Tre destini (che si uniscono, stretti in un istante solo)
Tre personaggi, delineati e designati con maestria. Destinati ad intrecciare i loro destini e le loro storie.
La prima metà del libro è avvincente, ti conquista, tanto da farti chiedere se questo non possa essere IL romanzo della consacrazione per Carofiglio. Poi, pian piano, si scivola nell'inver
... (continue)
Tre personaggi, delineati e designati con maestria. Destinati ad intrecciare i loro destini e le loro storie.
La prima metà del libro è avvincente, ti conquista, tanto da farti chiedere se questo non possa essere IL romanzo della consacrazione per Carofiglio. Poi, pian piano, si scivola nell'inverosimile, in un finale che dispiace dirlo, sconfina col ridicolo, accettabile in una fiction tv, ma non da chi, a torto o a ragione, viene considerato una figura di primo piano nella letteratura italiana.
Ritorna Massimo Carlotto e con lui ritorna anche Giorgio Pellegrini, il protagonista di "Arrivederci amore, ciao". Un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattuto Romanzo breve, lo leggi d'un fiato, non all'altezza del primo
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Ritorna Massimo Carlotto e con lui ritorna anche Giorgio Pellegrini, il protagonista di "Arrivederci amore, ciao". Un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattuto Romanzo breve, lo leggi d'un fiato, non all'altezza del primo capitolo, ma comunque un ritratto spietato di quel nord est che si regge sull'intreccio mafia-politica-malaffare. Personaggi azzeccati ma la trama risulta poco lineare, contorta. Non noioso come il giorno del titolo, ma vale una stella in meno rispetto al primo capitolo.
Un viaggio epico. Come, nella cultura pop contemporanea, solo Il signore degli anelli, lo Stephen King de l'Ombra dello Scorpione, e il televisivo Lost, hanno saputo regalarci.
Tre esempi non fatti per caso, Il Passaggio rivela echi di già letto, vissuto e sentito, ma nella sua evoluzione, sia nar
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Un viaggio epico. Come, nella cultura pop contemporanea, solo Il signore degli anelli, lo Stephen King de l'Ombra dello Scorpione, e il televisivo Lost, hanno saputo regalarci.
Tre esempi non fatti per caso, Il Passaggio rivela echi di già letto, vissuto e sentito, ma nella sua evoluzione, sia narrativa che dei personaggi, riesce a soprenderci e ad emozionarci pagina dopo pagina.
Personaggi destinati a rimanere impressi nella memoria e nei cuori dei lettori e se il finale del libro ha effettivamente qualcosa di non totalmente compiuto c'è da sapere che l'autore Justin Cronin (segnatevi questo nome: sentiremo molto parlare di lui negli anni a venire) ha sempre dichiarato che questo romanzo è il primo di una trilogia.
Restiamo in attesa, sia degli altri due capitoli, che del film, a mio pare ancor più adatta una serie televisiva lunga, che verranno tratti da romanzo e successivi sequels.
Cos'è che ci spinge a voler leggere un libro? A volerlo possedere, farlo nostro, tenerlo tra le mani e abbandonarsi ad esso?
Spesso sono i consigli degli amici, da qualche anno a questa parte i commenti che leggiamo qui su aNobii, altre volte le recensioni di critici su quotidiani o periodici, altr
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Cos'è che ci spinge a voler leggere un libro? A volerlo possedere, farlo nostro, tenerlo tra le mani e abbandonarsi ad esso?
Spesso sono i consigli degli amici, da qualche anno a questa parte i commenti che leggiamo qui su aNobii, altre volte le recensioni di critici su quotidiani o periodici, altre semplicemente una copertina o un titolo che colpiscono, anche senza razionali motivi, la nostra immaginazione e stimolano il nostro interesse.
Nel caso di questo libro, per me la scintilla è scoccata in un treno per pendolari. In mezzo a tante facce assonnate sono rimasto colpito dall'espressione felice e appagata di una donna, pochi sedili davanti a me, che teneva in mano questo libro e si beava della lettura, pagina dopo pagina. Rapita. Innamorata.
Pochi giorni dopo ero io a leggere quel libro. Non so se anche io avessi questa espressione sul volto mentre lo leggevo, di sicuro è uno di quei libri che ti fa star bene, sia durante la sua lettura, che una volta assorbito completamente. Ed è entrato di diritto nell'elenco dei miei libri preferiti. Nessun dubbio: 5 stelle.
