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da salvare i…
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- L'uomo senza qualità (2920)
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By Robert Musil -
Finished on Dec 26, 2012 




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- La Divina Commedia (7208)
- 3 volumi
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By Dante Alighieri -
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- I tragici greci (110)
- Eschilo, Sofocle, Euripide
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By Sofocle, Euripide, Eschilo -
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- Il vangelo secondo Gesù Cristo (7176)
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By Jose Saramago -
Finished on Aug 13, 2010 




Finished (re-read) on Aug 13, 2010 




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Il vangelo secondo Gesù Cristo
29 people find this helpful 



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Grandissimo il Cristo di Saramago, il più umano fra gli uomini, giudice e vittima delle colpe del padre e della madre, strumento di un disegno divino che sfugge alla sua comprensione, autore inconsapevole di eventi che si chiameranno miracoli.
La prosa inconfondibile dell'Autore, più che mai densa ... (continue ) -
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Sep 6, 2010 |
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- Medea (1614)
- Testo originale a fronte
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By Euripide -
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- Odissea (6375)
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By Omero -
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- Iliade (5253)
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By Omero -
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- I fratelli Karamazov - volume primo (129)
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By Fedor M. Dostoevskij -
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- I fratelli Karamazov - volume secondo (280)
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By Fedor M. Dostoevskij -
Finished 




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- Don Chisciotte (137)
- 2 vol.
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By Miguel de Cervantes Saavedra -
Finished on Nov 9, 2010 




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L'immortale romanzo del sogno, degli ideali, della lealtà, della saggezza e della pazzia.
Don Chisciotte è l'eroe puro, senza dubbi o cedimenti, che è stato capace di cambiare vita per farsi cavaliere, pronto ad affrontare i più pericolosi duelli; ma in fondo, non combatte che la banalità dell'esis ... (continue ) -
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Nov 22, 2010 |
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- I rimatori del Dolce stil novo (38)
- Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Dino Frescobaldi, Cino da Pistoia
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Reference 




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- Uno, nessuno e centomila (17375)
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By Luigi Pirandello -
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- Cecità (12762)
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By Jose Saramago -
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- Il Processo (11934)
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By Franz Kafka -
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- La metamorfosi e altri racconti (8190)
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By Franz Kafka -
Finished 




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L'uomo senza qualità
Chiunque affronti questo monumento letterario, almeno una volta lo penserà: 1800 pagine e non c’è una conclusione ?? ma allora, vale la pena di soffrire, di seguire i ragionamenti astrusi, di perdersi nel periodare farraginoso e nella quasi totale assenza di una trama?continue)
Per quel che mi riguarda, fin ... (
Chiunque affronti questo monumento letterario, almeno una volta lo penserà: 1800 pagine e non c’è una conclusione ?? ma allora, vale la pena di soffrire, di seguire i ragionamenti astrusi, di perdersi nel periodare farraginoso e nella quasi totale assenza di una trama?
Per quel che mi riguarda, fin dalle prime righe è stato chiaro che questo è il mio libro.
Oggi posso dire che occorre un diverso approccio alla lettura: non bisogna cercare il senso dei fatti e la logica del racconto, ma le gemme preziose di cui l’opera è permeata; probabilmente non me ne sono rimaste che briciole, ma grandi come montagne.
Del resto, l’Autore lavorò alla stesura del romanzo per tutta la vita, con continue modifiche e rimaneggiamenti, aggiunte e riaggiunte, sicché le incongruenze temporali, ad esempio, sono inevitabili, così come le ripetizioni e le contraddizioni.
Io lo considero il libro delle domande e delle risposte, delle risposte che suscitano altre domande, e infine delle risposte sulle risposte e delle domande sulle domande.
Ma non c’è argomento che non sia affrontato, vivisezionandolo sotto la lente distaccata dell’ironia.
La follia innanzi tutto, la deflagrazione della mente che suscita dispute giuridiche, identificazioni, insani desideri di emulazione.
L’amore ovviamente, sacro e profano, tutto e nulla, che ha la sua rappresentazione più alta nel silenzio (quanta paura abbiamo tutti del silenzio!), e nella sua forma più estrema diventa fusione e finisce nell’ermafroditismo.
Il “saggismo”, qui vera e propria tecnica di elaborazione del testo, che è ciò che rende doverosa l’incompiutezza, essendo l’Autore ben consapevole di come ogni lettura della realtà sia inevitabilmente relativa.
La morale, uno scontro di forze, infinito complesso delle possibilità (perciò stesso mai stabile) che nel folle non riesce a incanalarsi, nel saggio trova momentanei compromessi.
Il tempo, massima espressione del relativismo, tant’è che il tempo del racconto non è che elaborazione intellettiva del tempo vissuto, il quale a sua volta non esiste se non nella narrazione e nel ricordo, in una dilatazione sempre più lontana dal reale.
L’architettura, sì perfino l’architettura, specchio di un’epoca e di un’atmosfera culturale, di cui troviamo, disseminate nell’opera, analisi minuziose all’esito delle quali non possiamo che concludere che gli edifici hanno un’anima e una vita propria.
Potrei continuare a lungo, mi fermo per evidente impossibilità di sintetizzare l’immenso materiale presente nel romanzo.
Va aggiunto però che in tutto questo vi è una galleria di personaggi poliedrici fra i quali spiccano alcune grandi personalità femminili, a cui la Letteratura dovrebbe rendere grazie in eterno.
E infine i frammenti: sbaglierebbe il lettore che pensasse di poterli trascurare; sono un vero e proprio “testo nel testo”, rappresentano le infinite possibilità pronte ad essere recuperate, così da fare dell’USQ un’opera “aperta” a sviluppi imprevisti e impensati; alcuni appunti sono affascinanti perché testimoniano il caos creativo e vitale in cui nulla va scartato, e il punto d’arrivo è lontano e inafferrabile.
Questo libro è incompiuto perché incompiuta è la vita!
L’ho letto, e poi rileggiucchiato e ripreso ancora; e non credo che mi fermerò qui: ogni volta è una scoperta, una nuova chiave interpretativa, una via di fuga verso inattese riflessioni.
Non voglio finire di leggerlo, come lui non ha finito di scriverlo.