Girate alla larga da questo libro se siete tra quelli che vogliono una risposta e una spiegazione per tutto. Se seguivate Lost solo per sapere le risposte ai tanti interrogativi che la serie ha posto, NO! questo libro non fa per voi.
Un Veronesi coraggioso, lontano dai suoi canoni e da quelli della
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Girate alla larga da questo libro se siete tra quelli che vogliono una risposta e una spiegazione per tutto. Se seguivate Lost solo per sapere le risposte ai tanti interrogativi che la serie ha posto, NO! questo libro non fa per voi.
Un Veronesi coraggioso, lontano dai suoi canoni e da quelli della letteratura italiana. Thriller metafisico da cui non pretendere risposte, con due detective dell'anima, un sacerdote e una psichiatra psicanalista che saranno difficili da dimenticare.Per una volta scienza e fede vanno a braccetto, quasi complementari, e l'alternanza delle loro voci narrative è senz'altro il punto di forza del romanzo.
Forse non dell tutto compiuto e riscito, ma sicuramente dopo averlo letto non lascia indifferenti. E questo è uno dei motivi importanti per leggere un libro.
Le perfezioni provvisorie sono quelle cose, quei momenti che sai che sono destinati a finire presto, ma in cui provi un senso di totale padronanza, di equilibrio allo stesso tempo instabile ma anche perfetto. Allo stesso tempo.
Il romanzo di Carofiglio, l'ultima avventura dell'avvocato Guerrieri è
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Le perfezioni provvisorie sono quelle cose, quei momenti che sai che sono destinati a finire presto, ma in cui provi un senso di totale padronanza, di equilibrio allo stesso tempo instabile ma anche perfetto. Allo stesso tempo.
Il romanzo di Carofiglio, l'ultima avventura dell'avvocato Guerrieri è esattamente cosi. Forse instabile, nel ritmo e nelle situazioni, ma nell'insieme perfetto nei tempi. Come sempre, non è nel meccanismo del giallo il punto forte della scrittura di Carofiglio. Ancora una volta la forza sta nella descrizione di una Bari splendida sia sotto il sole, che nelle sue notti e nella costruzione dei personaggi, sia principali che di contorno.
Ci si affeziona all'avvocato Guerrieri, glicome è impossibile non amare lo stile e la prosa del suo autore, un Carofiglio ormai maturo, che stavolta ci regala oltre a Guerrieri e alla solita grande ambientazione barese, uno stupendo ritratto femminile. Una donna dal passato burrascoso, sconfitta dalla vita ma pronta a ricominciare una nuova esistenza. Ex attrice porno, ex prostituta, in cui molti hanno notato molte somiglianze con Patrizia D'Addario. Peccato che il libro, uscito in piena inchiesta giudiziaria barese sulla compagnia dei Tarantini, sia stato scritto mesi prima che il bubbone scoppiasse.
Solo per aNobiani incalliti, soprattutto per chi come il sottoscritto ha avuto l'onore di vedere il proprio nome, i propri commenti e la propria libreria finire sul libro. Per il resto, lodevolissima e comprensibile la scelta di devolvere i guadagni delle vendite a favore di Emergency, altrimenti ch
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Solo per aNobiani incalliti, soprattutto per chi come il sottoscritto ha avuto l'onore di vedere il proprio nome, i propri commenti e la propria libreria finire sul libro. Per il resto, lodevolissima e comprensibile la scelta di devolvere i guadagni delle vendite a favore di Emergency, altrimenti che senso avrebbe avuto spendere i, non pochi, soldi del prezzo di copertina, quando su internet si può consultare tutto aNobii gratis? Da sfogliare di tanto in tanto, tenendolo a scelta o sul comodino, o sul mobiletto del bagno.
C'è un personaggio, in Emmaus, che ricorda molto il Tadzio di Morte a Venezia, in special modo nella versione cinematografica di Luchino Visconti. Sia per la sua efebica sessualità, che per il suo rivelarsi elemento catartico all'interno della storia.
E forse tutto il romanzo, o racconto lungo che
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C'è un personaggio, in Emmaus, che ricorda molto il Tadzio di Morte a Venezia, in special modo nella versione cinematografica di Luchino Visconti. Sia per la sua efebica sessualità, che per il suo rivelarsi elemento catartico all'interno della storia.
E forse tutto il romanzo, o racconto lungo che dir si voglia, ha un qualcosa di vagamente Viscontiano,perlomeno del Visconti decadente degli anni 70. Proprio negli anni 70, o almeno così si percepisce, si svolgono i fatti del racconto, 4 adolescenti decidono di dare un senso alle proprie esistenze, preferendo la parrocchia e il volontariato all'anarchia e al libertarismo professati dai coetanei.
