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Jul 4, 2012 |
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Prometeo incatenato
***This comment contains spoilers! ***
Estremo nord della Scizia, tra le aspre rocce del Caucaso, tra rupi nelle quali nessun mortale ha mai messo piede: è la triste dimora di Prometeo, un titano, un semidio. "Un dio che soffre a causa degli dei", un essere che pur di donare il fuoco agli uomini lo ha rubato ai suoi simili, infran ... (continue)
Estremo nord della Scizia, tra le aspre rocce del Caucaso, tra rupi nelle quali nessun mortale ha mai messo piede: è la triste dimora di Prometeo, un titano, un semidio. "Un dio che soffre a causa degli dei", un essere che pur di donare il fuoco agli uomini lo ha rubato ai suoi simili, infrangendo le leggi divine, il volere dello stesso Zeus che proprio per questo lo ha fatto incatenare tra il cielo e il mare, dove nessuno potrà piangere della sua sventura. Nessuno, tranne le Oceanine, le figlie del dio Oceano, che, come uno stormo di uccelli, si recano dal prigioniero per intonare i loro tristi canti.
Prometeo è consapevole di ciò che ha fatto, di aver condiviso con gli uomini qualcosa di divino. Egli sa a cosa va incontro, i suoi occhi scorgono chiaramente quel destino che l'opprime, la sorte che è costretto a sopportare pazientemente, il fato che incombre tragicamente su tutto. Ma non desiste, non si piega alle parole di Oceano, né a quelle di Ermes: è un eroe, si è sempre comportato valorosamente, con coraggio, anche in maniera corretta nei confronti del nuovo re degli dei, Zeus; la sua unica colpa è quella di aver amato coloro che tutte le altre divinità disprezzavano, i mortali. E soffre, nella sua impotenza, tra le catene che lo stringono forte. Soffre, un dio, ma come il più umano tra gli uomini, struggendosi in un grido di profondissimo dolore che riecheggia tra le pagine immortali della grande opera di Eschilo.
Non è più parola. La terra trema.
È l'urlo cupo, sordo del tuono,
il bagliore del lampo, il vortice del fuoco
turbina polvere, i venti si lanciano
violenti, in lotta aperta,
cielo mare sconvolti.
È la mano di Zeus su me,
visibile, viene: io tremo.
Guardate, tu santità di mia madre,
tu cielo che volgi la luce del mondo:
quello che soffro è contro giustizia.