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- Storie di illusioni e verità rovesciate
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- Ring (1043)
- By Koji Suzuki
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- By Luciana Littizzetto
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Perplessa -
Adoro la Littizzetto, questo è il suo secondo libro che leggo ma, a dire, il vero nessuno dei due mi ha particolarmente entusiasmato. Al di là del fatto che molte idee sono riprese, se non riproposte per filo e per segno, dalle sue performance in "Che tempo che fa", è proprio la mancanza della sua i ... (continue)
- — Nov 5, 2011 | Add your feedback
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Ring
*** This comment contains spoilers! ***
Purtroppo la mia lettura è stata di sicuro viziata dalla visione dei film (il remake americano per primo, la trilogia giapponese poi), cosa che mi ha inevitabilmente privato della sorpresa del colpo di scena finale ma, soprattutto, non mi ha permesso di vivere con lo stesso interesse lo splendido se ... (continue)
Purtroppo la mia lettura è stata di sicuro viziata dalla visione dei film (il remake americano per primo, la trilogia giapponese poi), cosa che mi ha inevitabilmente privato della sorpresa del colpo di scena finale ma, soprattutto, non mi ha permesso di vivere con lo stesso interesse lo splendido segmento investigativo, né di provare una sincera apprensione per le sorti del protagonista, nonostante la descrizione del tormento e il terrore di Asakawa all'approssimarsi dell'ora fatale sia sicuramente una delle parti meglio riuscite del libro. Mi aspettavo, a dire il vero, che il romanzo fosse maggiormente incentrato sulla figura Sadako, sul suo dolore e sulla genesi del suo implacabile rancore; invece la giovane donna (?) rimane più che altro una figura di sfondo, distante e sfuggente, offuscata dalle personalità insolite e più interessanti dei due personaggi principali. Asakawa, in particolare, è un individuo indecifrabile, sgradevole e fastidiosamente egoista nella prima parte del libro (è quasi inquietante il modo in cui Suzuki fa astenere il suo protagonista dal prendere posizione nei confronti della condotta crudele, o presunta tale, del suo "migliore amico" Ryuji), sembra poi redimersi nel finale, anteponendo l'angoscia per il destino della sua famiglia alla sua stessa paura di morire. Tuttavia, anche il modo in cui il romanzo si conclude, con l'apparente assoluzione di Ryuji e la scelta di Asakawa di condannare il genere umano pur di salvare moglie e figlia, sembra di nuovo rovesciare la cifra morale dei due.
Ci sarebbero tante altre cose da dire su questo libro, a partire per esempio dal fatto che, sempre allontanandosi da quel che poi è stato fatto con i film, Ring non è esattamente un romanzo horror, ma abbraccia in maniera decisamente preponderante temi filosofici e (fanta)scientifici, relegando quasi in secondo piano tutto l'aspetto legato al paranormale.
Ancora adesso non riesco a decidere se questa volontà di razionalizzare e dare un fondamento scientifico, o pseudo tale, agli effetti del nastro maledetto (o sarebbe meglio dire, "infettato") mi sia piaciuta o meno, forse mi bastava, in questo senso, la semplice storia di vendetta, rancore e poteri sovrannaturali, perché ritengo tali temi più idonei a un tipo di narrativa che, tutto sommato, si è rivelata abbastanza leggera. Tuttavia penso che dovrò rimandare il giudizio alla lettura di Spiral e Loop per capire esattamente se questo indirizzo decisamente più fantascientifico, che mai mi sarei aspettata a partire dai film, mi soddisfi o meno.
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