Questo della Nothomb, oltre ad essere un romanzo sopraffino ed onesto, è anche un validissimo trattato di sociologia.
Cinque personaggi cinque: sembra scritto apposta per essere portato sul palco di un teatro.
La leggendaria levità nothombiana si manifesta, tremenda e divertente allo stesso tempo,
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Questo della Nothomb, oltre ad essere un romanzo sopraffino ed onesto, è anche un validissimo trattato di sociologia.
Cinque personaggi cinque: sembra scritto apposta per essere portato sul palco di un teatro.
La leggendaria levità nothombiana si manifesta, tremenda e divertente allo stesso tempo, in queste centotrenta pagine. Ogni parola appare sulla carta con tempismo perfetto.
Il finale è, per certi versi, camp e melodrammatico -- ma, ogni volta che lo rileggo, sono sempre più convinto della sua inevitabilità.
In sintesi, un romanzo geniale.
AVVERTENZA: il paragrafo finale può causare svenimenti o urla di gioia, per via della maestria con la quale è stato scritto.
Ma blancheur a fondu et personne ne s'en est aperçu.
Posto che si tratta di un manifesto saccarino del cattocomunismo (ma molto "catto," più che altro), è quantomeno melodrammatico e anche pacchiano... e pure rustico, stilisticamente. E, a tratti, pretenzioso.
Per dirla tutta, mi sono fatto due risate nei punti in cui l'autrice invita alla lacrima fa
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Posto che si tratta di un manifesto saccarino del cattocomunismo (ma molto "catto," più che altro), è quantomeno melodrammatico e anche pacchiano... e pure rustico, stilisticamente. E, a tratti, pretenzioso.
Per dirla tutta, mi sono fatto due risate nei punti in cui l'autrice invita alla lacrima facile. Due, come le stelle che mi sento di attribuire al volumetto.
"Cuore di Tenebra" è il romanzo dell'assenza: il tanto invocato Kurtz non compare di persona se non per dire due parole (due di numero); Conrad descrive tutto da lontano, come per limitare la partecipazione del lettore; non c'è Verità con la maiuscola, non c'è una scontata e facilmente prevedibile m
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"Cuore di Tenebra" è il romanzo dell'assenza: il tanto invocato Kurtz non compare di persona se non per dire due parole (due di numero); Conrad descrive tutto da lontano, come per limitare la partecipazione del lettore; non c'è Verità con la maiuscola, non c'è una scontata e facilmente prevedibile morale finale (i.e. una condanna dello schiavismo, o simili); i colori tendono tutti verso il bianco o, più spesso, verso il nero -- che sono, del colore, l'assenza.
Insomma, Conrad è più moderno di certi "modernisti" propriamente detti.
Non una traslitterazione o una ricreazione, ma una deliziosa traduzione -- come dice Busi stesso: "Non'è altra cosa dall'originale, ma è l'originale oggi."
Rispetto per un'opera tanto fondamentale, scelte lessicali molto gradevoli, onesto e riconoscibile sforzo filologico: tutti elementi che
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Non una traslitterazione o una ricreazione, ma una deliziosa traduzione -- come dice Busi stesso: "Non'è altra cosa dall'originale, ma è l'originale oggi."
Rispetto per un'opera tanto fondamentale, scelte lessicali molto gradevoli, onesto e riconoscibile sforzo filologico: tutti elementi che rendono la traduzione di Busi una BELLISSIMA traduzione, e che fanno di lui un intellettuale serio.
Peccato che l'unica "scuola" in cui lo fanno parlare o leggere sia quell'idiozia di format televisivo, "Amici di Maria."
Le catilinarie
Questo della Nothomb, oltre ad essere un romanzo sopraffino ed onesto, è anche un validissimo trattato di sociologia.
Cinque personaggi cinque: sembra scritto apposta per essere portato sul palco di un teatro.
La leggendaria levità nothombiana si manifesta, tremenda e divertente allo stesso tempo, ... (continue)
Questo della Nothomb, oltre ad essere un romanzo sopraffino ed onesto, è anche un validissimo trattato di sociologia.
Cinque personaggi cinque: sembra scritto apposta per essere portato sul palco di un teatro.
La leggendaria levità nothombiana si manifesta, tremenda e divertente allo stesso tempo, in queste centotrenta pagine. Ogni parola appare sulla carta con tempismo perfetto.
Il finale è, per certi versi, camp e melodrammatico -- ma, ogni volta che lo rileggo, sono sempre più convinto della sua inevitabilità.
In sintesi, un romanzo geniale.
AVVERTENZA: il paragrafo finale può causare svenimenti o urla di gioia, per via della maestria con la quale è stato scritto.
Ma blancheur a fondu et personne ne s'en est aperçu.
Va' dove ti porta il cuore
Posto che si tratta di un manifesto saccarino del cattocomunismo (ma molto "catto," più che altro), è quantomeno melodrammatico e anche pacchiano... e pure rustico, stilisticamente. E, a tratti, pretenzioso.
Per dirla tutta, mi sono fatto due risate nei punti in cui l'autrice invita alla lacrima fa ... (continue)
Posto che si tratta di un manifesto saccarino del cattocomunismo (ma molto "catto," più che altro), è quantomeno melodrammatico e anche pacchiano... e pure rustico, stilisticamente. E, a tratti, pretenzioso.
Per dirla tutta, mi sono fatto due risate nei punti in cui l'autrice invita alla lacrima facile. Due, come le stelle che mi sento di attribuire al volumetto.
Cuore di tenebra
"Cuore di Tenebra" è il romanzo dell'assenza: il tanto invocato Kurtz non compare di persona se non per dire due parole (due di numero); Conrad descrive tutto da lontano, come per limitare la partecipazione del lettore; non c'è Verità con la maiuscola, non c'è una scontata e facilmente prevedibile m ... (continue)
"Cuore di Tenebra" è il romanzo dell'assenza: il tanto invocato Kurtz non compare di persona se non per dire due parole (due di numero); Conrad descrive tutto da lontano, come per limitare la partecipazione del lettore; non c'è Verità con la maiuscola, non c'è una scontata e facilmente prevedibile morale finale (i.e. una condanna dello schiavismo, o simili); i colori tendono tutti verso il bianco o, più spesso, verso il nero -- che sono, del colore, l'assenza.
Insomma, Conrad è più moderno di certi "modernisti" propriamente detti.
Questo è un gran buon classico! Yeah.
Le guerre in Gallia
La brachilogia cesariana, che invidia mi fa...
Il Decamerone di Giovanni Boccaccio
Non una traslitterazione o una ricreazione, ma una deliziosa traduzione -- come dice Busi stesso: "Non'è altra cosa dall'originale, ma è l'originale oggi."
Rispetto per un'opera tanto fondamentale, scelte lessicali molto gradevoli, onesto e riconoscibile sforzo filologico: tutti elementi che ... (continue)
Non una traslitterazione o una ricreazione, ma una deliziosa traduzione -- come dice Busi stesso: "Non'è altra cosa dall'originale, ma è l'originale oggi."
Rispetto per un'opera tanto fondamentale, scelte lessicali molto gradevoli, onesto e riconoscibile sforzo filologico: tutti elementi che rendono la traduzione di Busi una BELLISSIMA traduzione, e che fanno di lui un intellettuale serio.
Peccato che l'unica "scuola" in cui lo fanno parlare o leggere sia quell'idiozia di format televisivo, "Amici di Maria."