione. Lo scempio è evidentemente tutto umano, umanissimo nella sua forsennata corsa verso l'estremizzazione; abbiamo fagocitato la scrittura del mondo e rischiamo di rimanere personaggi di fumetti senza più uno sfondo, una realtà nella quale agirci. Insomma: l'assassino, in questo strano caso, coincide con la vittima. Il libro però, risale a 15 anni fa, mette insieme sulla pira del colpevole i molti mezzi tecnici di virtualizzazione, e confonde la "tecnica" con gli "strumenti della tecnica". Per fortuna non siamo ancora del tutto tutti evaporati. o no?
Il meridiano
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occasione persascritto male, tradotto peggio.
I fiori del male
à la garequando sono in una stazione ferroviaria - e non mi sto scapicollando per non perdere il treno - resisto raramente alla tentazione di acquistare un libro, qualsiasi.continue)
questa volta, in largo anticipo sulla partenza del treno che mi porta a Bergamo, trovo questo volume dall'aria meno miserrima degl ... (
quando sono in una stazione ferroviaria - e non mi sto scapicollando per non perdere il treno - resisto raramente alla tentazione di acquistare un libro, qualsiasi.
questa volta, in largo anticipo sulla partenza del treno che mi porta a Bergamo, trovo questo volume dall'aria meno miserrima degli altri e lo compero.
lo sto sfogliando non troppo velocemente; raramente o avuto tra le mani traduzioni di poesie da lingue che conosco che non mi abbiano irritato. Sarà perché mi sento dotato d'orecchio musical-poetico, sarà perché sopravvaluto le mie conoscenze linguistiche - si sa: l'ignoranza ha sempre come damigelle d'onore la supponenza e l'arroganza.
questo decisamente supera il limite.
(forse mi sarà sfuggito ma, nel pur corposo apparato, non viene neanche citata la fonte del testo originale)
Siddharta
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il totemho lavorato per un po' di anni con uno zurighese che mi raccontava di essere stato, da bambino, vicino di casa e "nipotino" adottivo di Hesse, in Engadina.continue)
Me ne raccontava con trasporto e profonda devozione. Mi raccontava di scherzi e passeggiate nei boschi, silenziose. Mi mostrava alcune lett ... (
ho lavorato per un po' di anni con uno zurighese che mi raccontava di essere stato, da bambino, vicino di casa e "nipotino" adottivo di Hesse, in Engadina.
Me ne raccontava con trasporto e profonda devozione. Mi raccontava di scherzi e passeggiate nei boschi, silenziose. Mi mostrava alcune lettere e alcuni schizzi conservati dalla sua famiglia come sante reliquie.
Ho riaperto questo libro dopo averlo conosciuto, lo zurighese, e sperando in una redenzione.
Niente: non sopporto neanche una riga.
Subito sento il tanfo delle porte dell'inferno della massificazione ipocrita.
mi spiace.
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
(lettura storica, da liceale imbufalito)continue)
Come faccio a dire che è un brutto libro?
Impossibile; la minuzia, il rigore, l'intelligenza delle cose che traboccano da questo lavoro - e il lavoro in generale di questo studioso - sono innegabili. E' irrilevante, ma allo stesso tempo bizzarro, c ... (
(lettura storica, da liceale imbufalito)
Come faccio a dire che è un brutto libro?
Impossibile; la minuzia, il rigore, l'intelligenza delle cose che traboccano da questo lavoro - e il lavoro in generale di questo studioso - sono innegabili. E' irrilevante, ma allo stesso tempo bizzarro, che altrettanto innegabilmente la posizione di Benjamin risulti esattamente opposta alla mia, a meno che...
A meno che non ci sia stato un equivoco generale sulla lacerazione drammatica inflitta dalla progressiva desacralizzazione e de-estetizzazione dell'esperienza individuale, sulla fulminazione prodotta dall'irrompere della massa come categoria (non tanto come fenomeno) nella storia e nella coscienza occidentale.