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Feb 16, 2012 |
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La faglia
Il romanzo racconta una qualsiasi epopea dei senza gloria, i periferici al mondo, i tagliati-fuori per nascita, per destino di partenza.continue)
Apparentemente sarebbe poco interessante per un lettore calarsi nello squallore dell'emarginazione urbana torinese identica a tutte le altre emarginazioni di ogni ... (
Il romanzo racconta una qualsiasi epopea dei senza gloria, i periferici al mondo, i tagliati-fuori per nascita, per destino di partenza.
Apparentemente sarebbe poco interessante per un lettore calarsi nello squallore dell'emarginazione urbana torinese identica a tutte le altre emarginazioni di ogni altra città. Ma il libro, per questo bello, è capace di avvincere perché riesce a far emergere con forza l'umanità dei protagonisti avvolti in una Storia che potrebbe fare a meno di loro senza modificarsi. Ci dicono che la Storia sia, appunto, fatta di storie personali, coincidenze, occasioni che riescono a sfiorarla e, apparentemente, potrebbero anche condizionarla e scriverla.
La lotta è impari.
Chi vincerà? La Storia, naturalmente. Quella sorta di fossa comune dove ognuno verrà riconsegnato, sepolto nella banalità del proprio destino inglorioso. Non resterebbe nemmeno la traccia di queste umanità qualunque, invisibili e dolorosamente scontate, se questo libro non avesse il merito di lasciarci le loro piccole storie da fare nostre.
Massimo Miro, l'autore, è un'altra bella intuizione del Maestrale, una casa editrice coraggiosa, che amiamo perché propone spesso delle piacevoli sorprese.