Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere.
Questa storia di intrecci e di vite mi è piaciuta molto, specialmente l'ambientazione una Parigi post guerra antica ma attuale, nascosta ma non troppo. Mi ricorda un po' Zola o Mann, si legge tutto d'un fiato nonostante la mole.
Non leggevo un libro giallo da anni ma ho deciso di aver bisogno, in questo periodo di forte stress, di una lettura schietta e semplice. Una lettura che aiuti le palpebre a restare spalancate e la curiosità a voltar le pagine. Bene questo è un bel libro giallo con idee azzeccate incroci interessanti
... (continue)
Non leggevo un libro giallo da anni ma ho deciso di aver bisogno, in questo periodo di forte stress, di una lettura schietta e semplice. Una lettura che aiuti le palpebre a restare spalancate e la curiosità a voltar le pagine. Bene questo è un bel libro giallo con idee azzeccate incroci interessanti. Qualche piccola banalità sparsa ma passa inosservata. Un libro che consiglierei.
Il libro sostiene, sta e tiene in piedi. La scrittura di Tabucchi mi ha meravigliato: succede spesso, quando inizio un libro più o meno "famoso" ed io carica di aspettative, di chiedermi "cosa ci sia in queste prime pagine ad aver impressionato piacevolmente migliaia di persone". È successo anche qu
... (continue)
Il libro sostiene, sta e tiene in piedi. La scrittura di Tabucchi mi ha meravigliato: succede spesso, quando inizio un libro più o meno "famoso" ed io carica di aspettative, di chiedermi "cosa ci sia in queste prime pagine ad aver impressionato piacevolmente migliaia di persone". È successo anche questa volta: che la scrittura mi sembrasse di primo impatto "troppo semplice" e che invece rivelasse un corpo complesso intriso di storia, sentimenti, poesia. Il resto di quello che ho pensato non é inerente a questa storia e quindi non lo scriverò, sostengo.
Quello è un libro scritto a voce. Chi Conosce la maniera di raccontare di De Luca può capire che dico. E' come se lo avessi ascoltato. Scusate la digressione.
Stava pensando alla misteriosa permanenza dell'amore, nella corrente mai ferma della vita.
È un libro di permanenze: strani incroci di attimi che segnano la mente. È bello perché entri ed esci dalle storie per poi cercare il filo che le lega, alla fine, come un rebus.
A pagina 21 l'etimologia del desiderio. Quella pagina vale tutto il libro. Per il resto ho preferito Mariolina mille volte in più in Mille anni che sto qui, Peró il libro scorre e si fa leggere.
Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere.
Questa storia di intrecci e di vite mi è piaciuta molto, specialmente l'ambientazione una Parigi post guerra antica ma attuale, nascosta ma non troppo. Mi ricorda un po' Zola o Mann, si legge tutto d'un fiato nonostante la mole.