Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto. I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente distaccata
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Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto. I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente distaccata tranne nell’ultimo che ho trovato più emotivo e coinvolgente. Una scrittura bella che tuttavia non brilla per frasi ad effetto, un modo di narrare pacato ma allo stesso tempo intenso. Leggere questo autore è un po’ come guardare un bene di lusso, lo si confronta con gli oggetti mediocri e pur senza saper spiegare in cosa differisce sostanzialmente da essi si nota che è diverso, è un gradino sopra... ecco, Yehoshua è uno scrittore con la S maiuscola ma non sono in grado di spiegare perchè. Nel primo racconto si narra di un rapporto padre-figlio, dove il padre è un poeta che non scrive più ed il figlio ha una sorta di ritardo mentale. E’ un racconto asciutto, non auto-compiacente, scarno eppure molto bello nella sua essenzialità. Un rapporto descritto quasi con freddezza, ma una freddezza che cela una sorta di “pietas” dell’io narrante verso il figlio e verso sé medesimo. Nel secondo racconto, il cui finale mi ha lasciata parecchio perplessa, il protagonista deve fare il guardiano contro gli incendi in un bosco, è angosciante nella descrizione di una quasi immobilità delle cose, un’immobilità tuttavia apparente. Il terzo racconto è forse quello più strano e meno “sentimentalmente corretto” dove il protagonista è combattuto tra l’istintivo risentimento verso il figlio della donna amata e un comportamento corretto nei confronti del bambino stesso, comportamento che di fatto avrà solo in parte...un racconto in cui succede una sorta di catarsi delle cose, una specie di crescita interiore invisibile ad occhio nudo. L’ultimo racconto infine ci pone di fronte all’odissea surreale di un padre alla ricerca del figlio sul fronte di guerra, i sentimenti ivi descritti sono coinvolgenti e molto realistici, il modo in cui vengono esposti un po’ meno, e anche qui si rimane con l’incertezza di aver capito o meno come sia andata a finire la storia, ma in fin dei conti ha poca importanza, la sensazione che rimane è quella di aver letto un bel libro.
Le poche pagine che ho letto, seppur con fatica, le ho trovate molto interessanti e fanno capire che si tratta di un libro qualitativamente elevato. Purtroppo per leggere questo saggio credo sia necessario un minimo di base filosofica, si fa riferimento a troppi nomi e correnti di pensiero a me sco
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Le poche pagine che ho letto, seppur con fatica, le ho trovate molto interessanti e fanno capire che si tratta di un libro qualitativamente elevato. Purtroppo per leggere questo saggio credo sia necessario un minimo di base filosofica, si fa riferimento a troppi nomi e correnti di pensiero a me sconosciuti che rendono la lettura davvero troppo lenta e ardua.
Considerato che è stato scritto a fine ottocento, con un lessico ovviamente arcaico, questo romanzo non mi è dispiaciuto. Avevo voglia di leggere qualcosa di Verga senza imbarcarmi ne "I malavoglia" ma temo che questo romanzo giovanile non incarni appieno le tematiche della maturità verghiana. L'im
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Considerato che è stato scritto a fine ottocento, con un lessico ovviamente arcaico, questo romanzo non mi è dispiaciuto. Avevo voglia di leggere qualcosa di Verga senza imbarcarmi ne "I malavoglia" ma temo che questo romanzo giovanile non incarni appieno le tematiche della maturità verghiana. L'impronta melodrammatica della storia è più vicina al romanticismo che al verismo e tutto sommato penso che se vorrò leggere il vero Verga dovrò scegliere un altro libro. Nonostante non ami i classici, devo ammettere che in questa storia ho apprezzato abbastanza anche lo stile di scrittura, che ovviamente in questo caso non è stata reinterpretata da un traduttore, come è avvenuto invece per altri autori dantan a cui mi sono accostata.
