Interessante tentativo di unire il classico giallo inglese di campagna alla Agatha Christie, per intendersi più Miss Marple che Hercule Poirot, ai moderni medical-thriller in cui per scoprire il colpevole ci si avvale si avvale di tutti i mezzi offerti dalla tecnologia e dalla scienza. Kay Scarpetta
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Interessante tentativo di unire il classico giallo inglese di campagna alla Agatha Christie, per intendersi più Miss Marple che Hercule Poirot, ai moderni medical-thriller in cui per scoprire il colpevole ci si avvale si avvale di tutti i mezzi offerti dalla tecnologia e dalla scienza. Kay Scarpetta e C.S.I. docet.
Molto riuscita la prima parte con il protagonista che si ritrova spaesato in un posto lontano da se e dalla sua vita passata, con le sue ferite emotive non del tutto rimarginate. Rientra nei classici canoni del mistery la seconda parte, forse un po accademica, ma il ritmo non cala mai e si arriva in un soffio all'ultima pagina. Pare che il seguito "Scritto nelle ossa" venga reputato unanimemente migliore di episodio iniziale della serie. Se il buongiorno si vede dal mattino..
Che la preparazione storica della signora Ben Pastor sia notevole è indiscutibile. Ce ne ha dato ampia prova nella serie di romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale con protagonista l'ufficiale tedesco Martin Bora, che ho letto dal primo all'ultimo volume.
Che la preparazione storica della signora Ben Pastor sia notevole è indiscutibile. Ce ne ha dato ampia prova nella serie di romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale con protagonista l'ufficiale tedesco Martin Bora, che ho letto dal primo all'ultimo volume.
Ben Pastor si muove a suo agio anche in un ambiente storico più difficile da ricreare, come l'impero romano dei primi secoli dopo Cristo. L'ambientazione storica è perfetta e le regole classiche del mystery si incontrano e si contaminano con quelle del romanzo storico e del racconto di introspezione psicologica.
Peccato però che il ritmo non sia esattamente travolgente. L'alternanza tra la narrazione in terza persona, e il diario personale del protagonista, interrompe troppo spesso l'azione, rendendo la lettura invece che trascinante e ipnotica, noiosa tediosa e narcotica.
Insulso dalla prima all'ultima pagina, o almeno credo, visto che a 3/4 del libro mi sono fermato, per spregio. Non gli volevo dare la soddisfazione di finirlo. I due protagonisti sono quanto di più insopportabile e antipatico si possa immaginare. Una frase come ""scrivere è come baciare,ma senza le
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Insulso dalla prima all'ultima pagina, o almeno credo, visto che a 3/4 del libro mi sono fermato, per spregio. Non gli volevo dare la soddisfazione di finirlo. I due protagonisti sono quanto di più insopportabile e antipatico si possa immaginare. Una frase come ""scrivere è come baciare,ma senza le labbra" è perfetta per il bigliettino di un bacio perugina, per quelli che comunicano solo tramite i link di fèisbuc. Non basta usare email e social networks per rendere un rapporto epistolare più interessante.
A quelli che erano tentati di leggere quest'obrobrio consiglio invece un grande romanzo epistolare contemporaneo come "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman, oppure due classici come "Le relazioni pericolose" o le lettere tra Anais Nin ed Henry Miller. E con un esercizio di fantasia, immaginate che questi rapporti epistolari avvengano tramite email o facebook.
I vampiri, o creature aspiranti tali, non hanno mai goduto di tanta popolarità come in questo periodo. Libri, film, serie televisive. Non puoi distrarti un attimo e ti spunta un vampiro vicino. Lo stesso si può dire della letteratura nordica e baltica, sembra che ultimamente un thriller non si possa
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I vampiri, o creature aspiranti tali, non hanno mai goduto di tanta popolarità come in questo periodo. Libri, film, serie televisive. Non puoi distrarti un attimo e ti spunta un vampiro vicino. Lo stesso si può dire della letteratura nordica e baltica, sembra che ultimamente un thriller non si possa ritenere tale se non viene dal nord.
