-
Libri Italia…
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Bello il duomo di Modica come avatar... ;)
glycerine destroy
Sul pianerottolo c'è chi piange. Lacrime. La mia tv è spenta e sono così concentrata da star male. Fa male. Mi fa male. Come stai? Sento singhiozzare lentamente. Sul pianerottolo. Di sera. Sera inoltrata. Se avessi gelatine alla fragola aprirei la porta e te le offrirei. Fragola o limone. Non si può ... (continue)
Sul pianerottolo c'è chi piange. Lacrime. La mia tv è spenta e sono così concentrata da star male. Fa male. Mi fa male. Come stai? Sento singhiozzare lentamente. Sul pianerottolo. Di sera. Sera inoltrata. Se avessi gelatine alla fragola aprirei la porta e te le offrirei. Fragola o limone. Non si può soffrire soli. Non so perchè. Ma è vietato. Ho letto qualcosa del genere in un fumetto porno vietnamita. Chi non divide dolore muore. Cara Misty, cancella la doppia mandata e spalancati. Livido il suo viso contratto da anarchica disperazione. In ginocchio sul marmo vitreo di un pianerottolo londinese la donna piange. Come stai? La sua gonna è così lunga e la maglia così corta. Mi siedo vicino a te e ti chiedo risposte a tante nere emozioni. Tu allora ti perdi ancora di più in questa sconosciuta rabbia sola, e nascondi il viso coprendolo con le mani fredde di marmo calpestato, e piangi e ancora piangi senza spiegare, senza rendermi partecipe del tuo male. Come stai? Non senti che voglio farti bene? Le senti le mie braccia sul tuo collo? E le mie lacrime per le tue? Le senti? Calde. la tua pelle è così chiara e la tua fragilità così oscura. Posso dirti l'ora. Sera inoltrata. Le altre tv negli altri appartamenti parlano confondendosi nei corridoi stretti di queste scalinate assiderate. Non c'è ascensore. Potremmo giocare con lui se solo ci fosse, e così come una bambina triste e sola mi sveleresti il tuo segreto. Singhiozzando. Posso indovinare la tua età e far comparire un coniglio bianco da un cilindro nero. Adesso mi guardi. Tocchi le mie guance e asciughi le tue. Ti alzi. Lenta. Le tue gambe sono così magre e la tua tristezza così grassa. Nell'appartamento accanto la urla si una madre gravida colpiscono il nostro silenzio. I tuoi passi attraversano il mio spazio. Il rumore meccanico del portone che si apre. Tu inghiottita dal sonoro della strada. Le tue lacrime che bagnano il mio pianerottolo. Unica traccia di dolorosa presenza. The end