Il mio secondo approccio con questo autore è stato migliore rispetto al primo (La Sparizione) ma ho capito che non nascerà una storia d'amore. L'inizio mi ha convinta, mi è piaciuto il cosa ed il come, poi siamo entrati in uno stile più vorticoso di persone e nomi che mi ha stancata e soprattutto mi
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Il mio secondo approccio con questo autore è stato migliore rispetto al primo (La Sparizione) ma ho capito che non nascerà una storia d'amore. L'inizio mi ha convinta, mi è piaciuto il cosa ed il come, poi siamo entrati in uno stile più vorticoso di persone e nomi che mi ha stancata e soprattutto mi ha annoiata. Capacità narrative ci sono sicuramente ma non si confanno ai miei gusti letterari. Gli unici concetti che mi hanno interessata davvero sono contenute nelle prime 10 pagine: "Avevo deciso, pare, che occuparsi dell'immagine che uno ha di se stesso, aggiustarla, rivederla, adulterarla, era una perdita di tempo" "Gli <oggetti d'amore>, come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La <distanza> è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto."
Trenta pagine di tentativo e poi l'abbandono...ma siamo sicuri che questo signore ha vinto il Nobel per la letteratura nel 76? Un racconto concitato, la cui storia diventa complicata non per una trama sfaccettata bensì a causa di una narrazione poco chiara, per niente appassionante. Ho un altro libr
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Trenta pagine di tentativo e poi l'abbandono...ma siamo sicuri che questo signore ha vinto il Nobel per la letteratura nel 76? Un racconto concitato, la cui storia diventa complicata non per una trama sfaccettata bensì a causa di una narrazione poco chiara, per niente appassionante. Ho un altro libro di Bellow ancora da leggere, a questo punto credo che proverò a leggerlo subito, nella speranza d migliorare la mia opinione su di lui.
Il poeta continua a tacere
Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto.continue)
I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente distaccata ... (
Mi trovo in grande difficoltà a scrivere di questo libro perchè non riesco a focalizzare bene che cosa mi abbia colpito in particolare e soprattutto a descrivere le sensazioni residue. Comincio con il dire che mi è piaciuto.
I racconti sono 4, in tutti si respira la stessa aria vagamente distaccata tranne nell’ultimo che ho trovato più emotivo e coinvolgente.
Una scrittura bella che tuttavia non brilla per frasi ad effetto, un modo di narrare pacato ma allo stesso tempo intenso. Leggere questo autore è un po’ come guardare un bene di lusso, lo si confronta con gli oggetti mediocri e pur senza saper spiegare in cosa differisce sostanzialmente da essi si nota che è diverso, è un gradino sopra... ecco, Yehoshua è uno scrittore con la S maiuscola ma non sono in grado di spiegare perchè.
Nel primo racconto si narra di un rapporto padre-figlio, dove il padre è un poeta che non scrive più ed il figlio ha una sorta di ritardo mentale. E’ un racconto asciutto, non auto-compiacente, scarno eppure molto bello nella sua essenzialità. Un rapporto descritto quasi con freddezza, ma una freddezza che cela una sorta di “pietas” dell’io narrante verso il figlio e verso sé medesimo.
Nel secondo racconto, il cui finale mi ha lasciata parecchio perplessa, il protagonista deve fare il guardiano contro gli incendi in un bosco, è angosciante nella descrizione di una quasi immobilità delle cose, un’immobilità tuttavia apparente.
Il terzo racconto è forse quello più strano e meno “sentimentalmente corretto” dove il protagonista è combattuto tra l’istintivo risentimento verso il figlio della donna amata e un comportamento corretto nei confronti del bambino stesso, comportamento che di fatto avrà solo in parte...un racconto in cui succede una sorta di catarsi delle cose, una specie di crescita interiore invisibile ad occhio nudo.
L’ultimo racconto infine ci pone di fronte all’odissea surreale di un padre alla ricerca del figlio sul fronte di guerra, i sentimenti ivi descritti sono coinvolgenti e molto realistici, il modo in cui vengono esposti un po’ meno, e anche qui si rimane con l’incertezza di aver capito o meno come sia andata a finire la storia, ma in fin dei conti ha poca importanza, la sensazione che rimane è quella di aver letto un bel libro.
