.... non saprei quanto possa piacere ad altri, ma lo spunto dal quale e' stato tratto il libro e' originale e curioso. Piacera' sicuramente agli "eruditi", ma anche a chi sa prendere davvero la vita con leggerezza e sense of humor :)
Io non so se ho la preparazione di critica letteraria per definire questo libro un Capolavoro, ma se non lo e', poco ci manca. E forse neanche mi interessa che venga riconosciuto tale, tanto e' stato il piacere di leggerlo. Uno dei pochissimi libri che rileggero' sicuramente, scegliendomi il week en
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Io non so se ho la preparazione di critica letteraria per definire questo libro un Capolavoro, ma se non lo e', poco ci manca. E forse neanche mi interessa che venga riconosciuto tale, tanto e' stato il piacere di leggerlo. Uno dei pochissimi libri che rileggero' sicuramente, scegliendomi il week end giusto, senza interruzioni o disturbi esterni, con un buon Sibellius di sottofondo e magari anche un armagnac d'annata. Ed e' cosi' che vi consiglio di affrontare questa lettura. Sicuramente il modo di scrivere di questo autore, che era a me completamente sconosciuto, puo' disorientare qualcuno. Ricorda in molti punti Saramago (sara' per questo che mi piace molto ?), con la sua narrativa destrutturata che insegue il suo discorso saltando apparentemente di palo in frasca, ed invece nascondendo dietro questa indeterminatezza un preciso filo logico. Le descrizioni dei sentimenti, come dei preparativi, come delle aspettative, come della natura denotano una cultura notevolissima dello scrittore. Una capacita' di saper sfogliare l'animo umano cogliendone ogni sfumatura. L'artificio poi dell'io narrante "fantasma", che partecipa alla avventura di Scott e dei suoi compagni di disgrazia raccontandoceli in diretta, come se quella tragedia si stesse concretizzando proprio in qual momento che noi la leggiamo, e' davvero un valore aggiunto. Scott perde la sfida, Amundsen arriva prima. Ma era davvero questa La Sfida ? Con quale spirito i due esploratori affrontano l'avventura e con quale preparazione ? A me questo romanzo, ricorda la metafora del saggio di Galiberti "Psiche e Tecne". C'e' un Amundsen che arriva con le sue efficientissime e velocissime slitte di cani, tecnico, preciso, efficace. Nulla e' lasciato al sentimento, nulla al pathos. La conquista e' una tacca da mettere nell'album delle figurine dell'esistenza. Per Scott ed i suoi la conquista del polo Sud e' una avventura di vita. E la affrontano con tanto di libri di poesie, di pianoforti, di grammofoni e dischi, di poni. E si appesantiscono di rocce, di campioni geologici, e compilano diari metereologici. E si raccontano sogni, si immaginano nuove poesie, descrivono nuove sensazioni. Ovviamente moriranno. Tutti i componenti della squadra di Scott che raggiungono il Polo Sud moriranno. Ma di Amundsen e dei suoi cani nessuno si ricordera' se non per la figurina attaccata sull'album della storia. Mentre di Scott, della sua meravigliosa squadra di perdenti, io, mi ricordero' per tutta la vita. Un libro imperdibile. Lo ripeto : per me un Capolavoro.
