"Un romanzo trascinante, e questo aggettivo non è casuale, perché è un testo che fascina e trascina come un canto magico. Basti vedere l'incipit in cui una donna, Maria das Dores - una delle protagoniste - emerge nuda dalle acque del Licungo, nera e luccicante di perle d'acqua come un idolo d'ebano
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"Un romanzo trascinante, e questo aggettivo non è casuale, perché è un testo che fascina e trascina come un canto magico. Basti vedere l'incipit in cui una donna, Maria das Dores - una delle protagoniste - emerge nuda dalle acque del Licungo, nera e luccicante di perle d'acqua come un idolo d'ebano, parla innocente la lingua dei pesci al vento, agli uccelli e agli stupiti astanti, accorsi a vedere lo sconcio spettacolo di fango offerto agli uomini lubrichi e alle donne timorate di dio. La scrittrice utilizza frasi brevi, concitate, spesso costituite solo da aggettivi o nomi ed espressioni descrittive enfatiche e sacrali. Caratteristiche di certo linguaggio poetico africano: in effetti la tradizione letteraria mozambicana è soprattutto di poesia, la più vicina alla tradizione orale, e da questa la Chiziane ha dichiarato, più volte, di essere stata formata e ispirata (basti pensare alle grandi voci di Noémia de Sousa e José Craveirinha).Questo linguaggio rotola sulla pagina, si espande, ci trasporta sugli azzurri monti Namuli, tra i palmeti e le onde del mare, tra i colori accesi degli anturi , tra gridi di pernici sul verde degli alberi e di gabbiani su spiagge dorate.Un tributo d'amore alla Zambesia, così bella, così martoriata, che ha faticato e ha pagato un prezzo altissimo per trovare una strada di pace e di armonica convivenza.La trama gira intorno a tre generazioni di donne, Serafina, Delfina e Maria, nonna, madre,figlia e a tutto il loro nucleo familiare di figli e figlie, fratelli e sorelle, mariti, amanti e consiglieri stregoni. Ci troviamo storicamente in un periodo che va dalla colonizzazione portoghese, colta negli anni '50, all'indipendenza nel '75. Ma la storia con la esse maiuscola non si vede, quello che la scrittrice coglie sono le implicazioni nella vita dei singoli, le trasformazioni che si producono nel tempo nella testa e nei cuori di uomini e donne concreti. Il racconto si nutre di alcuni nuclei principali d'idee, sottostanti alle azioni o ai dialoghi dei personaggi o anche alle invettive appassionate della voce narrante. Il primo è che la colonizzazione non ha portato solo miseria, sfruttamento, schiavitù, ma è penetrata in profondità negli animi dei colonizzati, gettando una ipoteca sul futuro del paese. Il secondo che senza la collaborazione, formale ed esplicita o implicita di una parte dei nativi, nessuna colonizzazione è possibile veramente. Il terzo è che il sesso e il ventre delle donne hanno svolto un ruolo fondamentale nella costituzione del paese e nella formazione della gerarchia del colore. L'ultimo concerne lo scontro tra generazioni che reca il segno del doppio: fa avvertire il nuovo come positivo, ma sottolinea anche la perdita del patrimonio culturale originario." http://www.scrittidafrica.it/index.php
Troppo bello per essere solo fantasia. Se Zia Mame fosse stata davvero solo il frutto di un fervente scrittore dotato di eccezionale talento, beh...non ci sarebbe molto da dire, insomma, le mie congratulazioni e tanti applausi (tradotto, quasi due anni ai vertici delle classifiche, tanto per intende
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Troppo bello per essere solo fantasia. Se Zia Mame fosse stata davvero solo il frutto di un fervente scrittore dotato di eccezionale talento, beh...non ci sarebbe molto da dire, insomma, le mie congratulazioni e tanti applausi (tradotto, quasi due anni ai vertici delle classifiche, tanto per intenderci). Già. Non è tutto oro quel che luccica, direbbe qualcuno. Il fatto è che Zia Mame è "solo" uno specchietto per allodole, il paesaggio visto dal buco della serratura. Ed è un paesaggio mozzafiato, affascinante, divertente, ironico...ma...arriva il ma..ed arriva a viaggio quasi concluso. Io ho spalancato la porta a pagina 357 e lì è stata la rivelazione, la risposta a quel "perchè in un Adelphi?!" che mi tormentava dopo aver passato i primi capitoli. Perchè Adelphi...chi altro avrebbe potuto portare avanti unpersonaggio così complesso come...Patrick Dennis? Da leggere e rileggere senza stancarsi!
