Avere tra le mani il libro con i miei tre personaggi preferiti di His Dark Materials (Iorek, Lee e l'acutissima Hester) è un sogno realizzato. Ripercorrere la fluida e avvincente scrittura di Pullman costituisce un buon palliativo per il tanto atteso Book of Dust. Ironico, scoppiettante, divertentis
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Avere tra le mani il libro con i miei tre personaggi preferiti di His Dark Materials (Iorek, Lee e l'acutissima Hester) è un sogno realizzato. Ripercorrere la fluida e avvincente scrittura di Pullman costituisce un buon palliativo per il tanto atteso Book of Dust. Ironico, scoppiettante, divertentissimo. I rapporti fra Lee e le donne ed i suoi battibecchi col daimon sono esilaranti. Un'ottima lettura ed un libro estremamente meglio riuscito di Lyra's Oxford.
Splendido. Di una vivacità inattesa: era molto che non prendevo in mano Dostoevskij, ma la pura, grezza, spontanea descrizione della caduta nel baratro di Alekseij Ivanovič, l'intensità di Polina Aleksandrovna, l'assoluta intuizione del moscovita della natura umana lo hanno reso una lettura superba.
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Splendido. Di una vivacità inattesa: era molto che non prendevo in mano Dostoevskij, ma la pura, grezza, spontanea descrizione della caduta nel baratro di Alekseij Ivanovič, l'intensità di Polina Aleksandrovna, l'assoluta intuizione del moscovita della natura umana lo hanno reso una lettura superba. Probabilmente il piacere è anche stato determinato dalla nostalgia per il suo talento, ma Fëdor, davvero, non delude mai.
Avevo proprio bisogno di qualcosa di rinfrescante, e la nostalgia per Kare Kano premeva davvero, in questi giorni. Lineare, il classico shoujo scolastico, ma col tratto morbido e privo d'orpelli di Masami Tsuda. Gli sfondi sono come sempre assenti ma caratteri, espressioni e uso del super deformed s
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Avevo proprio bisogno di qualcosa di rinfrescante, e la nostalgia per Kare Kano premeva davvero, in questi giorni. Lineare, il classico shoujo scolastico, ma col tratto morbido e privo d'orpelli di Masami Tsuda. Gli sfondi sono come sempre assenti ma caratteri, espressioni e uso del super deformed sono sempre carinissimi. Un ottimo passatempo, in sintesi.
Ho cambiato spesso opinione (generale) di questo romanzo durante la lettura; prevedibile, considerata la lunghezza. Ma il giudizio è, in parte inattesamente, positivo: la storia intessuta dalla Kirino è complessa, sudicia, scomoda e difficile da lavar via, ma ben orchestrata. Il continuo cambiamento
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Ho cambiato spesso opinione (generale) di questo romanzo durante la lettura; prevedibile, considerata la lunghezza. Ma il giudizio è, in parte inattesamente, positivo: la storia intessuta dalla Kirino è complessa, sudicia, scomoda e difficile da lavar via, ma ben orchestrata. Il continuo cambiamento di punto di vista può apparire disorientante, ma è in realtà un pregio della sua scrittura e denuda la mancanza di una verità, di un sistema di valori a cui aggrapparsi per scampare all'oscurità, alla decadenza, al livore che agita ogni personaggio. E' una storia iperbolica, non c'è dubbio, eppure proprio nell'eccesso si legge l'ultima inquietante riflessione della scrittrice: non c'è scampo, nè sollievo per nessuno di noi. Niente requie per le dispensabili pedine di questa società meccanica e crudele. Niente affetto se non brevi, superficiali, dolorose parentesi dalla solitudine.
Carino il capitolo sul nipote del traduttore; il resto della storia è trito, scialbo, compilato con una scrittura impersonale, meccanica. Segue le regole del bestseller, vi s'impiglia e non decolla. I personaggi non sono che scatole vuote. E, soprattutto, la traduzione è terribile e macchia il d
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Carino il capitolo sul nipote del traduttore; il resto della storia è trito, scialbo, compilato con una scrittura impersonale, meccanica. Segue le regole del bestseller, vi s'impiglia e non decolla. I personaggi non sono che scatole vuote. E, soprattutto, la traduzione è terribile e macchia il decantato, fluido, stile dell'Ogawa.
