Da "avventore" abituale del Grande Cerchio a Milano ed avendo avuto a più riprese notizie di questo manuale da Caterina Mosca, non potevo non leggerlo e consultarlo. Non dico che sarò in grado di realizzare tutte le ricette proposte, ma mi sto intando nutrendo della competenza e dell'armonia che t
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Da "avventore" abituale del Grande Cerchio a Milano ed avendo avuto a più riprese notizie di questo manuale da Caterina Mosca, non potevo non leggerlo e consultarlo. Non dico che sarò in grado di realizzare tutte le ricette proposte, ma mi sto intando nutrendo della competenza e dell'armonia che traspaiono da queste pagine, proprie dell'autrice.
Che gran piacere intellettuale dà leggere questo libro. Sì, certo, dovrebbero leggerselo tutti coloro che si occupano di medicina. Sia come pratica che come ricerca. Ma se capitasse nelle mani di un filosofo, un sociologo, uno psicologo, interessati al tema generale delle scienze della vita, si trov
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Che gran piacere intellettuale dà leggere questo libro. Sì, certo, dovrebbero leggerselo tutti coloro che si occupano di medicina. Sia come pratica che come ricerca. Ma se capitasse nelle mani di un filosofo, un sociologo, uno psicologo, interessati al tema generale delle scienze della vita, si troverebbero catapultati in una visione dell’esistere sul pianeta di esposizione piana, lucida, razionale, carica di forza dirompente. Tutta però basata su evidenze scientifiche e ragionamenti che vanno oltre l’asfittico pensarci in termini strettamente individualistici.
La vita come fenomeno complessivo su questo pianeta. Quando ci accade come avvenimento che trova un senso in termini evoluzionistici. Non c’è nulla di ideologico in questo volume, anzi è scritto addirittura con tono di umiltà e sempre di confronto. Tuttavia sprizza originalità e spunti intuitivi da ogni pagina. Una volta concluso, rimane la voglia di proseguire ad occuparsi del tema.
Se ci siamo fatti l'idea dell'esistere come un alternarsi di salute e malattia, benessere e malessere, vita e morte, bisogna allargare la visuale leggendo questo libro. Utile a quanti si occupino di medicina, indispensabile al ragionare storico-filosofico attuale.
E’ una storia che si ripete da decenni e decenni, attraversando tutto il secolo scorso, ormai. Da una parte i credenti nel paranormale, compreso qualche scienziato di chiara fama. Sempre meno, a dire il vero. Dall’altra una schiera di miscredenti, scettici, diffidenti rispetto a tutto ciò che preten
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E’ una storia che si ripete da decenni e decenni, attraversando tutto il secolo scorso, ormai. Da una parte i credenti nel paranormale, compreso qualche scienziato di chiara fama. Sempre meno, a dire il vero. Dall’altra una schiera di miscredenti, scettici, diffidenti rispetto a tutto ciò che pretende di avere l’aura di “paranormale”. Proprio a questo tema esce ora in italiano il nuovo libro di Richard Wiseman. Questa volta un titolo secco, deciso, e altrettanto il sottotitolo: Paranormale. Perché vediamo quello che non c’è (Ponte alle Grazie). Con lo stile limpido, scorrevole, ridanciano, simpatico, a volte un tantino caustico, ma sempre supportato da solida letteratura scientifica, a cui ci ha abituati, in sette capitoli, una introduzione, un intervallo, una conclusione e un kit istantaneo del supereroe, Wiseman smonta tutta la massa di letteratura prodotta dalla parapsicologia in oltre un secolo. In più, ci insegna come dissimulare presunte facoltà paranormali per impressionare e buggerare il nostro prossimo. I temi? Chiaroveggenza, esperienze extracorporee, la mente sulla materia, parlare con i morti, a caccia di fantasmi, il controllo della mente, le profezie. In mezzo, un personaggio leggendario della ricerca psichica, scandagliato dal metodo Wiseman: Harry Price, il “cacciatore di fantasmi”. «Negli ultimi 20 anni, mi sono immerso nel paranormale – ha raccontato Wiseman in occasione dell’uscita del suo libro sul paranormale in inglese – il mondo strano in cui le persone