Intervista sul folle e il saggio
Le poche pagine che ho letto, seppur con fatica, le ho trovate molto interessanti e fanno capire che si tratta di un libro qualitativamente elevato.continue)
Purtroppo per leggere questo saggio credo sia necessario un minimo di base filosofica, si fa riferimento a troppi nomi e correnti di pensiero a me sco ... (
Le poche pagine che ho letto, seppur con fatica, le ho trovate molto interessanti e fanno capire che si tratta di un libro qualitativamente elevato.
Purtroppo per leggere questo saggio credo sia necessario un minimo di base filosofica, si fa riferimento a troppi nomi e correnti di pensiero a me sconosciuti che rendono la lettura davvero troppo lenta e ardua.
Una peccatrice
Considerato che è stato scritto a fine ottocento, con un lessico ovviamente arcaico, questo romanzo non mi è dispiaciuto.continue)
Avevo voglia di leggere qualcosa di Verga senza imbarcarmi ne "I malavoglia" ma temo che questo romanzo giovanile non incarni appieno le tematiche della maturità verghiana. L'im ... (
Considerato che è stato scritto a fine ottocento, con un lessico ovviamente arcaico, questo romanzo non mi è dispiaciuto.
Avevo voglia di leggere qualcosa di Verga senza imbarcarmi ne "I malavoglia" ma temo che questo romanzo giovanile non incarni appieno le tematiche della maturità verghiana. L'impronta melodrammatica della storia è più vicina al romanticismo che al verismo e tutto sommato penso che se vorrò leggere il vero Verga dovrò scegliere un altro libro.
Nonostante non ami i classici, devo ammettere che in questa storia ho apprezzato abbastanza anche lo stile di scrittura, che ovviamente in questo caso non è stata reinterpretata da un traduttore, come è avvenuto invece per altri autori dantan a cui mi sono accostata.
Una domanda di matrimonio
Il mio secondo approccio con questo autore è stato migliore rispetto al primo (La Sparizione) ma ho capito che non nascerà una storia d'amore.continue)
L'inizio mi ha convinta, mi è piaciuto il cosa ed il come, poi siamo entrati in uno stile più vorticoso di persone e nomi che mi ha stancata e soprattutto mi ... (
Il mio secondo approccio con questo autore è stato migliore rispetto al primo (La Sparizione) ma ho capito che non nascerà una storia d'amore.
L'inizio mi ha convinta, mi è piaciuto il cosa ed il come, poi siamo entrati in uno stile più vorticoso di persone e nomi che mi ha stancata e soprattutto mi ha annoiata. Capacità narrative ci sono sicuramente ma non si confanno ai miei gusti letterari.
Gli unici concetti che mi hanno interessata davvero sono contenute nelle prime 10 pagine:
"Avevo deciso, pare, che occuparsi dell'immagine che uno ha di se stesso, aggiustarla, rivederla, adulterarla, era una perdita di tempo"
"Gli <oggetti d'amore>, come li ha chiamati la psichiatria, non si trovano spesso e non si mettono da parte facilmente. La <distanza> è solo una formalità. La mente non ne tiene il minimo conto."
La sparizione
Trenta pagine di tentativo e poi l'abbandono...ma siamo sicuri che questo signore ha vinto il Nobel per la letteratura nel 76?continue)
Un racconto concitato, la cui storia diventa complicata non per una trama sfaccettata bensì a causa di una narrazione poco chiara, per niente appassionante.
Ho un altro libr ... (
Trenta pagine di tentativo e poi l'abbandono...ma siamo sicuri che questo signore ha vinto il Nobel per la letteratura nel 76?
Un racconto concitato, la cui storia diventa complicata non per una trama sfaccettata bensì a causa di una narrazione poco chiara, per niente appassionante.
Ho un altro libro di Bellow ancora da leggere, a questo punto credo che proverò a leggerlo subito, nella speranza d migliorare la mia opinione su di lui.