A volte è più importante capire da dove viene la nostra spazzatura, piuttosto che sapere dove andrà. E come l'abbiamo prodotta è più importante di dove la gettiamo.
Sapete che circa l'80% dei nostri prodotti sono realizzati per essere usati una volta sola? Il nostro eroe ha provato a vivere un anno senza comprare nulla, nutrendosi solo di prodotti a km 0, senza produrre rifiuti, senza bruciare risorse, e tutto questo nel cuore di New York. Certo si capisce ch
... (continue)
Sapete che circa l'80% dei nostri prodotti sono realizzati per essere usati una volta sola? Il nostro eroe ha provato a vivere un anno senza comprare nulla, nutrendosi solo di prodotti a km 0, senza produrre rifiuti, senza bruciare risorse, e tutto questo nel cuore di New York. Certo si capisce che l'autore è americano, la sua famiglia, ad esempio, si nutriva di cibi pronti e sprecava vestiti, e oggetti, come solo gli americani sanno fare. Poi però ha preso consapevolezza e ha rinunciato a tutti gli oggetti usa e getta, compresa la carta igienica e i kleenex. Il libro ce lo racconta, in modo divertente, ma soprattutto stimolante. A differenza del documentario, che segue passo passo l’esperimento, il libro contiene riflessioni “filosofiche” collegate alla decrescita. Ragazzi buttate la tv. Tutti gli spot ci dicono la stessa cosa: tu fai schifo, ma se compri questo prodotto sarai migliore e tutti ti ameranno, Quello che non dicono è che se abbiamo tanto bisogno di essere amati è perché lavoriamo troppo, indovina perché? Per poterci comprare tante cose! (…)sebbene comprare un cellulare nuovo, o una macchina o una casa ci provochi un aumento di piacere, tale piacere non è duraturo. Se volessimo provare lo stesso picco di felicità, dovremmo assumere un'altra dose - un altro telefono, un 'altra macchina, Questa continua ricerca del piacere è parte dell'hedonic treadmill. invece le persone felici non vivono bloccate in questo circolo vizioso. Piuttosto, mantengono il buon umore secondo modalità che non richiedono dosi ripetute di nuovi acquisti. Gli individui maggiormente soddisfatti della propria esistenza hanno forti legami sociali, trovano significativo il loro lavoro, riescono a esercitare quelli che considerano i loro talenti migliori, e hanno la sensazione di perseguire sempre uno scopo elevato
e infine un messaggio che condivido pienamente: quando esalerò l'ultimo respiro, mi dispiacerò perchè non ho comprato abbastanza roba in vita mia? Solo di una cosa mi dispiacerà, credo. Di non aver amato di più. Di essermi lasciato distrarre dagli oggetti o dal successo. Questa vita è breve e presto finirà. Per cosa vogliamo usarla?
Sento spesso la gente arrabbiarsi quando deve pagare per vedere la Gioconda al Louvre o altri capolavori italiani al Metropolitan di New York o all'Hermitage di San Pietroburgo.
Giusto. non dimentichiamo però che a Roma abbiamo tanti di gli obelischi egiziani che ci escono dalle orecchie; Orma
... (continue)
Sento spesso la gente arrabbiarsi quando deve pagare per vedere la Gioconda al Louvre o altri capolavori italiani al Metropolitan di New York o all'Hermitage di San Pietroburgo.
Giusto. non dimentichiamo però che a Roma abbiamo tanti di gli obelischi egiziani che ci escono dalle orecchie; Ormai fanno parte del nostro immaginario quotidiano, e le nostre piazze non sarebbero le stesse. Ve la immaginate Piazza San Pietro o Piazza del Popolo senza l'obelisco? E piazza della Minerva senza il suo elefantino? I Romani di un tempo costruivano navi apposta per poter trasportare gli obelischi.
Rimango affascinata da quanto spazio sia stato dato in passato alla bellezza, mentre architetti contemporanei hanno progettato orrori come il palazzo di Corviale.
Ma torniamo a questa guida. Utile, dettagliata con tante immagini di Piranesi e non solo. Mai più senza!