affermano di poter prevedere il futuro, evocare spiriti e spostare gli oggetti con la mente. Ho testato telepati, ha trascorso notti insonni in castelli infestati e anche tentato di parlare con i morti. Ogni volta la storia è la stessa: l’evidenza aneddotica sembra impressionante a prima vista, ma una volta che il fenomeno è oggetto di un esame scientifico svanisce nel nulla. Quindi studiare il paranormale è una perdita di tempo? Niente affatto. Allo stesso modo con cui il programma spaziale ha prodotto la tecnologia che ha trasformato le nostre vite, così esplorare avvenimenti soprannaturali produce notevoli intuizioni nei nostri cervelli, rispetto a credenze e comportamenti di ogni giorno». Si tratta in questo caso di un libro che, in tema di fenomeni paranormali e relativi studi, non dice nulla di nuovo, per chi ha frequentato un po’ l’argomento. Sia da convinto assertore del paranormale che da detrattore. Nulla che non sia stato detto e ridetto in tutte le salse, ad esempio, dall’italianissimo Cicap. Anche se Wiseman lo fa in maniera divertente e scorrevole, Paranormale risulta alla fine un libro semplicistico. Forte della sua esperienza, anche pratica, di illusionista e mago professionista, oltre che di psicologo universitario e ricercatore, Wiseman liquida tutto il campo come frutto di illusioni, false percezioni, imbrogli, fantasie e credenze popolari. Per Wiseman il paranormale non esiste e questo libro, per dirla con le parole del biologo evoluzionista e divulgatore scientifico Richard Dawkins, “spazza via la nebbia sensitiva mostrandoci la luce della ragione”. Buon per loro. Fa sempre piacere conoscere qualcuno graniticamente convinto delle proprie opinioni. Che non sospetta, neppure lontanamente, che certe “ragioni” possano anch’esse risultare molto simili alle superstizioni. Le parti più interessanti del testo sono quelle in cui Wiseman prende spunto dalla propensione umana a confondersi, illudersi, scambiare una cosa per l’altra, credere a dispetto dell’evidenza, seguire santoni e guru anche se conducono alla rovina morale, pratica e pure fisica (vedi il capitolo in cui parla del controllo mentale e del suicidio collettivo della setta del Tempio del popolo), per parlare alla fine di fenomeni psicologici distorti, abnormi o aberranti. Per trattare di come si costruiscono convinzioni, fedi, false credenze, cecità al cambiamento, conformismo. Insomma, Paranormale è un ulteriore gioco di prestigio del mago Wiseman per impartirci una divertente lezione su come funziona, malfunziona e sbrocca la mente umana. E relativi comportamenti. Nulla di più e nulla di meno. Il paranormale è solo un pretesto.
Visto e preso. Una vera miniera sui simboli. Riccamente illustrato, rilegato e impaginato a dovere. Ad un costo che è almeno la metà di volumi similari pubblicati da altri editori. Nello stile Taschen. Il tutto a cura dell'Archive for Research in Archetypal Symbolism (Aras) dello C.G. Jung Center di
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Visto e preso. Una vera miniera sui simboli. Riccamente illustrato, rilegato e impaginato a dovere. Ad un costo che è almeno la metà di volumi similari pubblicati da altri editori. Nello stile Taschen. Il tutto a cura dell'Archive for Research in Archetypal Symbolism (Aras) dello C.G. Jung Center di New York. Per gli interessati al tema del simbolismo da completare con il sito dell'Aras http://aras.org
Non è un critico né uno storico dell'arte. Philippe Daverio è regista, attore, sceneggiatore. E questo uno dei suoi film migliori. Idea, sceneggiatura, girato: tutto dalla sua testona. Come i migliori registi, pur usando tecniche e materiali a tutti disponibili, si diverte a "cambiare i punti di vis
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Non è un critico né uno storico dell'arte. Philippe Daverio è regista, attore, sceneggiatore. E questo uno dei suoi film migliori. Idea, sceneggiatura, girato: tutto dalla sua testona. Come i migliori registi, pur usando tecniche e materiali a tutti disponibili, si diverte a "cambiare i punti di vista". Daverio è l'Orson Welles dell'arte. Anche per la stazza.