Cecchi Paone riesce nell'impresa tutt'altro che semplice di condensare in poco piu' di 200 pagine uno dei piu' grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi. L'ho comprato in edicola per avere qualcosa di non impegnativo da leggere in spiaggia ..... ed ho pensato di vedere come Cecchi Paone a
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Cecchi Paone riesce nell'impresa tutt'altro che semplice di condensare in poco piu' di 200 pagine uno dei piu' grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi. L'ho comprato in edicola per avere qualcosa di non impegnativo da leggere in spiaggia ..... ed ho pensato di vedere come Cecchi Paone affrontava un'operazione letteraria da far tremare i polsi al solo pensiero. Invece : complimenti. NON siamo di fronte ad un capolavoro, ma sicuramente ad un libro che, senza pretese, riesce a risvegliare i ricordi delle lettura classiche del liceo (per me Scientifico). Sono altresi' certo che coloro che non hanno letto il "classico" traggano comunque giovamento dalla lettura di questo libello, e magari la voglia di affrontare letture piu' impegnative. Sara' il clima da cazzeggio estivo, ma .... mi e' piaciuto :)
Vertigine della lista
.... non saprei quanto possa piacere ad altri, ma lo spunto dal quale e' stato tratto il libro e' originale e curioso. Piacera' sicuramente agli "eruditi", ma anche a chi sa prendere davvero la vita con leggerezza e sense of humor :)
Ultimo parallelo
***This comment contains spoilers! ***
Io non so se ho la preparazione di critica letteraria per definire questo libro un Capolavoro, ma se non lo e', poco ci manca. E forse neanche mi interessa che venga riconosciuto tale, tanto e' stato il piacere di leggerlo. Uno dei pochissimi libri che rileggero' sicuramente, scegliendomi il week en ... (continue)
Io non so se ho la preparazione di critica letteraria per definire questo libro un Capolavoro, ma se non lo e', poco ci manca. E forse neanche mi interessa che venga riconosciuto tale, tanto e' stato il piacere di leggerlo. Uno dei pochissimi libri che rileggero' sicuramente, scegliendomi il week end giusto, senza interruzioni o disturbi esterni, con un buon Sibellius di sottofondo e magari anche un armagnac d'annata. Ed e' cosi' che vi consiglio di affrontare questa lettura. Sicuramente il modo di scrivere di questo autore, che era a me completamente sconosciuto, puo' disorientare qualcuno. Ricorda in molti punti Saramago (sara' per questo che mi piace molto ?), con la sua narrativa destrutturata che insegue il suo discorso saltando apparentemente di palo in frasca, ed invece nascondendo dietro questa indeterminatezza un preciso filo logico. Le descrizioni dei sentimenti, come dei preparativi, come delle aspettative, come della natura denotano una cultura notevolissima dello scrittore. Una capacita' di saper sfogliare l'animo umano cogliendone ogni sfumatura. L'artificio poi dell'io narrante "fantasma", che partecipa alla avventura di Scott e dei suoi compagni di disgrazia raccontandoceli in diretta, come se quella tragedia si stesse concretizzando proprio in qual momento che noi la leggiamo, e' davvero un valore aggiunto.
Scott perde la sfida, Amundsen arriva prima.
Ma era davvero questa La Sfida ?
Con quale spirito i due esploratori affrontano l'avventura e con quale preparazione ?
A me questo romanzo, ricorda la metafora del saggio di Galiberti "Psiche e Tecne".
C'e' un Amundsen che arriva con le sue efficientissime e velocissime slitte di cani, tecnico, preciso, efficace. Nulla e' lasciato al sentimento, nulla al pathos. La conquista e' una tacca da mettere nell'album delle figurine dell'esistenza. Per Scott ed i suoi la conquista del polo Sud e' una avventura di vita. E la affrontano con tanto di libri di poesie, di pianoforti, di grammofoni e dischi, di poni. E si appesantiscono di rocce, di campioni geologici, e compilano diari metereologici. E si raccontano sogni, si immaginano nuove poesie, descrivono nuove sensazioni. Ovviamente moriranno. Tutti i componenti della squadra di Scott che raggiungono il Polo Sud moriranno. Ma di Amundsen e dei suoi cani nessuno si ricordera' se non per la figurina attaccata sull'album della storia. Mentre di Scott, della sua meravigliosa squadra di perdenti, io, mi ricordero' per tutta la vita.
Un libro imperdibile. Lo ripeto : per me un Capolavoro.
Ulisse
Cecchi Paone riesce nell'impresa tutt'altro che semplice di condensare in poco piu' di 200 pagine uno dei piu' grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi. L'ho comprato in edicola per avere qualcosa di non impegnativo da leggere in spiaggia ..... ed ho pensato di vedere come Cecchi Paone a ... (continue)
Cecchi Paone riesce nell'impresa tutt'altro che semplice di condensare in poco piu' di 200 pagine uno dei piu' grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi. L'ho comprato in edicola per avere qualcosa di non impegnativo da leggere in spiaggia ..... ed ho pensato di vedere come Cecchi Paone affrontava un'operazione letteraria da far tremare i polsi al solo pensiero. Invece : complimenti.
NON siamo di fronte ad un capolavoro, ma sicuramente ad un libro che, senza pretese, riesce a risvegliare i ricordi delle lettura classiche del liceo (per me Scientifico).
Sono altresi' certo che coloro che non hanno letto il "classico" traggano comunque giovamento dalla lettura di questo libello, e magari la voglia di affrontare letture piu' impegnative.
Sara' il clima da cazzeggio estivo, ma .... mi e' piaciuto :)
Tutti gli scritti
Ma leggerlo e' fondamentale.
Per criticare e' necessario conoscere.
Tutte le opere
..... da leggere e leggere e leggere senza mai smettere.
In qualsiasi momento leggere Seneca riconcilia col mondo e con se' stessi.