E' un bel romanzo. MA NON SEMBRA SCRITTO DA BARICCO. Come se il nostro avesse messo da parte quella vena fantasiosa, immaginifica, non solo per l'ambientazione realistica della storia, ma anche per il suo solito modo di scrivere, che rispetto ai passati lavori risulta asciutto, levigato. Come se Baricco avesse volutamente eliminare ogni asperità non necessaria, ogni fronzolo, ogni ornamento superfluo. Ogni aspetto, scusatemi il gioco di parole, barocco.
Non ai livelli dei suoi capolavori Novecento, Oceano Mareo Castelli di rabbia. Ma sicuramente un deciso passo in avanti rispetto ad operine ben piu inconsistenti come Seta, City o Sangue.
Dopo il fallimento commerciale di Come Dio comanda, il suo libro più ambizioso, ma non perfettamente riuscito, Ammanniti ritorna ad un tono più leggero, satirico, che l'aveva caratterizzato agli esordi, con Branchie e Fango. Pur essendo anni luce dai suoi capolavori come Ti prendo e ti porto via, e
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Dopo il fallimento commerciale di Come Dio comanda, il suo libro più ambizioso, ma non perfettamente riuscito, Ammanniti ritorna ad un tono più leggero, satirico, che l'aveva caratterizzato agli esordi, con Branchie e Fango. Pur essendo anni luce dai suoi capolavori come Ti prendo e ti porto via, e Io non ho paura, Che la festa cominci è un pezzo di satira sociale e per questo va preso. Senza chiedergli altro.
Forse, limato di alcune lunghezze inutili, sarebbe stato perfetto come racconto lungo in una raccolta, come appunto era "L'ultimo capodanno dell'umanità" , strepitoso, in Fango. Non è all'altezza di quest'ultimo, lo ricalca troppo nella struttura narrativa, tanto da sembrarne quasi più un remake che non un naturale proseguimento. Qualche sorriso lo può strappare, ma il vero Ammanniti sta altrove.
XY
Girate alla larga da questo libro se siete tra quelli che vogliono una risposta e una spiegazione per tutto.
Se seguivate Lost solo per sapere le risposte ai tanti interrogativi che la serie ha posto, NO! questo libro non fa per voi.
Un Veronesi coraggioso, lontano dai suoi canoni e da quelli della ... (continue)
Girate alla larga da questo libro se siete tra quelli che vogliono una risposta e una spiegazione per tutto.
Se seguivate Lost solo per sapere le risposte ai tanti interrogativi che la serie ha posto, NO! questo libro non fa per voi.
Un Veronesi coraggioso, lontano dai suoi canoni e da quelli della letteratura italiana. Thriller metafisico da cui non pretendere risposte, con due detective dell'anima, un sacerdote e una psichiatra psicanalista che saranno difficili da dimenticare.Per una volta scienza e fede vanno a braccetto, quasi complementari, e l'alternanza delle loro voci narrative è senz'altro il punto di forza del romanzo.
Forse non dell tutto compiuto e riscito, ma sicuramente dopo averlo letto non lascia indifferenti. E questo è uno dei motivi importanti per leggere un libro.
Le perfezioni provvisorie
Le perfezioni provvisorie sono quelle cose, quei momenti che sai che sono destinati a finire presto, ma in cui provi un senso di totale padronanza, di equilibrio allo stesso tempo instabile ma anche perfetto. Allo stesso tempo.
Il romanzo di Carofiglio, l'ultima avventura dell'avvocato Guerrieri è ... (continue)
Le perfezioni provvisorie sono quelle cose, quei momenti che sai che sono destinati a finire presto, ma in cui provi un senso di totale padronanza, di equilibrio allo stesso tempo instabile ma anche perfetto. Allo stesso tempo.
Il romanzo di Carofiglio, l'ultima avventura dell'avvocato Guerrieri è esattamente cosi. Forse instabile, nel ritmo e nelle situazioni, ma nell'insieme perfetto nei tempi. Come sempre, non è nel meccanismo del giallo il punto forte della scrittura di Carofiglio.
Ancora una volta la forza sta nella descrizione di una Bari splendida sia sotto il sole, che nelle sue notti e nella costruzione dei personaggi, sia principali che di contorno.
