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- L'Isola Prigione vol. 01 (17)
- Isle of heavenly prison
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By Yusuke Ochiai -
Finished in Nov 2011 




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- Hetalia Axis Powers vol. 1 (79)
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By Hidekaz Himaruya -
Finished on Mar 2, 2012 




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- Il manga. Storia e universi del fumetto giapponese (43)
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By Jean-Marie Bouissou -
Finished in Dec 2011 




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- Lampi (50)
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By Fumiko Hayashi -
Finished on Sep 27, 2011 




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- Corpo libero (134)
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By Ilaria Bernardini -
Finished in Apr 2012 




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- Lo tsunami nucleare (59)
- I trenta giorni che sconvolsero il Giappone
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By Pio D'Emilia -
Finished in Apr 2012 




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- 文化中級日本語Ⅱ (10)
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By 文化外國語專門學校 -
Finished 




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- 文化中級日本語Ⅰ (14)
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By 文化外國語專門學校 -
Finished 




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- The Hours (21)
- A Screenplay
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By David Hare -
Finished in 2009
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- Le quattro casalinghe di Tokyo (2112)
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By Natsuo Kirino -
Finished on Apr 12, 2011 




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- Io sono un gatto (2435)
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By Soseki Natsume -
Finished in May 2012 




Finished (re-read) in May 2012 




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- 魔女の宅急便 (3)
- (その2) キキと新しい魔法
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By 角野 栄子, 広野 多珂子 -
Finished on Apr 6, 2011 




Finished (re-read) on Apr 19, 2011 




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- White flash, black rain (2)
- women of Japan relive the bomb
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By Lequita Vance-Watkins -
Finished in Jan 2011 




Finished (re-read) in Jan 2011 




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- Gridare amore dal centro del mondo (1824)
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By Kyoichi Katayama -
Finished on Dec 25, 2010 




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Gridare amore dal centro del mondo




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Mi ha commosso. Probabilmente non è il capolavoro letterario del secolo, la storia di per sé è piuttosto "semplice" e lineare, ma una storia d'amore così bella e pura, interrotta così bruscamente, e così vera, non può non toccare il cuore.
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Dec 26, 2010 |
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- Sul tradurre (108)
- Esperienze e divagazioni militanti
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By Susanna Basso -
Finished on Nov 15, 2010 




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Le quattro casalinghe di Tokyo
Alienazione, solitudine, dolore, sofferenza.
Quando sono arrivata alla fine di questo lungo, infinito romanzo sono queste le parole che mi sono venute in mente. Ho faticato a finirlo, partito benissimo, a metà (una lunga metà) si perde tra i troppi personaggi e solo alla fine ha recuperato. Ero ind ... (continue)
Alienazione, solitudine, dolore, sofferenza.
Quando sono arrivata alla fine di questo lungo, infinito romanzo sono queste le parole che mi sono venute in mente. Ho faticato a finirlo, partito benissimo, a metà (una lunga metà) si perde tra i troppi personaggi e solo alla fine ha recuperato. Ero indecisa tra due e tre stelle, ma la fine mi è piaciuta, e l'ha un po' risollevato. Fino a quel momento mi sembrava che le quattro casalinghe girassero senza meta, quasi come degli automi, vittime di scelte che sembrano subite, ma la fine mi ha illuminato. La libertà. Era questo quello che cercano le quattro protagoniste sin dall'inizio. Il liberarsi dai legami, da una vita insoddisfacente, da un lavoro alienante, da situazioni familiari invivibili. E il denaro è il perno di tutto, perché in fondo per loro senza soldi non si può essere veramente libere.
Quello che mi è piaciuto del romanzo è il voler dare voce a tutti i personaggi, e rivivere alcune scene da più punti di vista. E mi è piaciuto il dualismo Satake - Masako, l'uno lo specchio dell'altra.
La storia di per sé non mi ha entusiasmato e il finale mi ha ricordato un po' Il mostro cieco di Edogawa Ranpo, vero capostipite del giallo giapponese.
Una nota finale sulla traduzione: non apprezzo particolarmente le traduzioni di Lydia Origlia, le trovo troppo "scolastiche", troppo aderenti al testo di partenza nelle strutture (e non mi è capitato solo con questo romanzo, ma anche con altri tradotti da lei, di riconoscere la struttura originale del periodo giapponese) e che a volte forza un po' troppo con l'"addomesticamento" del testo.
Non mi è dispiaciuto del tutto, ma non riesco proprio a gridare al capolavoro.