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By Donato Carrisi -
Finished on Mar 23, 2012 




Finished (re-read) on Aug 26, 2012 




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- I dolori del giovane Werther (15679)
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By Goethe -
Finished on Aug 23, 2012 




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- Norwegian Wood (18067)
- Tokyo Blues
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By Haruki Murakami -
Finished on Aug 19, 2012 




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By Milan Kundera -
Finished on Aug 16, 2012 




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- City (724)
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By Alessandro Baricco -
Finished on Jul 28, 2012 




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- Oceano mare (24695)
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- Venuto al mondo (11243)
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By Margaret Mazzantini -
Finished on Jul 9, 2012 




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- Espiazione (8642)
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By Ian McEwan -
Abandoned 




Finished (re-read) on Jul 1, 2012 




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- Io non ho paura (20479)
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By Niccolo Ammaniti -
Finished on May 8, 2012 




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- La ragazza dello Sputnik (4369)
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By Haruki Murakami -
Finished 




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- A un cerbiatto somiglia il mio amore (3379)
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By David Grossman -
Finished 




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- Harry Potter (460)
- Cofanetto 7 volumi
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By J.K. Rowling -
Finished 




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- I malavoglia (18564)
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By Giovanni Verga -
Finished 




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Espiazione
"Espiazione" - sia della protagonista che, preadolescente e inconsapevole ( malgrado non del tutto ), macchia il nome di un uomo e ne spezza il legame con la vita, sia del lettore che, in un primo momento, può trovarsi spiazzato e annoiato dalla pedissequa minuzia di particolari nelle descrizioni pr ... (continue)
"Espiazione" - sia della protagonista che, preadolescente e inconsapevole ( malgrado non del tutto ), macchia il nome di un uomo e ne spezza il legame con la vita, sia del lettore che, in un primo momento, può trovarsi spiazzato e annoiato dalla pedissequa minuzia di particolari nelle descrizioni presenti nella prima parte, giungendo a giudicare l'intero libro da quella manciata di pagine iniziali, probabilmente come soporifero a causa degli ammorbanti viaggi all'interno della psicologia di una tredicenne. Viaggi che però, nello sciogliersi della trama, si dimostrano consistenti ed essenziali a comprendere quali siano le motivazioni di quell'errore originale. McEwan, oltretutto, sembra autocriticare quella parte iniziale all'interno del libro stesso, tramite la lettera di rifiuto della casa editrice a Briony Tallis, che si fa puntigliosa proprio su quest'inutile dovizia di particolari, riguardanti non solo la spiegazione intrinseca del gesto, ma anche tutte le dinamiche familiari ( come il personaggio di Emily, tanto approfondito e poi adombrato dagli eventi ) e la mobilia, il clima, il giardino con la fontana che, in questo frangente, risultano superflui e pesanti. Ma si commette un grave sbaglio giudicando l'intero lavoro di McEwan da questo esordio pedante: dalla seconda parte in poi c'è un cambio improvviso di tono e di scrittura, l'attenzione si sposta dalla descrizione meticolosa del circondario e delle motivazioni all'azione, militare o all'interno del St Thomas che sia. Protagonista non è più l'evento ma il personaggio - evoluzione parallela a quella della protagonista che, in un primo momento, si sofferma ad analizzare i semplici fatti ( l'episodio della fontana, la lettera, ... ) traendone un risultato logico e matematico e, solo successivamente, torna a contestualizzare i personaggi e se stessa. Insomma, la struttura del libro sembra seguire in parallelo l'evolversi della trama - la quale può dirsi completa, in quanto l'autore descrive in quattro parti quattro diverse circostanze: la casa, chioccia omertosa per i tentativi d'evadere ( fallimentari ) di ciascun personaggio che, non potendo altrimenti, si mantiene stretto il proprio ruolo ( il fratello più amato, la madre assente ma benvoluta, la giovane ribelle, il ragazzo prodigio, la piccola scrittrice con una troppo fervida immaginazione ); la guerra, con il dolore e la fatica, la morte che diviene una costante ed una consuetudine agli occhi del soldato Turner, che s'aggrappa a vecchi ricordi con gli artigli di chi può placare la propria fame solo con essi; l'ospedale, luogo di espiazione e condanna; il ritorno agli albori in tempo di vecchiaia, quando saltano le coperture e si svela la codardia ed il vero finale che la protagonista, sapiente scrittrice e vigliacca, commuta in una sorta di redenzione e perdono fittizi per lenire la propria coscienza e, a detta sua, per regalare ai lettori un sapore meno amaro in bocca.
Ian McEwan, pertanto, riscatta quella favola bambinesca de "L'inventore di sogni" con un romanzo che ne differisce completamente, per struttura e potenza narrativa. Un libro che difficilmente si leggerebbe una seconda volta - un po' per non dover riaffrontare quelle prime cento pagine di angosciosa descrizione, un po' perchè le emozioni sarebbero meno autentiche. Ma, di sicuro, da leggere.