La donna abitata è la storia di una donna nicaraguense di famiglia agiata, Lavinia, ribelle e passionale, che per amore e per seguire un grido sommesso della sua linfa vitale, decide di passare alla lotta armata nel Fronte Sandinista di Liberazione contro la dittatura instaurata nel suo paese, oltrepassando la linea d'ombra tra l'essere ragazza e l'essere donna adulta. Dentro di lei rivive lo spirito di una guerriera indigena, Itzà, morta combattendo contro i conquistadores spagnoli tanti secoli prima e che si risveglia alla vita come profumato albero di arance. C’è amore, ci sono dubbi, ci sono ideali e sogni in questo bel libro. E una promessa: “chi ama non muore mai”
E' stata davvero una bella scoperta Gioconda Belli, una scrittrice impegnata e intensa che dalla sua esistenza pasionaria ha tratto ispirazione per storie colme di vita, che traboccano vita..
Se i vecchini del Bar Lume risolvono i loro casi più o meno come farebbero Don Matteo o L’Ispettore Bracco e il Quesito della Susi nella Settimana Enigmistica, qui Malvaldi alza decisamente il livello culturale e siamo più in zona Cluedo (Chi ha ucciso il Maggiordomo con cosa?) o Invito a cena con d
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Se i vecchini del Bar Lume risolvono i loro casi più o meno come farebbero Don Matteo o L’Ispettore Bracco e il Quesito della Susi nella Settimana Enigmistica, qui Malvaldi alza decisamente il livello culturale e siamo più in zona Cluedo (Chi ha ucciso il Maggiordomo con cosa?) o Invito a cena con delitto.
So che il giovane scrittore pisano ha tanti ammiratori, e ammetto che più di una volta nei suoi romanzi è riuscito a strapparmi un sorriso se non addirittura una risata. Ma la letteratura, anche quella gialla, è un’altra cosa, è una cosa seria. Anche, o forse soprattutto, quando vuoi far ridere e sorridere.
Il silenzio dell'onda
Tre personaggi, delineati e designati con maestria. Destinati ad intrecciare i loro destini e le loro storie.
La prima metà del libro è avvincente, ti conquista, tanto da farti chiedere se questo non possa essere IL romanzo della consacrazione per Carofiglio.continue)
Poi, pian piano, si scivola nell'inver ... (
Tre personaggi, delineati e designati con maestria. Destinati ad intrecciare i loro destini e le loro storie.
La prima metà del libro è avvincente, ti conquista, tanto da farti chiedere se questo non possa essere IL romanzo della consacrazione per Carofiglio.
Poi, pian piano, si scivola nell'inverosimile, in un finale che dispiace dirlo, sconfina col ridicolo, accettabile in una fiction tv, ma non da chi, a torto o a ragione, viene considerato una figura di primo piano nella letteratura italiana.
Un'occasione persa.
Alla fine di un giorno noioso
Ritorna Massimo Carlotto e con lui ritorna anche Giorgio Pellegrini, il protagonista di "Arrivederci amore, ciao". Un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattutocontinue)
Romanzo breve, lo leggi d'un fiato, non all'altezza del primo ... (
Ritorna Massimo Carlotto e con lui ritorna anche Giorgio Pellegrini, il protagonista di "Arrivederci amore, ciao". Un rivoluzionario fallito che tenta il riscatto sociale dimostrando di essere peggio di quelli che un tempo ha combattuto
Romanzo breve, lo leggi d'un fiato, non all'altezza del primo capitolo, ma comunque un ritratto spietato di quel nord est che si regge sull'intreccio mafia-politica-malaffare. Personaggi azzeccati ma la trama risulta poco lineare, contorta. Non noioso come il giorno del titolo, ma vale una stella in meno rispetto al primo capitolo.
Il passaggio
Un viaggio epico.
Come, nella cultura pop contemporanea, solo Il signore degli anelli, lo Stephen King de l'Ombra dello Scorpione, e il televisivo Lost, hanno saputo regalarci.
Tre esempi non fatti per caso, Il Passaggio rivela echi di già letto, vissuto e sentito, ma nella sua evoluzione, sia nar ... (continue)
Un viaggio epico.
Come, nella cultura pop contemporanea, solo Il signore degli anelli, lo Stephen King de l'Ombra dello Scorpione, e il televisivo Lost, hanno saputo regalarci.