Ci si affeziona all'avvocato Guerrieri, glicome è impossibile non amare lo stile e la prosa del suo autore, un Carofiglio ormai maturo, che stavolta ci regala oltre a Guerrieri e alla solita grande ambientazione barese, uno stupendo ritratto femminile.
Una donna dal passato burrascoso, sconfitta dalla vita ma pronta a ricominciare una nuova esistenza. Ex attrice porno, ex prostituta, in cui molti hanno notato molte somiglianze con Patrizia D'Addario. Peccato che il libro, uscito in piena inchiesta giudiziaria barese sulla compagnia dei Tarantini, sia stato scritto mesi prima che il bubbone scoppiasse.
aNobii
Solo per aNobiani incalliti, soprattutto per chi come il sottoscritto ha avuto l'onore di vedere il proprio nome, i propri commenti e la propria libreria finire sul libro.continue)
Per il resto, lodevolissima e comprensibile la scelta di devolvere i guadagni delle vendite a favore di Emergency, altrimenti ch ... (
Solo per aNobiani incalliti, soprattutto per chi come il sottoscritto ha avuto l'onore di vedere il proprio nome, i propri commenti e la propria libreria finire sul libro.
Per il resto, lodevolissima e comprensibile la scelta di devolvere i guadagni delle vendite a favore di Emergency, altrimenti che senso avrebbe avuto spendere i, non pochi, soldi del prezzo di copertina, quando su internet si può consultare tutto aNobii gratis?
Da sfogliare di tanto in tanto, tenendolo a scelta o sul comodino, o sul mobiletto del bagno.
Emmaus
C'è un personaggio, in Emmaus, che ricorda molto il Tadzio di Morte a Venezia, in special modo nella versione cinematografica di Luchino Visconti. Sia per la sua efebica sessualità, che per il suo rivelarsi elemento catartico all'interno della storia.
E forse tutto il romanzo, o racconto lungo che ... (continue)
C'è un personaggio, in Emmaus, che ricorda molto il Tadzio di Morte a Venezia, in special modo nella versione cinematografica di Luchino Visconti. Sia per la sua efebica sessualità, che per il suo rivelarsi elemento catartico all'interno della storia.
E forse tutto il romanzo, o racconto lungo che dir si voglia, ha un qualcosa di vagamente Viscontiano,perlomeno del Visconti decadente degli anni 70. Proprio negli anni 70, o almeno così si percepisce, si svolgono i fatti del racconto, 4 adolescenti decidono di dare un senso alle proprie esistenze, preferendo la parrocchia e il volontariato all'anarchia e al libertarismo professati dai coetanei.
E' un bel romanzo. MA NON SEMBRA SCRITTO DA BARICCO.
Come se il nostro avesse messo da parte quella vena fantasiosa, immaginifica, non solo per l'ambientazione realistica della storia, ma anche per il suo solito modo di scrivere, che rispetto ai passati lavori risulta asciutto, levigato.
Come se Baricco avesse volutamente eliminare ogni asperità non necessaria, ogni fronzolo, ogni ornamento superfluo. Ogni aspetto, scusatemi il gioco di parole, barocco.
Non ai livelli dei suoi capolavori Novecento, Oceano Mareo Castelli di rabbia. Ma sicuramente un deciso passo in avanti rispetto ad operine ben piu inconsistenti come Seta, City o Sangue.
Che la festa cominci
Dopo il fallimento commerciale di Come Dio comanda, il suo libro più ambizioso, ma non perfettamente riuscito, Ammanniti ritorna ad un tono più leggero, satirico, che l'aveva caratterizzato agli esordi, con Branchie e Fango. Pur essendo anni luce dai suoi capolavori come Ti prendo e ti porto via, e ... (continue)
Dopo il fallimento commerciale di Come Dio comanda, il suo libro più ambizioso, ma non perfettamente riuscito, Ammanniti ritorna ad un tono più leggero, satirico, che l'aveva caratterizzato agli esordi, con Branchie e Fango. Pur essendo anni luce dai suoi capolavori come Ti prendo e ti porto via, e Io non ho paura, Che la festa cominci è un pezzo di satira sociale e per questo va preso. Senza chiedergli altro.
Forse, limato di alcune lunghezze inutili, sarebbe stato perfetto come racconto lungo in una raccolta, come appunto era "L'ultimo capodanno dell'umanità" , strepitoso, in Fango.
Non è all'altezza di quest'ultimo, lo ricalca troppo nella struttura narrativa, tanto da sembrarne quasi più un remake che non un naturale proseguimento. Qualche sorriso lo può strappare, ma il vero Ammanniti sta altrove.