Divertente ed in fondo riuscito romanzo simil-giallo, ambientato a Toledo e con protagonisti poeti-intellettuali spagnoli, riuniti in un convegno a porte chiuse e alle prese con un omicidio e un suicidio in seno al gruppo. Bei personaggi, ben caratterizzati, che delineano un irresistibile intreccio
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Divertente ed in fondo riuscito romanzo simil-giallo, ambientato a Toledo e con protagonisti poeti-intellettuali spagnoli, riuniti in un convegno a porte chiuse e alle prese con un omicidio e un suicidio in seno al gruppo. Bei personaggi, ben caratterizzati, che delineano un irresistibile intreccio di cattiverie, invidie, bassezze in quello che in qualche maniera dovrebbe essere un mondo "alto". Ciò che non funziona appieno: Nacho (il protagonista) è un perfetto sconosciuto che pubblica a proprie spese poche copie delle sue liriche, eppure tutti gli altri 12 protagonisti lo hanno letto e lo apprezzano; all'inizio, appena arrivato al convegno, tutti lo ignorano ma poi si confidano con lui come fosse un amico di sempre; frasi come quella a pag. 150 (che non cito perchè non ho il libro sottomano, ma è qualcosa come "Nacho si svegliò e grattandosi la barba scoprì che aveva ancora dei sogni attaccati ai polpastrelli") non devono trovare posto in un romanzo di questo livello; ed infine, a nota del traduttore, una visita dal medico per farsi prescrivere il Viagra potrà essere "imbarazzante", ma ben difficilmente "dolorosa".
L'assassinio come arte poetica
Divertente ed in fondo riuscito romanzo simil-giallo, ambientato a Toledo e con protagonisti poeti-intellettuali spagnoli, riuniti in un convegno a porte chiuse e alle prese con un omicidio e un suicidio in seno al gruppo. Bei personaggi, ben caratterizzati, che delineano un irresistibile intreccio ... (continue)
Divertente ed in fondo riuscito romanzo simil-giallo, ambientato a Toledo e con protagonisti poeti-intellettuali spagnoli, riuniti in un convegno a porte chiuse e alle prese con un omicidio e un suicidio in seno al gruppo. Bei personaggi, ben caratterizzati, che delineano un irresistibile intreccio di cattiverie, invidie, bassezze in quello che in qualche maniera dovrebbe essere un mondo "alto". Ciò che non funziona appieno: Nacho (il protagonista) è un perfetto sconosciuto che pubblica a proprie spese poche copie delle sue liriche, eppure tutti gli altri 12 protagonisti lo hanno letto e lo apprezzano; all'inizio, appena arrivato al convegno, tutti lo ignorano ma poi si confidano con lui come fosse un amico di sempre; frasi come quella a pag. 150 (che non cito perchè non ho il libro sottomano, ma è qualcosa come "Nacho si svegliò e grattandosi la barba scoprì che aveva ancora dei sogni attaccati ai polpastrelli") non devono trovare posto in un romanzo di questo livello; ed infine, a nota del traduttore, una visita dal medico per farsi prescrivere il Viagra potrà essere "imbarazzante", ma ben difficilmente "dolorosa".