Ricette raffinate, fotografie di gran gusto e impatto visivo: un libro ben curato, con ricette originali e ben spiegate. Segnalo, tra le tante, "Torta speziata alle prugne, profumata all'armagnac, con crema al gelsomino", "Gelatina alla noce di cocco con carpaccio di ananas piccante", "Birra tradizi
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Ricette raffinate, fotografie di gran gusto e impatto visivo: un libro ben curato, con ricette originali e ben spiegate. Segnalo, tra le tante, "Torta speziata alle prugne, profumata all'armagnac, con crema al gelsomino", "Gelatina alla noce di cocco con carpaccio di ananas piccante", "Birra tradizionale allo zenzero", "Crèmes brulées allo sciroppo d'acero e zenzero". Imperdibile in una cucina dominata dai profumi orientali.
"Se uno tiene la forza e il coraggio, allora non è un emigrante, che la gente non lo vuole, ma è un ospite"
Questo libricino, scoperto per caso leggendo una recensione, è riuscito a meravigliarmi per ben due volte. Primo, perché -finora- è l'unico romanzo ambientato nel minuscolo paese natale di mia nonna e dei miei antenati, Uggiano la Chiesa, feudo ecclesiastico della Mensa di Otranto, a pochi chilometr
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Questo libricino, scoperto per caso leggendo una recensione, è riuscito a meravigliarmi per ben due volte. Primo, perché -finora- è l'unico romanzo ambientato nel minuscolo paese natale di mia nonna e dei miei antenati, Uggiano la Chiesa, feudo ecclesiastico della Mensa di Otranto, a pochi chilometri dall'approdo di Enea, Porto Badisco. Secondo, perché è una storia che narra di ciclismo, uno sport che non ho mai amato ma che lo scrittore è riuscito a farmi trovare interessante e avvincente. "Il posto", ovvero Uggiano la Chiesa, è il paese natìo del protagonista, il giovane Totu, divenuto dopo una serie di successi sportivi "Lu megghiu", il miglior corridore del Salento. La carriera di Totu lo porta a lasciare la propria terra per trasferirsi in Romagna, dove vivono "i nordici", non come quelli che tornano al paese parlando con accento tedesco, con automobili targate con lettere strane ma italiani come lui che rifiutano di accettare ciò che non conoscono, una cultura, "un modo di essere italiani" che non appartiene alla loro storia. Totu riuscirà comunque a farsi amare e a farsi accettare perché non perderà mai la propria dignità e non tenterà di diventare altro. Questo romanzo mi ha rapita sin dalle prime pagine, fino a straziarmi il cuore: è la vita di tanti emigranti che il Nord più chiuso, ignorante e gretto rifiuta, senza voler conoscere e capire cosa significhi vivere in una terra arida che non offre abbastanza opportunità di lavoro, e quindi soldi per investimenti e per creare ricchezza. Ho amato il personaggio di Totu perché lui, nonostante i soldi guadagnati, nonostante la vita agiata a Bologna, non sarà mai un emigrato. La sua casa è Uggiano la Chiesa, dove stanno i suoi genitori, i suoi amici, il postino che gli ha regalato la prima bicicletta. E' l'unico posto dove alla fine tornerà per poter essere davvero Lu Megghiu, il campione, se stesso. Straziante -per me- il ritorno a casa del protagonista, tra gli ulivi secolari piantati nella terra rossa, tra l'odore acre dei frantoi e il dolce profumo dei mandorli in fiore.
