-
All books
-
-
-
- Gaber. L'illogica utopia (66)
- "Autobiografia per parole e immagini"
-
By Giorgio Gaber -
Reading since Feb 4, 2011
-
-
-
-
- Scintille (880)
- Una storia di anime vagabonde
-
By Gad Lerner -
Reading
-
-
-
-
- Come mi batte forte il tuo cuore (1271)
- Storia di mio padre
-
By Benedetta Tobagi -
Reading
-
-
-
-
- La puntualità del destino (139)
-
By Patrick Fogli -
Finished in Sep 2012 




-
-
-
-
- Fiume pagano (41)
-
By Laura Costantini, Loredana Falcone -
Finished in May 2012 




-
-




-
Quando, anche noi che la viviamo – e, personalmente, la amiamo – da lontano, pensiamo a Roma, difficilmente riusciamo a separare il presente dai ricordi della sua fantastica e ingombrante storia, anzi credo che poche città come Roma intreccino così strettamente il proprio presente e passato.
Ma cre ... (continue ) -
—
Jun 2, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Repetita (139)
-
By Marilù Oliva -
Finished on May 30, 2012 




-
-
1 person find this helpful 



-
Notte, abbastanza alta: poco prima di andare a letto, sono stato chiamato da un libro, come Snoopy con i biscotti al cioccolato: era "Repetita", di Marilù Oliva.
Appena meno dolce del cioccolato, ma forse più appetitoso, e mi ha dato ben maggiore dipendenza: nel senso che non mi è mai capitato, mai ... (
continue ) -
—
May 30, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Nella carne (68)
-
By Sara Bilotti -
Finished on May 16, 2012 




-
-
6 people find this helpful 



-
Chi ritiene che non si possa essere obiettivi quando si commentano i libri degli amici (e Sara Bilotti è mia amica, anzi me ne vanto) può fermarsi qui, non mi offendo se perdo qualcuno dei 25 lettori delle mie recensioni: per chi vuol continuare, dico subito che “Nella carne” è un libro spietato, qu ... (
continue ) -
—
May 17, 2012 |
2 feedbacks
-
-
-
-
- Ultimi quaranta secondi della storia del mondo (26)
-
By Stefano Santarsiere -
Finished on Apr 11, 2012 




-
-
Ultimi quaranta secondi della storia del mondo




-
391 pagine, che partono lente, ma presto decollano, avvolgendo il lettore in una storia avvincente, la cui trama principale ne sottende altre, in tempi e spazi diversi, ma in cui tutto (quasi) si tiene.
Non conoscevo Stefano Santarsiere: ho scoperto un narratore molto abile, ricercato nei contenuti ... (continue ) -
—
Apr 16, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Giudici (886)
-
By Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Giancarlo De Cataldo -
Finished on Oct 1, 2011 




-
-
-
-
- Terroristi (268)
-
By Per Wahloo, Maj Sjöwall -
Finished on Sep 29, 2011 




-
-
3 people find this helpful 



-
Prima di tutto: peccato, la serie di Martin Beck con questo decimo romanzo è finita! Poi, peccato perchè dal punto di vista letterario avrebbe potuto finire meglio.
L'ultimo giallo è il più lungo, ed è quello in cui la coppia degli autori sceglie di "promuovere" il suo ormai maturo protagonista, af ... (continue ) -
—
Sep 30, 2011 |
2 feedbacks
-
-
-
-
- Tu sei il male (1365)
-
By Roberto Costantini -
Finished on Sep 22, 2011 




-
-
-
-
- Le cene eleganti (134)
-
By Piero Colaprico -
Finished on Sep 7, 2011 




-
-
-
-
- È proibito amare (279)
- Inediti d'autore, 12
-
By Mario Desiati -
Finished on Aug 18, 2011 




-
-
-
-
- Arrivano i NAM (274)
- Inediti d'autore, 7
-
By Piero Colaprico -
Finished on Aug 18, 2011 




-
-
-
-
- Appartamento a Istanbul (472)
-
By Esmahan Aykol -
Finished on Aug 18, 2011 