Once Upon a Time in the North
Avere tra le mani il libro con i miei tre personaggi preferiti di His Dark Materials (Iorek, Lee e l'acutissima Hester) è un sogno realizzato. Ripercorrere la fluida e avvincente scrittura di Pullman costituisce un buon palliativo per il tanto atteso Book of Dust. Ironico, scoppiettante, divertentis ... (continue)
Avere tra le mani il libro con i miei tre personaggi preferiti di His Dark Materials (Iorek, Lee e l'acutissima Hester) è un sogno realizzato. Ripercorrere la fluida e avvincente scrittura di Pullman costituisce un buon palliativo per il tanto atteso Book of Dust. Ironico, scoppiettante, divertentissimo. I rapporti fra Lee e le donne ed i suoi battibecchi col daimon sono esilaranti. Un'ottima lettura ed un libro estremamente meglio riuscito di Lyra's Oxford.
Il giocatore
Splendido. Di una vivacità inattesa: era molto che non prendevo in mano Dostoevskij, ma la pura, grezza, spontanea descrizione della caduta nel baratro di Alekseij Ivanovič, l'intensità di Polina Aleksandrovna, l'assoluta intuizione del moscovita della natura umana lo hanno reso una lettura superba. ... (continue)
Splendido. Di una vivacità inattesa: era molto che non prendevo in mano Dostoevskij, ma la pura, grezza, spontanea descrizione della caduta nel baratro di Alekseij Ivanovič, l'intensità di Polina Aleksandrovna, l'assoluta intuizione del moscovita della natura umana lo hanno reso una lettura superba. Probabilmente il piacere è anche stato determinato dalla nostalgia per il suo talento, ma Fëdor, davvero, non delude mai.
Eensy Weensy monster vol. 1
Avevo proprio bisogno di qualcosa di rinfrescante, e la nostalgia per Kare Kano premeva davvero, in questi giorni. Lineare, il classico shoujo scolastico, ma col tratto morbido e privo d'orpelli di Masami Tsuda. Gli sfondi sono come sempre assenti ma caratteri, espressioni e uso del super deformed s ... (continue)
Avevo proprio bisogno di qualcosa di rinfrescante, e la nostalgia per Kare Kano premeva davvero, in questi giorni. Lineare, il classico shoujo scolastico, ma col tratto morbido e privo d'orpelli di Masami Tsuda. Gli sfondi sono come sempre assenti ma caratteri, espressioni e uso del super deformed sono sempre carinissimi.
Un ottimo passatempo, in sintesi.
Grotesque
Ho cambiato spesso opinione (generale) di questo romanzo durante la lettura; prevedibile, considerata la lunghezza. Ma il giudizio è, in parte inattesamente, positivo: la storia intessuta dalla Kirino è complessa, sudicia, scomoda e difficile da lavar via, ma ben orchestrata. Il continuo cambiamento ... (continue)
Ho cambiato spesso opinione (generale) di questo romanzo durante la lettura; prevedibile, considerata la lunghezza. Ma il giudizio è, in parte inattesamente, positivo: la storia intessuta dalla Kirino è complessa, sudicia, scomoda e difficile da lavar via, ma ben orchestrata. Il continuo cambiamento di punto di vista può apparire disorientante, ma è in realtà un pregio della sua scrittura e denuda la mancanza di una verità, di un sistema di valori a cui aggrapparsi per scampare all'oscurità, alla decadenza, al livore che agita ogni personaggio.
E' una storia iperbolica, non c'è dubbio, eppure proprio nell'eccesso si legge l'ultima inquietante riflessione della scrittrice: non c'è scampo, nè sollievo per nessuno di noi. Niente requie per le dispensabili pedine di questa società meccanica e crudele.
Niente affetto se non brevi, superficiali, dolorose parentesi dalla solitudine.
Hotel Iris
Carino il capitolo sul nipote del traduttore; il resto della storia è trito, scialbo, compilato con una scrittura impersonale, meccanica. Segue le regole del bestseller, vi s'impiglia e non decolla.continue)
I personaggi non sono che scatole vuote.
E, soprattutto, la traduzione è terribile e macchia il d ... (
Carino il capitolo sul nipote del traduttore; il resto della storia è trito, scialbo, compilato con una scrittura impersonale, meccanica. Segue le regole del bestseller, vi s'impiglia e non decolla.
I personaggi non sono che scatole vuote.
E, soprattutto, la traduzione è terribile e macchia il decantato, fluido, stile dell'Ogawa.
Non dico un paio d'ore perse, ma quasi.