Indagando sull'origine della mia famiglia, e risalendo sempre più indietro nel tempo con l'albero genealogico, si è venuta formando nella mia testa, una certa curiosità verso la storia dei cognomi d'Italia. Più trovavo nomi curiosi e oggi ormai in disuso, più desideravo scoprire da dove derivassero
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Indagando sull'origine della mia famiglia, e risalendo sempre più indietro nel tempo con l'albero genealogico, si è venuta formando nella mia testa, una certa curiosità verso la storia dei cognomi d'Italia. Più trovavo nomi curiosi e oggi ormai in disuso, più desideravo scoprire da dove derivassero e come fossero stati attribuiti. Perché la storia del nostro Paese è densa di orfani, di bambini nati fuori dal matrimonio ma anche di stranieri, di popoli venuti da lontano e italianizzati successivamente, così che il cognome diventa una vera e propria carta d'identità che ci aiuta a capire da dove veniamo. Questo interessante studio di antroponimia e diritto patronimico, per dirle in parole più semplici, storia dei cognomi d'Italia, della loro formazione e della giurisprudenza che, nel tempo, ne ha regolato l'attribuzione, è un volume che consiglio a tutti di leggere. Partendo dai romani, attraversando le varie invasioni e dominazioni, delinea chi siamo oggi o, forse, chi siamo stati nel passato. Molto interessante il capitolo dedicato ai cognomi ebrei e alla loro attribuzione, così come quello dedicato alla cognomizzazione dei predicati. In particolare segnalo la storia dello pseudonimo di Gabriele d'Annunzio che, all'anagrafe, avrebbe dovuto chiamarsi Gabriele Rapagnetta ma, per una serie di norme in materia, ha utilizzato il cognome dei nonni adottivi del padre, generando, nel tempo, una certa confusione sulla corretta grafia della particella "d". Se non troverete il vostro cognome tra quelli citati nel testo, quantomeno vi rimarrà in mente che, la corretta grafia del cognome di uno dei grandi della nostra letteratura è Grabriele d'(rigorosamente minuscola)Annunzio.
“A ciascun uomo nella vita capita almeno una volta un’ora in cui dare prova di sé; viene sempre, per tutti. A noi l’hanno portata i turchi”
La vita di quattro personaggi, quattro microcosmi che emergono e si incastrano tra di loro; le miserie si confondono, il dolore si mescola, la disgrazia del si
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“A ciascun uomo nella vita capita almeno una volta un’ora in cui dare prova di sé; viene sempre, per tutti. A noi l’hanno portata i turchi”
La vita di quattro personaggi, quattro microcosmi che emergono e si incastrano tra di loro; le miserie si confondono, il dolore si mescola, la disgrazia del singolo personaggio si scioglie e si unisce in quella di tutti gli altri fantasmi, in un solo istante, l'ultimo, il più solenne: quella della presa di Otranto da parte dei Turchi. Un romanzo delicato e poetico, dove il personaggio di Idrusa vi farà ribollire il sangue; una visione sulla strage di Otranto lontana da facili giudizi e moralismi, che non solo non prende le parti di alcuna fazione ma addirittura rilegge l'assedio in chiave di un'opportunità esistenziale. Bellissimo, mi ha strappato più di una lacrima. E Idrusa, è un personaggio indimenticabile.
Scoprire le proprie radici è un lavoro investigativo vero e proprio che non può essere in alcun modo improvvisato. Ha delle basi scientifiche, addirittura matematiche che richiede anche delle solide conoscenze di storia locale, di antropologia -in alcuni casi-, di etimologia e di latino. Ci sono mol
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Scoprire le proprie radici è un lavoro investigativo vero e proprio che non può essere in alcun modo improvvisato. Ha delle basi scientifiche, addirittura matematiche che richiede anche delle solide conoscenze di storia locale, di antropologia -in alcuni casi-, di etimologia e di latino. Ci sono molti modi per iniziare a scavare nel passato, è un viaggio molto affascinante, ma per farlo si rende necessario dotarsi di una valida guida e questo libro lo è. In alcuni punti, è vero, il testo è ormai superato. Non si usano più certi elenchi, esistono metodi tecnologici più avanzati, ma la ricostruzione dell'albero segue comunque una metodologia classica che questo autorevole studioso vi aiuterà a capire con ironia ed esempi piuttosto semplici. Tra i pregi del testo, vi è sicuramente la capacità di farvi innamorare della vostra indagine. Ad un certo punto vi renderete conto che non state più soltanto studiando la storia della vostra famiglia ma di paesi, regioni, nazioni intere e anche dell'umanità. Più andrete indietro nel tempo, con l'aiuto di questo manuale, più vi renderete conto che, nel cercare le radici, scoprirete che siamo tutti legati tra di noi, in qualche modo. Lo consiglio come piccola riflessione sul senso della vita.