-
-
2 people find this helpful 



-
Come in "Hotel Bosforo", la trama del giallo è così debole che il libro finisce per concentrarsi sulla protagonista, sulle sue ripetute considerazioni su se stessa, sui turchi e sui tedeschi, e su tante cose che alla fine non rilevano.
In più, a me Kati non sta simpatica, probabilmente perché ha re ... (continue ) -
—
Aug 18, 2011 |
Add your feedback
-
La puntualità del destino
Ho il piacere di corrispondere con Patrick Fogli, e leggo quasi regolarmente il suo blog, così, sapendo che stava scrivendo questo romanzo, e avendo egli anticipato che avrebbe avuto un taglio più narrativo dei precedenti (nei quali la fiction si sovrapponeva al lavoro di inchiesta, in “Non voglio i ... (continue)
Ho il piacere di corrispondere con Patrick Fogli, e leggo quasi regolarmente il suo blog, così, sapendo che stava scrivendo questo romanzo, e avendo egli anticipato che avrebbe avuto un taglio più narrativo dei precedenti (nei quali la fiction si sovrapponeva al lavoro di inchiesta, in “Non voglio il silenzio” dichiaratamente), l’ho atteso con curiosità, cercando di cogliere qualche indizio disseminato tra i post.
Non sulla trama, perché da un thriller pretendo di essere sorpreso – e Fogli ci è assolutamente riuscito, ma coerentemente cercherò di dirne il meno possibile – ma su una serie di argomenti e di spunti di riflessione che, per qualche motivo, avevo intuito che avrebbero comunque caratterizzato il libro.
In effetti, Patrick Fogli, con "La puntualità del destino" torna al thriller, e ci ripresenta Gabriele Riccardi (il protagonista di "Lentamente prima di morire"), in una storia tesa, contorta ed avvincente, in cui spesso quel che appare si rivela diverso da quel che succede, incentrata su una vicenda che ricorda molto alcune storie di cronaca, in un paesino emiliano colpito da un terremoto: per inciso, e per la precisione, non si tratta di cronaca, ma di situazioni generali, quasi emblematiche ai fini del resto, e comunque mi risulta che il testo sia stato scritto un anno prima che il terremoto si verificasse davvero.
Tornando al romanzo, è scritto con la consueta abilità "cinematografica" di Patrick nel destreggiarsi su diversi piani narrativi da punti di vista differenti secondo i personaggi: chi ha letto i romanzi precedenti, soprattutto i primi due, ritroverà anche il loro ritmo incalzante, spesso accompagnato dalla musica che in quel momento si adegua ai sentimenti e al vissuto del personaggio.
Però, accanto al registro narrativo prevalente, che – lo ripeto perché è una differenza importante rispetto alla produzione più recente – è quello del giallo-thriller, ci sono almeno altri due piani che vanno sottolineati.
Il primo si ricollega a quanto si diceva riguardo al blog: perché anche qui, pur non trattandosi di un romanzo direttamente collegato ad un'inchiesta o a fatti di cronaca, ci sono fortissimi echi da "romanzo sociale", nel senso che Fogli sfrutta il suo protagonista per “togliersi un po’ di sassolini dalle scarpe”, come mi ha scritto in una chat pubblica sul libro. E così ne approfitta per affrontare, con la stessa passione che riversa sul suo blog qualche tema di attualità, dall'indecente invasione mediatica delle tragedie che sollecitano la morbosità del pubblico, alla guerra tra poveri che si nutre del bisogno di individuare un nemico, e porta facilmente a trasformare in razzismo la diffidenza verso il diverso: fino all'ipocrisia di chi esercita moralismo nelle proprie vesti pubbliche e nasconde comportamenti poco etici nella sfera privata.
Questa scelta "sociale", che sembra riprendere l'ispirazione dei maestri svedesi del genere (i coniugi Sjowall-Wahlöo prima, il Mankell di Wallander poi) sta sempre più caratterizzando l'opera recente di molti autori italiani, dall'Alessandro Bastasi di "Città contro" fino a quelli selezionati per le rassegne di racconti "resistenti" sul Manifesto: insomma, sembra che in diversi casi il genere thriller (o meglio dire noir?), oltre a far correre i lettori verso la fine per comprendere la vicenda se riesce - come ne "La puntualità del destino" - ad appassionarli, si presti a stimolare continuamente la riflessione sull'ambiente in cui essa si svolge, ponendo o ispirando domande non semplici, sugli individui e sulla società, attualissime rispetto alla deriva che viviamo.
Infine, il terzo tema, quello forse meno semplice, più intimo e credo anche più difficile per l'autore, ma che credo sia stato forse il più importante per egli stesso, al punto da indurlo a pubblicare - in formato e-book gratuito - una presentazione in anteprima di alcuni dei suoi personaggi.
Perché tutti in questo romanzo, anche molti dei comprimari, si trovano - proprio a seguito di un "destino" tanto puntuale quanto imprevisto (pure quando, per alcuni, era prevedibile, perché si tratta sempre, tranne in un caso importante, di un destino che hanno contribuito a causare, non dell'intervento del Fato) - a fare i conti con aspetti della propria vita che emergono a seguito dell'assenza, più esattamente delle assenze - di persone, di sentimenti, di certezze - che quel destino porta alla luce, e ne sono tutti sconvolti. Ecco, forse è qui che Patrick Fogli passa i confini del giallo-thriller e entra nel "noir", almeno nell'accezione che (si parva licet) mi piace di più dare al genere, cioè quella di un'opera letteraria che porta i lettori a scavare nell'animo dei personaggi, e quindi anche di se stessi, per riconoscere che, più o meno latenti, più o meno negativi (o positivi, ma meno spesso), ci sono aspetti che non si conoscono.