Quanto più alla moda possibile questo "Non Lasciarmi", che almeno rispetto ai vampiri teen agers americani vanta una certa originalità. Tutto sommato la lettura è piacevole, e l'autore affronta il tema della solitudine e del diverso con coraggio.
Qua e là però affiorano stonature, storture, forse per il voler aggiungere troppi ingredienti. Lavorare di cesello, anche in fase di editing avrebbe giovato.
Albino Luciani, per un solo mese della sua vita conosciuto come Papa Giovanni Paolo, era un uomo buono. Se il suo pontificato fosse stato lungo come quello del suo successore non è detto fosse stato fatto santo subito. Di sicuro non si sarebbe mai affacciato da un balcone insieme a Pinochet. Solo 3
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Albino Luciani, per un solo mese della sua vita conosciuto come Papa Giovanni Paolo, era un uomo buono. Se il suo pontificato fosse stato lungo come quello del suo successore non è detto fosse stato fatto santo subito. Di sicuro non si sarebbe mai affacciato da un balcone insieme a Pinochet. Solo 30 giorni di pontificato, eppure sono bastati ad una rivoluzione teologica (Dio è Padre, ma anche Madre) subito fatta dimenticare dalle alte gerarchie della chiesa.
Ma più che indagare sulla figura di Albino Luciani, il libro indaga sia sulle cause e sulle stranezze della sua morte, sia sul malaffare che regnava nelle casse dello Ior in quegli anni. Secondo Jallop, Papa Giovanni Paolo Primo si sarebbe apprestato a cambiarne i vertici, rimuovendo dal suo ruolo il Cardinale Marcinkus. Il resto, cioè la morte sospetta del Papa, vien da se.
Anche se pesante e lento in alcuni capitoli, risulta sicuramente più avvincente di tanti thriller di autori conclamati. Ed è tutto vero.
La chimica della morte
Interessante tentativo di unire il classico giallo inglese di campagna alla Agatha Christie, per intendersi più Miss Marple che Hercule Poirot, ai moderni medical-thriller in cui per scoprire il colpevole ci si avvale si avvale di tutti i mezzi offerti dalla tecnologia e dalla scienza. Kay Scarpetta ... (continue)
Interessante tentativo di unire il classico giallo inglese di campagna alla Agatha Christie, per intendersi più Miss Marple che Hercule Poirot, ai moderni medical-thriller in cui per scoprire il colpevole ci si avvale si avvale di tutti i mezzi offerti dalla tecnologia e dalla scienza. Kay Scarpetta e C.S.I. docet.
Molto riuscita la prima parte con il protagonista che si ritrova spaesato in un posto lontano da se e dalla sua vita passata, con le sue ferite emotive non del tutto rimarginate.
Rientra nei classici canoni del mistery la seconda parte, forse un po accademica, ma il ritmo non cala mai e si arriva in un soffio all'ultima pagina. Pare che il seguito "Scritto nelle ossa" venga reputato unanimemente migliore di episodio iniziale della serie. Se il buongiorno si vede dal mattino..
Il ladro d'acqua
Che la preparazione storica della signora Ben Pastor sia notevole è indiscutibile. Ce ne ha dato ampia prova nella serie di romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale con protagonista l'ufficiale tedesco Martin Bora, che ho letto dal primo all'ultimo volume.
Ben Pastor si muove a suo agi ... (continue)
Che la preparazione storica della signora Ben Pastor sia notevole è indiscutibile. Ce ne ha dato ampia prova nella serie di romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale con protagonista l'ufficiale tedesco Martin Bora, che ho letto dal primo all'ultimo volume.
Ben Pastor si muove a suo agio anche in un ambiente storico più difficile da ricreare, come l'impero romano dei primi secoli dopo Cristo. L'ambientazione storica è perfetta e le regole classiche del mystery si incontrano e si contaminano con quelle del romanzo storico e del racconto di introspezione psicologica.
