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BISCOTTINI SARACENI
Ingredienti:
- 300 gr. farina di grano saraceno
- 250 gr. burro
- 300 gr. zucchero
- 4 uova
- 100 gr. uva passa
- 150 gr. fecola di patate
- 20 gr. lievito in polvereFate ammorbidire in acqua tiepida l'uva passa. Nel frattempo montate a spuma il burro, tagliato a ... (
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Aug 7, 2011 |
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I Fioretti di santo Francesco
Imprimatur : Modena, 25 maggio 1948.
Copertina bellissima : " San Francesco che predica agli uccelli " di Giotto.
Vedendo comparire questo libro nella bacheca, insieme a " Beati coloro che hanno fame.." dopo qualche mese dalla mia richiesta, mi sono soffermata a riflettere e i ricordi del passato ... (continue)
Imprimatur : Modena, 25 maggio 1948.
Copertina bellissima : " San Francesco che predica agli uccelli " di Giotto.
Vedendo comparire questo libro nella bacheca, insieme a " Beati coloro che hanno fame.." dopo qualche mese dalla mia richiesta, mi sono soffermata a riflettere e i ricordi del passato hanno invaso la mia mente.
Quando mia mamma comprò o le venne donato questo libro, aveva solo ventisei anni, era sposata da poco più di un anno e non aveva ancora messo al mondo la numerosa e rumorosa prole che seguì, di cui io sono la terzogenita ed unica femmina, di quattro figli.
Perchè dico questo?
Perchè mi sorprende che una giovane e bellissima ragazza qual'era mia mamma, passasse i pomeriggi a " nutrirsi " di libri religiosi, di letture filosofiche e di meditazioni.
Poi trovo risposta nelle sue azioni successive.
La fede che aveva alimentato nei primi anni della sua giovinezza, aveva messo le fondamenta alla grande capacità di amare il prossimo, che la distinse per tutta la sua vita.
La fede cristiana che perseguì la mia mamma e anche il mio babbo che però aveva meno tempo di lei, non fu quella bigotta, di inchini e genuflessioni, orpelli e anelli da baciare, ma quella dell'aiuto costante, della generosità, della fraternità e soprattuto dello sguardo rivolto sempre agli altri, ai più deboli e bisognosi.
Ricordo vivamente un Natale, in cui ero bambina, con persone sedute alla nostra tavola imbandita, persone che poco prima erano alla Messa ad elemosinare una lira alle signore impellicciate e finemente truccate. Solo da ragazza capii chi erano quelle strane persone e fui grata a chi le aveva fatte entrare.
Ricordo ancora che più di una volta, rientrando da scuola, trovavo in cucina una donna che imboccava il suo bambino davanti ad una tazza di latte e pane o una veccha signora che mangiava un piatto di minestra.
Noi figli non eravamo sorpresi, sapevamo che capitava...il nostro portone era sempre aperto e chi aveva bisogno bastava suonasse il campanello.
Anche solo per una parola di conforto o un abbraccio di consolazione....
Queste erano solo gocce in un mare di bisognosi e poveri aumentati a dismisura dopo una guerra lacerante e lunghissima che aveva messo in ginocchio l'Italia che faticosamente tentava di rialzare il capo. E anche una piccola città di provincia raccoglieva le forze per ricominciare.
Famiglie che non avevano più casa, vedove di guerra, uomini disoccupati perchè erano stati sui monti a combattere, orfani da sfamare...
Penso che l'educazione dei figli si fondi più sull'esempio che su tanti discorsi e belle prediche e mi ritengo per questo molto fortunata....spero che l'eredità della mia famiglia non si disperda mai nel vento dell'egoismo!