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- Il museo dell'innocenza (954)
- By Orhan Pamuk
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Reading since Feb 11, 2012
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- I racconti di Belzebù a suo nipote (268)
- nuova traduzione
- By George I. Gurdjieff
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Reading since Feb 6, 2012
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- Signorina Cuorinfranti (221)
- By Nathanael West
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Finished on Feb 11, 2012
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- I cani e i lupi (1140)
- By Irène Némirovsky
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Finished on Feb 4, 2012





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- Un senso alle cose (94)
- By Marco Valenti, Paolo Scatarzi
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Finished on Jan 26, 2012





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“Forse c’è un’altra vita già oltre il muro di cinta del giardinetto” -
Un romanzo epistolare è specie letteraria che credo possa soffrire facilmente di artificiosità.
Qui no. E’ materia vivida quella incarnata da Luca e Marcello, i due dialoganti per lettera. Lettere di carta e penna e non e-mail. E alle soglie del 2000, quando è ambientato il libro, non è cosa da po ... (continue) - — Jan 27, 2012 | 3 feedbacks
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- Una solitudine troppo rumorosa (1854)
- By Bohumil Hrabal
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Finished on Jan 11, 2012





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Una solitudine troppo rumorosa
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"sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli" -
“[…] sono una brocca piena di acqua viva e morta, basta inclinarsi un poco e da me scorrono pensieri tutti belli, contro la mia volontà sono istruito, e così in realtà neppure so quali pensieri sono miei e provengono da me e quali li ho letti, e così in questi trentacinque anni mi sono connesso con ... (continue)
- — Jan 12, 2012 | Add your feedback
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- Norwegian wood (13605)
- Tokyo blues
- By Haruki Murakami
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Finished on Jan 1, 2012





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- La regina degli scacchi (456)
- By Walter S. Tevis
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Finished on Dec 10, 2011





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- Il disegno del piviere (230)
- By Yasunari Kawabata
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Finished on Nov 23, 2011





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- Venere privata (1946)
- By Giorgio Scerbanenco
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Finished on Nov 18, 2011





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- Austerlitz (624)
- By Winfried G. Sebald
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Finished on Nov 14, 2011





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“disse Austerlitz” -
Non ha inizio e non ha fine questo libro, e leggerlo è come immergersi in un fiume, disposti a lasciarsi trasportare dal flusso, e come quella di un fiume, la sua acqua ci precede e continuerà a essere dopo che lo avremo lasciato.
E nel suo corso il fiume lambisce e riflette persone, luoghi e ... (continue)
- — Nov 19, 2011 | Add your feedback
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- In ogni caso nessun rimorso (1241)
- By Pino Cacucci
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Finished on Oct 22, 2011





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Se non fosse stato per un gruppo di lettura lo avrei abbandonato. E l’ho terminato per tigna, quindi, e sospinta da un bel po' di sbadigli. Un compitino scritto ordinato, troppo ordinato, sempre sospeso tra narrativa e cronaca, non storico, non noir, non nulla di deciso..qua e là qualche sprazzo di ... (continue)
- — Oct 27, 2011 | 1 feedback
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- Le intermittenze della morte (3195)
- By José Saramago
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Finished on Oct 2, 2011





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“Così è la vita, mormorò. Si sbagliava, la vita non è sempre così,” -
Solo tre stelle, per me.
Sarà che non amo i libri con un dichiarato intento didascalico, quelli in cui la trama della narrazione serve troppo evidentemente solo da supporto per un pamphlet...sarà per questo, ma ho faticato un po’ ad arrivare a pag 205, la fine.Il libro, di scrittura sott ... (continue)
- — Oct 3, 2011 | Add your feedback
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- Le correzioni (5866)
- By Jonathan Franzen
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Finished on Sep 13, 2011





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“Aveva perso le tracce di ciò che voleva, e poiché una persona è ciò che vuole, si poteva dire che avesse perso le tracce di se stesso”
599 pagine di fiume in piena: aprire gli occhi e nuotarci dentro.
Cinque stelle di una pienezza come non me ne capita spesso, di una luce vivace e cruda, impr ... (continue)
- — Sep 14, 2011 | 5 feedbacks
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- Il paese delle nevi (1202)
- By Yasunari Kawabata
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Finished on Aug 14, 2011





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I cani e i lupi
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Ho ritrovato la potenza narrativa fresca e vivida della Némirovsky di Suite francese, e la medesima capacità di entrare nelle più sottili sfumature delle reazioni umane, con mano ora lieve e amorevole, ora tagliente e piacevolmente sorridente, infine commossa.
Sullo sfondo della narrazione c’è la ... (continue)
Ho ritrovato la potenza narrativa fresca e vivida della Némirovsky di Suite francese, e la medesima capacità di entrare nelle più sottili sfumature delle reazioni umane, con mano ora lieve e amorevole, ora tagliente e piacevolmente sorridente, infine commossa.
Sullo sfondo della narrazione c’è la condizione ebraica nell’Ucraina del periodo immediatamente precedente alla Rivoluzione d’ottobre, fortemente segnata da differenze di censo e di potere economico, che diventano barriere visibili nel ghetto, tra Ebrei ed ebrei, tra “cani e lupi”, in apparenza incommensurabilmente distanti, ma in fondo solo per una divergenza della fortuna. La prospettiva della narrazione è quella dello sguardo ardente e penetrante di Ada, bimba prima, e giovane donna emigrata a Parigi poi.
E lì, a Parigi, si toccano le determinanti di quel sentimento xenofobo strisciante, quasi inconsapevole e diffuso, nutrito dalla convinzione che “slavi, tedeschi, ebrei, si equivalevano tutti. La stessa nebbia, la stessa atmosfera torbida, ambigua, incomprensibile…”. Pensiero sotterraneo e subdolamente condiviso, su cui ben presto avrebbe fatto leva l’odio razziale concertato dal potere politico.
Ma quello che più trascina nella narrazione, in crescendo, è la storia di un amore totale, un ardore caparbio, che sfida le barriere sociali, forse anche da quelle alimentato, e si annida in Ada bambina e là cresce a dispetto di logica e realistica speranza, e le fa dire in soliloquio “Dante e Beatrice! Come riderebbe la gente se sapesse!...Chissà, forse tutti coltivano un sogno altrettanto insensato…O è una caratteristica soltanto degli ebrei? Siamo una razza avida, affamata da così tanto tempo che la realtà non basta a saziarci. Ci occorre l’impossibile”.
La Némirovsky osserva con lucido amore la gente alla quale appartiene. E ci mostra infine come il senso di appartenenza viaggi per canali sottili, “attraverso percorsi indiretti, strani”, che nella storia narrata finiscono per superare anche le barriere tra cani e lupi, in nome di “una solidarietà che non si dimentica: non quella della razza e del sangue, ma delle lacrime versate..”
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