Bel mattone di polistirolo! Comodo da mettere in valigia, da portare sotto l'ombrellone: la fuga dalla realtà è assicurata. Bocciate alcune parti ripetitive, alcune scene banali. Per il resto è promosso senza grandi elogi. Il candidato pecca cadendo in una narrazione prolissa, insomma, sarà pur vero
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Bel mattone di polistirolo! Comodo da mettere in valigia, da portare sotto l'ombrellone: la fuga dalla realtà è assicurata. Bocciate alcune parti ripetitive, alcune scene banali. Per il resto è promosso senza grandi elogi. Il candidato pecca cadendo in una narrazione prolissa, insomma, sarà pur vero che il Medioevo è durato a lungo, ma far diventare così pure un libro che ne vuole rievocare il clima e l'atmosfera, no!
La menzogna è la fuga dalla possibilità di una qualunque definizione. Diego cerca la definizione, Antonia la fugge. Ed è lì, nell'attimo infinito che separa la definitiva chiusura del barattolo che contiene una volta per tutte la verità delle cose, che i loro destini si incrociano..."ma forse ho las
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La menzogna è la fuga dalla possibilità di una qualunque definizione. Diego cerca la definizione, Antonia la fugge. Ed è lì, nell'attimo infinito che separa la definitiva chiusura del barattolo che contiene una volta per tutte la verità delle cose, che i loro destini si incrociano..."ma forse ho lasciato troppi compiti nelle mani del destino". Libro breve e poetico, a volte irritante per le frasi ad effetto, minimaliste, affilate. Tutto è stato tolto e ridotto all'osso, lampi in un cielo oscuro. Libro denso e aperto, una finestra aperta sullo strapiombo.
Il racconto dell'isola sconosciuta
...senza parole...
L'allegro canto della pernice
"Un romanzo trascinante, e questo aggettivo non è casuale, perché è un testo che fascina e trascina come un canto magico. Basti vedere l'incipit in cui una donna, Maria das Dores - una delle protagoniste - emerge nuda dalle acque del Licungo, nera e luccicante di perle d'acqua come un idolo d'ebano ... (continue)
"Un romanzo trascinante, e questo aggettivo non è casuale, perché è un testo che fascina e trascina come un canto magico. Basti vedere l'incipit in cui una donna, Maria das Dores - una delle protagoniste - emerge nuda dalle acque del Licungo, nera e luccicante di perle d'acqua come un idolo d'ebano, parla innocente la lingua dei pesci al vento, agli uccelli e agli stupiti astanti, accorsi a vedere lo sconcio spettacolo di fango offerto agli uomini lubrichi e alle donne timorate di dio. La scrittrice utilizza frasi brevi, concitate, spesso costituite solo da aggettivi o nomi ed espressioni descrittive enfatiche e sacrali. Caratteristiche di certo linguaggio poetico africano: in effetti la tradizione letteraria mozambicana è soprattutto di poesia, la più vicina alla tradizione orale, e da questa la Chiziane ha dichiarato, più volte, di essere stata formata e ispirata (basti pensare alle grandi voci di Noémia de Sousa e José Craveirinha).Questo linguaggio rotola sulla pagina, si espande, ci trasporta sugli azzurri monti Namuli, tra i palmeti e le onde del mare, tra i colori accesi degli anturi , tra gridi di pernici sul verde degli alberi e di gabbiani su spiagge dorate.Un tributo d'amore alla Zambesia, così bella, così martoriata, che ha faticato e ha pagato un prezzo altissimo per trovare una strada di pace e di armonica convivenza.La trama gira intorno a tre generazioni di donne, Serafina, Delfina e Maria, nonna, madre,figlia e a tutto il loro nucleo familiare di figli e figlie, fratelli e sorelle, mariti, amanti e consiglieri stregoni. Ci troviamo storicamente in un periodo che va dalla colonizzazione portoghese, colta negli anni '50, all'indipendenza nel '75. Ma la storia con la esse maiuscola non si vede, quello che la scrittrice coglie sono le implicazioni nella vita dei singoli, le trasformazioni che si producono nel tempo nella testa e nei cuori di uomini e donne concreti. Il racconto si nutre di alcuni nuclei principali d'idee, sottostanti alle azioni o ai dialoghi dei personaggi o anche alle invettive appassionate della voce narrante. Il primo è che la colonizzazione non ha portato solo miseria, sfruttamento, schiavitù, ma è penetrata in profondità negli animi dei colonizzati, gettando una ipoteca sul futuro del paese. Il secondo che senza la collaborazione, formale ed esplicita o implicita di una parte dei nativi, nessuna colonizzazione è possibile veramente. Il terzo è che il sesso e il ventre delle donne hanno svolto un ruolo fondamentale nella costituzione del paese e nella formazione della gerarchia del colore. L'ultimo concerne lo scontro tra generazioni che reca il segno del doppio: fa avvertire il nuovo come positivo, ma sottolinea anche la perdita del patrimonio culturale originario."