Le ricette del Grande Cerchio
Dal tavolo al manualeDa "avventore" abituale del Grande Cerchio a Milano ed avendo avuto a più riprese notizie di questo manuale da Caterina Mosca, non potevo non leggerlo e consultarlo.continue)
Non dico che sarò in grado di realizzare tutte le ricette proposte, ma mi sto intando nutrendo della competenza e dell'armonia che t ... (
Da "avventore" abituale del Grande Cerchio a Milano ed avendo avuto a più riprese notizie di questo manuale da Caterina Mosca, non potevo non leggerlo e consultarlo.
Non dico che sarò in grado di realizzare tutte le ricette proposte, ma mi sto intando nutrendo della competenza e dell'armonia che traspaiono da queste pagine, proprie dell'autrice.
Principi di medicina evoluzionistica
Vita e medicina in evoluzioneChe gran piacere intellettuale dà leggere questo libro. Sì, certo, dovrebbero leggerselo tutti coloro che si occupano di medicina. Sia come pratica che come ricerca. Ma se capitasse nelle mani di un filosofo, un sociologo, uno psicologo, interessati al tema generale delle scienze della vita, si trov ... (continue)
Che gran piacere intellettuale dà leggere questo libro. Sì, certo, dovrebbero leggerselo tutti coloro che si occupano di medicina. Sia come pratica che come ricerca. Ma se capitasse nelle mani di un filosofo, un sociologo, uno psicologo, interessati al tema generale delle scienze della vita, si troverebbero catapultati in una visione dell’esistere sul pianeta di esposizione piana, lucida, razionale, carica di forza dirompente. Tutta però basata su evidenze scientifiche e ragionamenti che vanno oltre l’asfittico pensarci in termini strettamente individualistici.
La vita come fenomeno complessivo su questo pianeta. Quando ci accade come avvenimento che trova un senso in termini evoluzionistici. Non c’è nulla di ideologico in questo volume, anzi è scritto addirittura con tono di umiltà e sempre di confronto. Tuttavia sprizza originalità e spunti intuitivi da ogni pagina. Una volta concluso, rimane la voglia di proseguire ad occuparsi del tema.
Se ci siamo fatti l'idea dell'esistere come un alternarsi di salute e malattia, benessere e malessere, vita e morte, bisogna allargare la visuale leggendo questo libro. Utile a quanti si occupino di medicina, indispensabile al ragionare storico-filosofico attuale.
Paranormale
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Il paranormale: esiste e non esisteE’ una storia che si ripete da decenni e decenni, attraversando tutto il secolo scorso, ormai. Da una parte i credenti nel paranormale, compreso qualche scienziato di chiara fama. Sempre meno, a dire il vero. Dall’altra una schiera di miscredenti, scettici, diffidenti rispetto a tutto ciò che preten ... (continue)
E’ una storia che si ripete da decenni e decenni, attraversando tutto il secolo scorso, ormai. Da una parte i credenti nel paranormale, compreso qualche scienziato di chiara fama. Sempre meno, a dire il vero. Dall’altra una schiera di miscredenti, scettici, diffidenti rispetto a tutto ciò che pretende di avere l’aura di “paranormale”. Proprio a questo tema esce ora in italiano il nuovo libro di Richard Wiseman. Questa volta un titolo secco, deciso, e altrettanto il sottotitolo: Paranormale. Perché vediamo quello che non c’è (Ponte alle Grazie).
Con lo stile limpido, scorrevole, ridanciano, simpatico, a volte un tantino caustico, ma sempre supportato da solida letteratura scientifica, a cui ci ha abituati, in sette capitoli, una introduzione, un intervallo, una conclusione e un kit istantaneo del supereroe, Wiseman smonta tutta la massa di letteratura prodotta dalla parapsicologia in oltre un secolo. In più, ci insegna come dissimulare presunte facoltà paranormali per impressionare e buggerare il nostro prossimo.