Tre esempi non fatti per caso, Il Passaggio rivela echi di già letto, vissuto e sentito, ma nella sua evoluzione, sia narrativa che dei personaggi, riesce a soprenderci e ad emozionarci pagina dopo pagina.
Personaggi destinati a rimanere impressi nella memoria e nei cuori dei lettori e se il finale del libro ha effettivamente qualcosa di non totalmente compiuto c'è da sapere che l'autore Justin Cronin (segnatevi questo nome: sentiremo molto parlare di lui negli anni a venire) ha sempre dichiarato che questo romanzo è il primo di una trilogia.
Restiamo in attesa, sia degli altri due capitoli, che del film, a mio pare ancor più adatta una serie televisiva lunga, che verranno tratti da romanzo e successivi sequels.
La donna abitata
Cos'è che ci spinge a voler leggere un libro? A volerlo possedere, farlo nostro, tenerlo tra le mani e abbandonarsi ad esso?
Spesso sono i consigli degli amici, da qualche anno a questa parte i commenti che leggiamo qui su aNobii, altre volte le recensioni di critici su quotidiani o periodici, altr ... (continue)
Cos'è che ci spinge a voler leggere un libro? A volerlo possedere, farlo nostro, tenerlo tra le mani e abbandonarsi ad esso?
Spesso sono i consigli degli amici, da qualche anno a questa parte i commenti che leggiamo qui su aNobii, altre volte le recensioni di critici su quotidiani o periodici, altre semplicemente una copertina o un titolo che colpiscono, anche senza razionali motivi, la nostra immaginazione e stimolano il nostro interesse.
Nel caso di questo libro, per me la scintilla è scoccata in un treno per pendolari. In mezzo a tante facce assonnate sono rimasto colpito dall'espressione felice e appagata di una donna, pochi sedili davanti a me, che teneva in mano questo libro e si beava della lettura, pagina dopo pagina. Rapita. Innamorata.
Pochi giorni dopo ero io a leggere quel libro. Non so se anche io avessi questa espressione sul volto mentre lo leggevo, di sicuro è uno di quei libri che ti fa star bene, sia durante la sua lettura, che una volta assorbito completamente. Ed è entrato di diritto nell'elenco dei miei libri preferiti. Nessun dubbio: 5 stelle.
La donna abitata è la storia di una donna nicaraguense di famiglia agiata, Lavinia, ribelle e passionale, che per amore e per seguire un grido sommesso della sua linfa vitale, decide di passare alla lotta armata nel Fronte Sandinista di Liberazione contro la dittatura instaurata nel suo paese, oltrepassando la linea d'ombra tra l'essere ragazza e l'essere donna adulta. Dentro di lei rivive lo spirito di una guerriera indigena, Itzà, morta combattendo contro i conquistadores spagnoli tanti secoli prima e che si risveglia alla vita come profumato albero di arance. C’è amore, ci sono dubbi, ci sono ideali e sogni in questo bel libro. E una promessa: “chi ama non muore mai”
E' stata davvero una bella scoperta Gioconda Belli, una scrittrice impegnata e intensa che dalla sua esistenza pasionaria ha tratto ispirazione per storie colme di vita, che traboccano vita..
Odore di chiuso
Se i vecchini del Bar Lume risolvono i loro casi più o meno come farebbero Don Matteo o L’Ispettore Bracco e il Quesito della Susi nella Settimana Enigmistica, qui Malvaldi alza decisamente il livello culturale e siamo più in zona Cluedo (Chi ha ucciso il Maggiordomo con cosa?) o Invito a cena con d ... (continue)
Se i vecchini del Bar Lume risolvono i loro casi più o meno come farebbero Don Matteo o L’Ispettore Bracco e il Quesito della Susi nella Settimana Enigmistica, qui Malvaldi alza decisamente il livello culturale e siamo più in zona Cluedo (Chi ha ucciso il Maggiordomo con cosa?) o Invito a cena con delitto.
So che il giovane scrittore pisano ha tanti ammiratori, e ammetto che più di una volta nei suoi romanzi è riuscito a strapparmi un sorriso se non addirittura una risata. Ma la letteratura, anche quella gialla, è un’altra cosa, è una cosa seria. Anche, o forse soprattutto, quando vuoi far ridere e sorridere.
Decisamente Malvaldi non fa per me.