Non conoscevo l'autore prima di leggere "lo potevo fare anche io" che mi è piaciuto parecchio. Non so nulla di lui, ma ho come la sensazione che sia prevenuto con tutto quello in odore di sinistra. Ho trovato di pessimo gusto il capitolo sui funerali di Veltroni, e non condivido assolutament
... (continue)
Non conoscevo l'autore prima di leggere "lo potevo fare anche io" che mi è piaciuto parecchio. Non so nulla di lui, ma ho come la sensazione che sia prevenuto con tutto quello in odore di sinistra. Ho trovato di pessimo gusto il capitolo sui funerali di Veltroni, e non condivido assolutamente il suo attacco a Oliviero Toscani.
A fine lettura qualche cosa l'avrò pure imparata, tuttavia nel complesso sono delusa. Il libro sembra una raccolta di articoli scritti per un settimanale, sotto contratto, e redatti di fretta anche senza ispirazione, tanto per imbrattare le pagine, allungare l’artistico brodo.
Non ci siamo caro Bonami, non basta sparare nel mucchio per vendere libri!
Una storia divertente, leggera, comica, a volte persino erotica, surreale, un po' truculenta. Le prime pagine sono geniali. Ci ritrovo anche una vena ambientalista.
Veniamo ai difetti: Ci sono errori e sviste come se nessuno avesse voluto rileggerlo, il finale lascia un po' perplessi. Nelle pagine
... (continue)
Una storia divertente, leggera, comica, a volte persino erotica, surreale, un po' truculenta. Le prime pagine sono geniali. Ci ritrovo anche una vena ambientalista.
Veniamo ai difetti: Ci sono errori e sviste come se nessuno avesse voluto rileggerlo, il finale lascia un po' perplessi. Nelle pagine iniziali si percepisce impotenza, rabbia, negatività; tutti i personaggi sono sfigati, cattivi, rabbiosi, soprattutto infelici. Per fortuna arrivano gli zombie a movimentare la storia, che diventa una caricatura dei film horror (che io non ho mai visto).
Ammaniti utilizza moltissimi marchi: automobili, caffè, biscotti, mobili dai nomi nordici impronunciabili, ma sono così tanti che non ci vedo malafede, piuttosto servono a identificarsi con le situazioni descritte e a viverle come familiari.
Insomma non è il mio Ammaniti preferito, ma non è male e si legge in un giorno, tre stelle e mezzo
Un anno a impatto zero
Sapete che circa l'80% dei nostri prodotti sono realizzati per essere usati una volta sola? Il nostro eroe ha provato a vivere un anno senza comprare nulla, nutrendosi solo di prodotti a km 0, senza produrre rifiuti, senza bruciare risorse, e tutto questo nel cuore di New York.continue)
Certo si capisce ch ... (
Sapete che circa l'80% dei nostri prodotti sono realizzati per essere usati una volta sola? Il nostro eroe ha provato a vivere un anno senza comprare nulla, nutrendosi solo di prodotti a km 0, senza produrre rifiuti, senza bruciare risorse, e tutto questo nel cuore di New York.
Certo si capisce che l'autore è americano, la sua famiglia, ad esempio, si nutriva di cibi pronti e sprecava vestiti, e oggetti, come solo gli americani sanno fare. Poi però ha preso consapevolezza e ha rinunciato a tutti gli oggetti usa e getta, compresa la carta igienica e i kleenex.
Il libro ce lo racconta, in modo divertente, ma soprattutto stimolante.
A differenza del documentario, che segue passo passo l’esperimento, il libro contiene riflessioni “filosofiche” collegate alla decrescita.
Ragazzi buttate la tv.
Tutti gli spot ci dicono la stessa cosa: tu fai schifo, ma se compri questo prodotto sarai migliore e tutti ti ameranno, Quello che non dicono è che se abbiamo tanto bisogno di essere amati è perché lavoriamo troppo, indovina perché? Per poterci comprare tante cose!
(…)sebbene comprare un cellulare nuovo, o una macchina o una casa ci provochi un aumento di piacere, tale piacere non è duraturo. Se volessimo provare lo stesso picco di felicità, dovremmo assumere un'altra dose - un altro telefono, un 'altra macchina, Questa continua ricerca del piacere è parte dell'hedonic treadmill.
invece le persone felici
non vivono bloccate in questo circolo vizioso. Piuttosto, mantengono il buon umore secondo modalità che non richiedono dosi ripetute di nuovi acquisti. Gli individui maggiormente soddisfatti della propria esistenza hanno forti legami sociali, trovano significativo il loro lavoro, riescono a esercitare quelli che considerano i loro talenti migliori, e hanno la sensazione di perseguire sempre uno scopo elevato
e infine un messaggio che condivido pienamente:
quando esalerò l'ultimo respiro, mi dispiacerò perchè non ho comprato abbastanza roba in vita mia?
