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Lo potevo fare anch'io
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Lo stile è molto brillante, intelligente, talora spregiudicato. Non ha timore di dare giudizi anche pesanti (si veda la stroncatura di Guttuso, e soprattutto quella di Botero). Le spiegazioni del “perché questo sì” e “perché questo no”, senza la pretesa di una sentenza apocalittica. Autorevolezza, s ... (continue)
Lo stile è molto brillante, intelligente, talora spregiudicato. Non ha timore di dare giudizi anche pesanti (si veda la stroncatura di Guttuso, e soprattutto quella di Botero). Le spiegazioni del “perché questo sì” e “perché questo no”, senza la pretesa di una sentenza apocalittica. Autorevolezza, senza la presunzione di detenere la verità assoluta. Mi hanno convinto poco alcune giustificazioni, soprattutto relative ad artisti che mettono in evidenza il lato nero della vita. Il ritornello è: la vita mica è solo giornate di sole in riva al mare, è giusto che l’arte parli della vita. Io qui modestamente oppongo la seguente considerazione: è vero, l’arte parla della vita, e la vita è anche spesso tristezza e dolore, incontestabilmente. Però sfido chiunque ad esserne sorpreso: chi non ha mai pensato, anche solo una volta, che le sue giornate sono dominate dalla noia e dalla disperazione? Mostrare il lato brutto della vita è facile. Più difficile è sorprendere, far nascere domande, incuriosire. Queste cose, nell’arte contemporanea, si incontrano di rado. Ne consiglio comunque la lettura, anche per la grandissima scorrevolezza.
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