Peccato però che il ritmo non sia esattamente travolgente. L'alternanza tra la narrazione in terza persona, e il diario personale del protagonista, interrompe troppo spesso l'azione, rendendo la lettura invece che trascinante e ipnotica, noiosa tediosa e narcotica.
Le ho mai raccontato del vento del nord
Insulso dalla prima all'ultima pagina, o almeno credo, visto che a 3/4 del libro mi sono fermato, per spregio. Non gli volevo dare la soddisfazione di finirlo.continue)
I due protagonisti sono quanto di più insopportabile e antipatico si possa immaginare.
Una frase come ""scrivere è come baciare,ma senza le ... (
Insulso dalla prima all'ultima pagina, o almeno credo, visto che a 3/4 del libro mi sono fermato, per spregio. Non gli volevo dare la soddisfazione di finirlo.
I due protagonisti sono quanto di più insopportabile e antipatico si possa immaginare.
Una frase come ""scrivere è come baciare,ma senza le labbra" è perfetta per il bigliettino di un bacio perugina, per quelli che comunicano solo tramite i link di fèisbuc.
Non basta usare email e social networks per rendere un rapporto epistolare più interessante.
A quelli che erano tentati di leggere quest'obrobrio consiglio invece un grande romanzo epistolare contemporaneo come "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman, oppure due classici come "Le relazioni pericolose" o le lettere tra Anais Nin ed Henry Miller. E con un esercizio di fantasia, immaginate che questi rapporti epistolari avvengano tramite email o facebook.
Altra roba gente. Altra classe.
Lasciami entrare
I vampiri, o creature aspiranti tali, non hanno mai goduto di tanta popolarità come in questo periodo. Libri, film, serie televisive. Non puoi distrarti un attimo e ti spunta un vampiro vicino. Lo stesso si può dire della letteratura nordica e baltica, sembra che ultimamente un thriller non si possa ... (continue)
I vampiri, o creature aspiranti tali, non hanno mai goduto di tanta popolarità come in questo periodo. Libri, film, serie televisive. Non puoi distrarti un attimo e ti spunta un vampiro vicino. Lo stesso si può dire della letteratura nordica e baltica, sembra che ultimamente un thriller non si possa ritenere tale se non viene dal nord.
Quanto più alla moda possibile questo "Non Lasciarmi", che almeno rispetto ai vampiri teen agers americani vanta una certa originalità. Tutto sommato la lettura è piacevole, e l'autore affronta il tema della solitudine e del diverso con coraggio.
Qua e là però affiorano stonature, storture, forse per il voler aggiungere troppi ingredienti. Lavorare di cesello, anche in fase di editing avrebbe giovato.
In nome di Dio
Albino Luciani, per un solo mese della sua vita conosciuto come Papa Giovanni Paolo, era un uomo buono. Se il suo pontificato fosse stato lungo come quello del suo successore non è detto fosse stato fatto santo subito. Di sicuro non si sarebbe mai affacciato da un balcone insieme a Pinochet.continue)
Solo 3 ... (
Albino Luciani, per un solo mese della sua vita conosciuto come Papa Giovanni Paolo, era un uomo buono. Se il suo pontificato fosse stato lungo come quello del suo successore non è detto fosse stato fatto santo subito. Di sicuro non si sarebbe mai affacciato da un balcone insieme a Pinochet.
Solo 30 giorni di pontificato, eppure sono bastati ad una rivoluzione teologica (Dio è Padre, ma anche Madre) subito fatta dimenticare dalle alte gerarchie della chiesa.
Ma più che indagare sulla figura di Albino Luciani, il libro indaga sia sulle cause e sulle stranezze della sua morte, sia sul malaffare che regnava nelle casse dello Ior in quegli anni.
Secondo Jallop, Papa Giovanni Paolo Primo si sarebbe apprestato a cambiarne i vertici, rimuovendo dal suo ruolo il Cardinale Marcinkus. Il resto, cioè la morte sospetta del Papa, vien da se.
Anche se pesante e lento in alcuni capitoli, risulta sicuramente più avvincente di tanti thriller di autori conclamati. Ed è tutto vero.