Solo di una cosa mi dispiacerà, credo. Di non aver amato di più. Di essermi lasciato distrarre dagli oggetti o dal successo. Questa vita è breve e presto finirà. Per cosa vogliamo usarla?
Gli obelischi di Roma
Sento spesso la gente arrabbiarsi quando deve pagare per vedere la Gioconda al Louvre o altri capolavori italiani al Metropolitan di New York o all'Hermitage di San Pietroburgo.
Giusto. non dimentichiamo però che a Roma abbiamo tanti di gli obelischi egiziani che ci escono dalle orecchie; Orma ... (continue)
Sento spesso la gente arrabbiarsi quando deve pagare per vedere la Gioconda al Louvre o altri capolavori italiani al Metropolitan di New York o all'Hermitage di San Pietroburgo.
Giusto. non dimentichiamo però che a Roma abbiamo tanti di gli obelischi egiziani che ci escono dalle orecchie; Ormai fanno parte del nostro immaginario quotidiano, e le nostre piazze non sarebbero le stesse. Ve la immaginate Piazza San Pietro o Piazza del Popolo senza l'obelisco? E piazza della Minerva senza il suo elefantino? I Romani di un tempo costruivano navi apposta per poter trasportare gli obelischi.
Rimango affascinata da quanto spazio sia stato dato in passato alla bellezza, mentre architetti contemporanei hanno progettato orrori come il palazzo di Corviale.
Ma torniamo a questa guida. Utile, dettagliata con tante immagini di Piranesi e non solo. Mai più senza!
Dopotutto non è brutto
Non conoscevo l'autore prima di leggere "lo potevo fare anche io" che mi è piaciuto parecchio. Non so nulla di lui, ma ho come la sensazione che sia prevenuto con tutto quello in odore di sinistra. Ho trovato di pessimo gusto il capitolo sui funerali di Veltroni, e non condivido assolutament ... (continue)
Non conoscevo l'autore prima di leggere "lo potevo fare anche io" che mi è piaciuto parecchio. Non so nulla di lui, ma ho come la sensazione che sia prevenuto con tutto quello in odore di sinistra. Ho trovato di pessimo gusto il capitolo sui funerali di Veltroni, e non condivido assolutamente il suo attacco a Oliviero Toscani.
A fine lettura qualche cosa l'avrò pure imparata, tuttavia nel complesso sono delusa. Il libro sembra una raccolta di articoli scritti per un settimanale, sotto contratto, e redatti di fretta anche senza ispirazione, tanto per imbrattare le pagine, allungare l’artistico brodo.
Non ci siamo caro Bonami, non basta sparare nel mucchio per vendere libri!
Lo potevo fare anch'io
Derò, dovrebbe disporre di diversi disegni, dagherrotipi didascalici.
DDD
Il Libro Italiano dei Morti
Una storia divertente, leggera, comica, a volte persino erotica, surreale, un po' truculenta. Le prime pagine sono geniali. Ci ritrovo anche una vena ambientalista.
Veniamo ai difetti:continue)
Ci sono errori e sviste come se nessuno avesse voluto rileggerlo, il finale lascia un po' perplessi. Nelle pagine ... (
Una storia divertente, leggera, comica, a volte persino erotica, surreale, un po' truculenta. Le prime pagine sono geniali. Ci ritrovo anche una vena ambientalista.
Veniamo ai difetti:
Ci sono errori e sviste come se nessuno avesse voluto rileggerlo, il finale lascia un po' perplessi. Nelle pagine iniziali si percepisce impotenza, rabbia, negatività; tutti i personaggi sono sfigati, cattivi, rabbiosi, soprattutto infelici. Per fortuna arrivano gli zombie a movimentare la storia, che diventa una caricatura dei film horror (che io non ho mai visto).
Ammaniti utilizza moltissimi marchi: automobili, caffè, biscotti, mobili dai nomi nordici impronunciabili, ma sono così tanti che non ci vedo malafede, piuttosto servono a identificarsi con le situazioni descritte e a viverle come familiari.
Insomma non è il mio Ammaniti preferito, ma non è male e si legge in un giorno, tre stelle e mezzo