I temi? Chiaroveggenza, esperienze extracorporee, la mente sulla materia, parlare con i morti, a caccia di fantasmi, il controllo della mente, le profezie. In mezzo, un personaggio leggendario della ricerca psichica, scandagliato dal metodo Wiseman: Harry Price, il “cacciatore di fantasmi”. «Negli ultimi 20 anni, mi sono immerso nel paranormale – ha raccontato Wiseman in occasione dell’uscita del suo libro sul paranormale in inglese – il mondo strano in cui le persone affermano di poter prevedere il futuro, evocare spiriti e spostare gli oggetti con la mente. Ho testato telepati, ha trascorso notti insonni in castelli infestati e anche tentato di parlare con i morti. Ogni volta la storia è la stessa: l’evidenza aneddotica sembra impressionante a prima vista, ma una volta che il fenomeno è oggetto di un esame scientifico svanisce nel nulla. Quindi studiare il paranormale è una perdita di tempo? Niente affatto. Allo stesso modo con cui il programma spaziale ha prodotto la tecnologia che ha trasformato le nostre vite, così esplorare avvenimenti soprannaturali produce notevoli intuizioni nei nostri cervelli, rispetto a credenze e comportamenti di ogni giorno».
Si tratta in questo caso di un libro che, in tema di fenomeni paranormali e relativi studi, non dice nulla di nuovo, per chi ha frequentato un po’ l’argomento. Sia da convinto assertore del paranormale che da detrattore. Nulla che non sia stato detto e ridetto in tutte le salse, ad esempio, dall’italianissimo Cicap.
Anche se Wiseman lo fa in maniera divertente e scorrevole, Paranormale risulta alla fine un libro semplicistico. Forte della sua esperienza, anche pratica, di illusionista e mago professionista, oltre che di psicologo universitario e ricercatore, Wiseman liquida tutto il campo come frutto di illusioni, false percezioni, imbrogli, fantasie e credenze popolari. Per Wiseman il paranormale non esiste e questo libro, per dirla con le parole del biologo evoluzionista e divulgatore scientifico Richard Dawkins, “spazza via la nebbia sensitiva mostrandoci la luce della ragione”. Buon per loro. Fa sempre piacere conoscere qualcuno graniticamente convinto delle proprie opinioni. Che non sospetta, neppure lontanamente, che certe “ragioni” possano anch’esse risultare molto simili alle superstizioni.
Le parti più interessanti del testo sono quelle in cui Wiseman prende spunto dalla propensione umana a confondersi, illudersi, scambiare una cosa per l’altra, credere a dispetto dell’evidenza, seguire santoni e guru anche se conducono alla rovina morale, pratica e pure fisica (vedi il capitolo in cui parla del controllo mentale e del suicidio collettivo della setta del Tempio del popolo), per parlare alla fine di fenomeni psicologici distorti, abnormi o aberranti. Per trattare di come si costruiscono convinzioni, fedi, false credenze, cecità al cambiamento, conformismo. Insomma, Paranormale è un ulteriore gioco di prestigio del mago Wiseman per impartirci una divertente lezione su come funziona, malfunziona e sbrocca la mente umana. E relativi comportamenti. Nulla di più e nulla di meno. Il paranormale è solo un pretesto.
Il libro dei simboli
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Immagini e oggetti dal profondoVisto e preso. Una vera miniera sui simboli. Riccamente illustrato, rilegato e impaginato a dovere. Ad un costo che è almeno la metà di volumi similari pubblicati da altri editori. Nello stile Taschen. Il tutto a cura dell'Archive for Research in Archetypal Symbolism (Aras) dello C.G. Jung Center di ... (continue)
Visto e preso. Una vera miniera sui simboli. Riccamente illustrato, rilegato e impaginato a dovere. Ad un costo che è almeno la metà di volumi similari pubblicati da altri editori. Nello stile Taschen. Il tutto a cura dell'Archive for Research in Archetypal Symbolism (Aras) dello C.G. Jung Center di New York. Per gli interessati al tema del simbolismo da completare con il sito dell'Aras http://aras.org
Il museo immaginato
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Philippe Daverio regista, attore, sceneggiatoreNon è un critico né uno storico dell'arte. Philippe Daverio è regista, attore, sceneggiatore. E questo uno dei suoi film migliori. Idea, sceneggiatura, girato: tutto dalla sua testona. Come i migliori registi, pur usando tecniche e materiali a tutti disponibili, si diverte a "cambiare i punti di vis ... (continue)
Non è un critico né uno storico dell'arte. Philippe Daverio è regista, attore, sceneggiatore. E questo uno dei suoi film migliori. Idea, sceneggiatura, girato: tutto dalla sua testona. Come i migliori registi, pur usando tecniche e materiali a tutti disponibili, si diverte a "cambiare i punti di vista".
Daverio è l'Orson Welles dell'arte. Anche per la stazza.