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- La danza immobile (843)
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By Manuel Scorza -
Finished on Feb 15, 2011 




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- La schiuma dei giorni (2708)
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By Boris Vian -
Started on May 17, 2010 




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surreale amore pessimista -
Inizialmente la ricerca linguistica mi ha infastidito. Ho avuto l'impressione che Vian cercasse a tutti i costi di uscirsene con qualche accostamento assurdo fine a se stesso. Malgrado gli sforzi del traduttore penso sarebbe importantissimo leggere il testo in lingua originale.
La storia si fa via ... (continue ) -
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May 19, 2010 |
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La danza immobile
La danza immobile è un libro strepitoso e sorprendente per chi abbia già conosciuto i romanzi del ciclo andino di Scorza. Ad accomunarli a quelli vi è la tematica dell'oppressione e della lotta del popolo peruviano, ed una certa tendenza a rendere mito i personaggi e le loro gesta, così come probabi ... (continue)
La danza immobile è un libro strepitoso e sorprendente per chi abbia già conosciuto i romanzi del ciclo andino di Scorza. Ad accomunarli a quelli vi è la tematica dell'oppressione e della lotta del popolo peruviano, ed una certa tendenza a rendere mito i personaggi e le loro gesta, così come probabilmente succede nelle storie tramandate a voce nella mata amazzonica o sulla cordillera Blanca. Di nuovo c'è invece la passione e il restringimento dell'ottica del racconto, dal popolo, a due personaggi. Ne scaturisce, come detto nel testo, "un contrappunto tra due guerriglieri" che scelgono di fare la rivoluzione in modo diverso, fuori o dentro se stessi, rischiando la vita nella foresta o tra le braccia di una donna. Chi dei due avrà ragione è impossibile dirlo perché ineluttabilmente nell'ora più dura entrambi torneranno con la mente a rimpiangere il momento in cui hanno scelto. E' quindi un libro triste? Sì, disperato. Ma non perché la vita sia brutta, quanto per l'impossibilità di mantenere accesa per sempre la fiamma della passione, sia quella fisica, sensuale, che quella filosofica e sociale. Forse la vera speranza può risiedere nel non piegarsi ad essa, restare fedeli in fondo solo a se stessi, eternare l'ardore rinunciandoci. Stilisticamente il testo è complesso, soprattutto nella prima metà, quando l'alternarsi repentino, quasi nevrotico, delle scene temporali e dei personaggi, rende difficile dipanare la matassa che va poi chiarendosi via via che i rami laterali cadono e restano in piedi i soli Nicolas e Santiago. Le pagine sono però straordinarie nell'ardore, la purezza e la passione con cui vengono cantati il dilemma e l'impeto sensuale. Le immagini sono di un tale erotismo e così prive di volgarità e ricche di poesia, da provocare una sensazione di reale eccitazione fin quasi all'invidia di non poter essere, lì in quel momento, parte di quell'alchimia. Il voto non è il massimo perché alcuni passaggi dell'avventura lungo il fiume di uno dei personaggi, potevano essere semplificati per rendere il ritmo più coinvolgente, ma nel complesso il romanzo non tradisce le aspettative, e celebra quanto di meglio si possa trovare in termini di forza espressiva nella narrativa latinoamericana. Cari scrittori anglosassoni, imparate da noi latinos come si scrive l'amore.