non è facile riprendersi dal lancinante dolore dato dall'immedesimazione in alcuni brevi, fulminanti passi di questo meraviglioso, disperato squarcio di vita. ma ne vale la pena.
Le prime pagine sono di una bellezza fulminante, e scritte con una tale furia e creatività che sembra di andare sulle montagne russe. Il tono però viene presto a noia, non lo so, e la mole di libri in arretrato sul comodino mi ha spinto a tralasciarlo, per il momento. Però ci spero ancora.
è pur sempre una tesi di laurea, con tutto ciò che questo comporta: stile ampolloso, citazioni e note bibliografiche come se piovesse, ma tutto sommato si lascia agilmente, e non solo per merito del soggetto trattato. Non dice molto di nuovo su Infinite Jest, almeno per chi ha avuto la fortuna di pr
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è pur sempre una tesi di laurea, con tutto ciò che questo comporta: stile ampolloso, citazioni e note bibliografiche come se piovesse, ma tutto sommato si lascia agilmente, e non solo per merito del soggetto trattato. Non dice molto di nuovo su Infinite Jest, almeno per chi ha avuto la fortuna di prendere parte alla meravigliosa Infinite Summer e ha quindi già avuto occasione di discutere anche dei dettagli più infimi con mezzo mondo, e di sicuro non lo consiglio a chi il librone deve ancora iniziarlo (o finirlo...) ma per fare un po' il punto della situazione a fine lettura è sempre utile, anche se a mio avviso qui ci si occupa più di inquadrare IJ in ambito letterario e di confermarne il valore di opera eterna che di discutere quegli amabili, intricati e irrisolvibili dettagli che tanto ci hanno fatto impazzire.
Preziosa fonte di spunti per letture prossime future.
Skippy muore
Oh, Daniel. Ruprecht. Vi ho voluto bene come a due veri amici.
La vita agra
non è facile riprendersi dal lancinante dolore dato dall'immedesimazione in alcuni brevi, fulminanti passi di questo meraviglioso, disperato squarcio di vita. ma ne vale la pena.
L'urlo e il furore
Forse il romanzo della vita. Forse.
Magic Kingdom
Le prime pagine sono di una bellezza fulminante, e scritte con una tale furia e creatività che sembra di andare sulle montagne russe. Il tono però viene presto a noia, non lo so, e la mole di libri in arretrato sul comodino mi ha spinto a tralasciarlo, per il momento. Però ci spero ancora.
What fun life was
è pur sempre una tesi di laurea, con tutto ciò che questo comporta: stile ampolloso, citazioni e note bibliografiche come se piovesse, ma tutto sommato si lascia agilmente, e non solo per merito del soggetto trattato. Non dice molto di nuovo su Infinite Jest, almeno per chi ha avuto la fortuna di pr ... (continue)
è pur sempre una tesi di laurea, con tutto ciò che questo comporta: stile ampolloso, citazioni e note bibliografiche come se piovesse, ma tutto sommato si lascia agilmente, e non solo per merito del soggetto trattato. Non dice molto di nuovo su Infinite Jest, almeno per chi ha avuto la fortuna di prendere parte alla meravigliosa Infinite Summer e ha quindi già avuto occasione di discutere anche dei dettagli più infimi con mezzo mondo, e di sicuro non lo consiglio a chi il librone deve ancora iniziarlo (o finirlo...) ma per fare un po' il punto della situazione a fine lettura è sempre utile, anche se a mio avviso qui ci si occupa più di inquadrare IJ in ambito letterario e di confermarne il valore di opera eterna che di discutere quegli amabili, intricati e irrisolvibili dettagli che tanto ci hanno fatto impazzire.
Preziosa fonte di spunti per letture prossime future.