http://www.scrittidafrica.it/index.php
Faticoso
Zia Mame
Troppo bello per essere solo fantasia. Se Zia Mame fosse stata davvero solo il frutto di un fervente scrittore dotato di eccezionale talento, beh...non ci sarebbe molto da dire, insomma, le mie congratulazioni e tanti applausi (tradotto, quasi due anni ai vertici delle classifiche, tanto per intende ... (continue)
Troppo bello per essere solo fantasia. Se Zia Mame fosse stata davvero solo il frutto di un fervente scrittore dotato di eccezionale talento, beh...non ci sarebbe molto da dire, insomma, le mie congratulazioni e tanti applausi (tradotto, quasi due anni ai vertici delle classifiche, tanto per intenderci). Già. Non è tutto oro quel che luccica, direbbe qualcuno. Il fatto è che Zia Mame è "solo" uno specchietto per allodole, il paesaggio visto dal buco della serratura. Ed è un paesaggio mozzafiato, affascinante, divertente, ironico...ma...arriva il ma..ed arriva a viaggio quasi concluso. Io ho spalancato la porta a pagina 357 e lì è stata la rivelazione, la risposta a quel "perchè in un Adelphi?!" che mi tormentava dopo aver passato i primi capitoli. Perchè Adelphi...chi altro avrebbe potuto portare avanti unpersonaggio così complesso come...Patrick Dennis? Da leggere e rileggere senza stancarsi!
I pilastri della terra
Bel mattone di polistirolo! Comodo da mettere in valigia, da portare sotto l'ombrellone: la fuga dalla realtà è assicurata. Bocciate alcune parti ripetitive, alcune scene banali. Per il resto è promosso senza grandi elogi. Il candidato pecca cadendo in una narrazione prolissa, insomma, sarà pur vero ... (continue)
Bel mattone di polistirolo! Comodo da mettere in valigia, da portare sotto l'ombrellone: la fuga dalla realtà è assicurata. Bocciate alcune parti ripetitive, alcune scene banali. Per il resto è promosso senza grandi elogi. Il candidato pecca cadendo in una narrazione prolissa, insomma, sarà pur vero che il Medioevo è durato a lungo, ma far diventare così pure un libro che ne vuole rievocare il clima e l'atmosfera, no!
Tutto torna
La menzogna è la fuga dalla possibilità di una qualunque definizione. Diego cerca la definizione, Antonia la fugge. Ed è lì, nell'attimo infinito che separa la definitiva chiusura del barattolo che contiene una volta per tutte la verità delle cose, che i loro destini si incrociano..."ma forse ho las ... (continue)
La menzogna è la fuga dalla possibilità di una qualunque definizione. Diego cerca la definizione, Antonia la fugge. Ed è lì, nell'attimo infinito che separa la definitiva chiusura del barattolo che contiene una volta per tutte la verità delle cose, che i loro destini si incrociano..."ma forse ho lasciato troppi compiti nelle mani del destino". Libro breve e poetico, a volte irritante per le frasi ad effetto, minimaliste, affilate. Tutto è stato tolto e ridotto all'osso, lampi in un cielo oscuro. Libro denso e aperto, una finestra aperta sullo strapiombo.