Io amo Irène. Io venero Irène. Io piango ogni volta che sento anche solo nominare Irène, e se trovo il suo nome stampato sulla prima di un libro, divoro il tutto e alla fine piango di nuovo, ricordandomi quanto poco rimanga di Irène.
Però.
Il ballo è un raccontino di ottanta pagine (al 45%
... (continue)
Io amo Irène. Io venero Irène. Io piango ogni volta che sento anche solo nominare Irène, e se trovo il suo nome stampato sulla prima di un libro, divoro il tutto e alla fine piango di nuovo, ricordandomi quanto poco rimanga di Irène.
Però.
Il ballo è un raccontino di ottanta pagine (al 45% intasate da punti di sospensione) che, come ci racconta la brava Nadotti nell'introduzione a quest'edizione, rappresenta una pietra miliare nella comprensione della psicologia némirovskiana, permettendo di decifrare in chiave edipica anche altri suoi racconti e romanzi.
Bene, perfetto, brava.
Stilisticamente, la delusione pesa come un gatto di granito attaccato ai c.. al cuore. Per farla semplice, questo bel libricino pieno di odio verso mammà e che potrebbe istruire generazioni intere di sgualdrine l'avrebbe anche potuto scrivere il mio vicino di casa.
Quello che alle sei di mattina si piazza sul balcone ad urlare contro i piccioni e sputa a quelli che passano di sotto.
O anche Moccia.
Io, nel frattempo, torno nel mio angolino a piangere.
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Sublime.
Il ballo
Io amo Irène.
Io venero Irène.
Io piango ogni volta che sento anche solo nominare Irène, e se trovo il suo nome stampato sulla prima di un libro, divoro il tutto e alla fine piango di nuovo, ricordandomi quanto poco rimanga di Irène.
Però.
Il ballo è un raccontino di ottanta pagine (al 45% ... (continue)
Io amo Irène.
Io venero Irène.
Io piango ogni volta che sento anche solo nominare Irène, e se trovo il suo nome stampato sulla prima di un libro, divoro il tutto e alla fine piango di nuovo, ricordandomi quanto poco rimanga di Irène.
Però.
Il ballo è un raccontino di ottanta pagine (al 45% intasate da punti di sospensione) che, come ci racconta la brava Nadotti nell'introduzione a quest'edizione, rappresenta una pietra miliare nella comprensione della psicologia némirovskiana, permettendo di decifrare in chiave edipica anche altri suoi racconti e romanzi.
Bene, perfetto, brava.
Stilisticamente, la delusione pesa come un gatto di granito attaccato ai c.. al cuore. Per farla semplice, questo bel libricino pieno di odio verso mammà e che potrebbe istruire generazioni intere di sgualdrine l'avrebbe anche potuto scrivere il mio vicino di casa.
Quello che alle sei di mattina si piazza sul balcone ad urlare contro i piccioni e sputa a quelli che passano di sotto.
O anche Moccia.
Io, nel frattempo, torno nel mio angolino a piangere.
Io vi maledico
Io vi maledico.
L'indignazione nasce dalla conoscenza, la conoscenza ha la sua sorgente nei sensi. Vedere, toccare, ascoltare, provare.
La De Gregorio ripercorre il fiume dell'Italia indignata, stanca, assassinata, dimenticata. Ma non fermata, ferma mai: panta rei, tutto scorre.
Anche l'I ... (continue)
Io vi maledico.
L'indignazione nasce dalla conoscenza, la conoscenza ha la sua sorgente nei sensi. Vedere, toccare, ascoltare, provare.
La De Gregorio ripercorre il fiume dell'Italia indignata, stanca, assassinata, dimenticata. Ma non fermata, ferma mai: panta rei, tutto scorre.
Anche l'Italia, nonostante tutto.
Un polpo alla gola
Ma perché, c'è ancora qualcosa da dire e / o recensire su Zerocalcare?
Imperativi categorici: ordinare, ritirare, immedesimarsi.
Chiuso.
La profezia dell'armadillo
È la più commovente rielaborazione di un lutto di cui si abbia testimonianza.
È il più ingenuo grido di un male insormontabile che c'è, si vede, ma che non sappiamo riconoscere.
È la storia che mi ha fatto piangere dal ridere. Letteralmente.