Zenzero. 80 ricette dolci e speziate
Ricette raffinate, fotografie di gran gusto e impatto visivo: un libro ben curato, con ricette originali e ben spiegate. Segnalo, tra le tante, "Torta speziata alle prugne, profumata all'armagnac, con crema al gelsomino", "Gelatina alla noce di cocco con carpaccio di ananas piccante", "Birra tradizi ... (continue)
Ricette raffinate, fotografie di gran gusto e impatto visivo: un libro ben curato, con ricette originali e ben spiegate. Segnalo, tra le tante, "Torta speziata alle prugne, profumata all'armagnac, con crema al gelsomino", "Gelatina alla noce di cocco con carpaccio di ananas piccante", "Birra tradizionale allo zenzero", "Crèmes brulées allo sciroppo d'acero e zenzero".
Imperdibile in una cucina dominata dai profumi orientali.
Il posto
Questo libricino, scoperto per caso leggendo una recensione, è riuscito a meravigliarmi per ben due volte. Primo, perché -finora- è l'unico romanzo ambientato nel minuscolo paese natale di mia nonna e dei miei antenati, Uggiano la Chiesa, feudo ecclesiastico della Mensa di Otranto, a pochi chilometr ... (continue)
Questo libricino, scoperto per caso leggendo una recensione, è riuscito a meravigliarmi per ben due volte. Primo, perché -finora- è l'unico romanzo ambientato nel minuscolo paese natale di mia nonna e dei miei antenati, Uggiano la Chiesa, feudo ecclesiastico della Mensa di Otranto, a pochi chilometri dall'approdo di Enea, Porto Badisco. Secondo, perché è una storia che narra di ciclismo, uno sport che non ho mai amato ma che lo scrittore è riuscito a farmi trovare interessante e avvincente. "Il posto", ovvero Uggiano la Chiesa, è il paese natìo del protagonista, il giovane Totu, divenuto dopo una serie di successi sportivi "Lu megghiu", il miglior corridore del Salento.
La carriera di Totu lo porta a lasciare la propria terra per trasferirsi in Romagna, dove vivono "i nordici", non come quelli che tornano al paese parlando con accento tedesco, con automobili targate con lettere strane ma italiani come lui che rifiutano di accettare ciò che non conoscono, una cultura, "un modo di essere italiani" che non appartiene alla loro storia. Totu riuscirà comunque a farsi amare e a farsi accettare perché non perderà mai la propria dignità e non tenterà di diventare altro.
Questo romanzo mi ha rapita sin dalle prime pagine, fino a straziarmi il cuore: è la vita di tanti emigranti che il Nord più chiuso, ignorante e gretto rifiuta, senza voler conoscere e capire cosa significhi vivere in una terra arida che non offre abbastanza opportunità di lavoro, e quindi soldi per investimenti e per creare ricchezza.
Ho amato il personaggio di Totu perché lui, nonostante i soldi guadagnati, nonostante la vita agiata a Bologna, non sarà mai un emigrato. La sua casa è Uggiano la Chiesa, dove stanno i suoi genitori, i suoi amici, il postino che gli ha regalato la prima bicicletta. E' l'unico posto dove alla fine tornerà per poter essere davvero Lu Megghiu, il campione, se stesso.
Straziante -per me- il ritorno a casa del protagonista, tra gli ulivi secolari piantati nella terra rossa, tra l'odore acre dei frantoi e il dolce profumo dei mandorli in fiore.
