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- L'uomo senza qualità (2931)
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By Robert Musil -
Reading since Jun 3, 2013
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- Nel cuore dei mari (12)
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By Shemuel Y. Agnon -
Finished on Jun 18, 2013 




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- Da Caligari a Hitler (92)
- Una storia psicologica del cinema tedesco
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By Siegfried Kracauer -
Finished on Jun 16, 2013
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- Guida allo studio della storia contemporanea (55)
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By Vittorio Vidotto -
Finished on Jun 6, 2013
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- L'età contemporanea (73)
- Dalla grande guerra a oggi
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By Alberto Mario Banti -
Finished on May 28, 2013
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- Il soccombente (2373)
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By Thomas Bernhard -
Finished on May 26, 2013 




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- Il tumulto intorno allo Junker Ernst (25)
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By Jakob Wassermann -
Finished on May 21, 2013 




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- La testa perduta di Damasceno Monteiro (2656)
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By Antonio Tabucchi -
Finished on May 15, 2013 




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- Prove per un incendio (257)
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By Shalom Auslander -
Finished on May 9, 2013 




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- Il fondamentalismo religioso (14)
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By Tibi Bassam -
Finished on Apr 30, 2013 




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Considerando anche che è stato scritto nel 1995, è senza dubbio un lavoro esemplare, e pregno di grande lucidità nella compresione del fenomeno del fondamentalismo islamico e di altri fondamentalismi (visto come concezione unicamente di natura politica inserita in una difesa/allineamento alla modern ... (
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May 1, 2013 |
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- La nazionalizzazione delle masse (247)
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By George L. Mosse -
Finished on Apr 29, 2013
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- In culo al mondo (447)
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By António Lobo Antunes -
Finished on Apr 24, 2013 




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- Ero dietro di te (155)
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By Nicolas Fargues -
Finished on Apr 17, 2013 




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Protagonista odioso, equilibrato però da una scrittura diretta, coinvolgente e a tratti struggente, che non ti lascia il tempo di respirare fino a quando non arrivi all'ultima pagina (e qui forse rimani anche un po' deluso, come in un'attesa di chi sa che cosa. Ma poi cosa?).
Si scorge, come in Hou ... (continue ) -
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May 6, 2013 |
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- L'acquedotto di New York (147)
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By Edgar L. Doctorow -
Finished on Apr 14, 2013 




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- L'età contemporanea (47)
- Dalle rivoluzioni settecentesche all'imperialismo
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By Alberto Mario Banti -
Finished on Apr 14, 2013
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Prove per un incendio
Provocante, caustico e tragicomico all'eccesso, tanto che non sai cosa prendere sul serio e cosa no, dove è lecito ridere o doveroso trattenersi, se non indignarsi! Non ho letto altro di Shalom Auslander, ma conto presto di mettermi in pari.continue)
Ne deriva un libro profondamente ebraico, nato dal confli ... (
Provocante, caustico e tragicomico all'eccesso, tanto che non sai cosa prendere sul serio e cosa no, dove è lecito ridere o doveroso trattenersi, se non indignarsi! Non ho letto altro di Shalom Auslander, ma conto presto di mettermi in pari.
Ne deriva un libro profondamente ebraico, nato dal conflitto stesso dell'autore con la propria identità. Ma qui l'Ebraismo non è conosciuto (e percepito) da Salomon Kugel come nazione, credo o cultura che ne discende, ma esclusivamente come sinonimo di Shoà, che nasce da questa e vive sul suo continuo terrore. Ed è su questo timore, che la madre pseudo-superstite gli trasmette fin da piccolo, che Kugel strutturerà la sua vita, per poi fallire, tormentato sempre di più dal peso della sua esistenza, e della paura della morte (evocata nel genocidio) che potrebbe sovvenire da un momento all'altro. Se in soffitta nascondiamo o abbandoniamo roba vecchia, bauli polverosi, e anticaglie, Kugel in soffitta troverà Anne Frank, personificazione stessa della tragedia, memoria collettiva di ogni ebreo, che non potrà dimenticare, ma al contrario dovrà accudire fino a portare via anche se stesso e la sua misera vita. Alla fine sarà Kugel a morire, ma non Anne Frank, residente in una soffitta perenne e divoratrice, presente nelle case di ogni ebreo americano, figlio di superstiti o meno. Una soffitta che come la cantina dei film horror è simbolo dell'inconscio e del profondo, ma che come questa, è pur sempre sempre parte integrante della casa, e non può essere separata dagli altri piani “nobili”.