I cognomi in Italia
Indagando sull'origine della mia famiglia, e risalendo sempre più indietro nel tempo con l'albero genealogico, si è venuta formando nella mia testa, una certa curiosità verso la storia dei cognomi d'Italia. Più trovavo nomi curiosi e oggi ormai in disuso, più desideravo scoprire da dove derivassero ... (continue)
Indagando sull'origine della mia famiglia, e risalendo sempre più indietro nel tempo con l'albero genealogico, si è venuta formando nella mia testa, una certa curiosità verso la storia dei cognomi d'Italia. Più trovavo nomi curiosi e oggi ormai in disuso, più desideravo scoprire da dove derivassero e come fossero stati attribuiti. Perché la storia del nostro Paese è densa di orfani, di bambini nati fuori dal matrimonio ma anche di stranieri, di popoli venuti da lontano e italianizzati successivamente, così che il cognome diventa una vera e propria carta d'identità che ci aiuta a capire da dove veniamo. Questo interessante studio di antroponimia e diritto patronimico, per dirle in parole più semplici, storia dei cognomi d'Italia, della loro formazione e della giurisprudenza che, nel tempo, ne ha regolato l'attribuzione, è un volume che consiglio a tutti di leggere. Partendo dai romani, attraversando le varie invasioni e dominazioni, delinea chi siamo oggi o, forse, chi siamo stati nel passato. Molto interessante il capitolo dedicato ai cognomi ebrei e alla loro attribuzione, così come quello dedicato alla cognomizzazione dei predicati. In particolare segnalo la storia dello pseudonimo di Gabriele d'Annunzio che, all'anagrafe, avrebbe dovuto chiamarsi Gabriele Rapagnetta ma, per una serie di norme in materia, ha utilizzato il cognome dei nonni adottivi del padre, generando, nel tempo, una certa confusione sulla corretta grafia della particella "d". Se non troverete il vostro cognome tra quelli citati nel testo, quantomeno vi rimarrà in mente che, la corretta grafia del cognome di uno dei grandi della nostra letteratura è Grabriele d'(rigorosamente minuscola)Annunzio.
L'ora di tutti
“A ciascun uomo nella vita capita almeno una volta un’ora in cui dare prova di sé; viene sempre, per tutti. A noi l’hanno portata i turchi”
La vita di quattro personaggi, quattro microcosmi che emergono e si incastrano tra di loro; le miserie si confondono, il dolore si mescola, la disgrazia del si ... (continue)
“A ciascun uomo nella vita capita almeno una volta un’ora in cui dare prova di sé; viene sempre, per tutti. A noi l’hanno portata i turchi”
La vita di quattro personaggi, quattro microcosmi che emergono e si incastrano tra di loro; le miserie si confondono, il dolore si mescola, la disgrazia del singolo personaggio si scioglie e si unisce in quella di tutti gli altri fantasmi, in un solo istante, l'ultimo, il più solenne: quella della presa di Otranto da parte dei Turchi.
Un romanzo delicato e poetico, dove il personaggio di Idrusa vi farà ribollire il sangue; una visione sulla strage di Otranto lontana da facili giudizi e moralismi, che non solo non prende le parti di alcuna fazione ma addirittura rilegge l'assedio in chiave di un'opportunità esistenziale.
Bellissimo, mi ha strappato più di una lacrima. E Idrusa, è un personaggio indimenticabile.
Scopri le origini della tua famiglia
Scoprire le proprie radici è un lavoro investigativo vero e proprio che non può essere in alcun modo improvvisato. Ha delle basi scientifiche, addirittura matematiche che richiede anche delle solide conoscenze di storia locale, di antropologia -in alcuni casi-, di etimologia e di latino. Ci sono mol ... (continue)
Scoprire le proprie radici è un lavoro investigativo vero e proprio che non può essere in alcun modo improvvisato. Ha delle basi scientifiche, addirittura matematiche che richiede anche delle solide conoscenze di storia locale, di antropologia -in alcuni casi-, di etimologia e di latino. Ci sono molti modi per iniziare a scavare nel passato, è un viaggio molto affascinante, ma per farlo si rende necessario dotarsi di una valida guida e questo libro lo è. In alcuni punti, è vero, il testo è ormai superato. Non si usano più certi elenchi, esistono metodi tecnologici più avanzati, ma la ricostruzione dell'albero segue comunque una metodologia classica che questo autorevole studioso vi aiuterà a capire con ironia ed esempi piuttosto semplici. Tra i pregi del testo, vi è sicuramente la capacità di farvi innamorare della vostra indagine. Ad un certo punto vi renderete conto che non state più soltanto studiando la storia della vostra famiglia ma di paesi, regioni, nazioni intere e anche dell'umanità. Più andrete indietro nel tempo, con l'aiuto di questo manuale, più vi renderete conto che, nel cercare le radici, scoprirete che siamo tutti legati tra di noi, in qualche modo. Lo consiglio come piccola riflessione sul senso della vita.