Non mi ha deluso e non mi ha stupito. Una conferma che i Wu Ming sanno scrivere e bene. Manca il respiro profondo che aveva Q anche se ritrovarsi di fronte a Tiziano l'Anabattista sorprende piacevolmente (in Altai Tiziano è Ismail, saggio vecchio ritiratosi in Yemen e accorso a Costantinopoli in aiu
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Non mi ha deluso e non mi ha stupito. Una conferma che i Wu Ming sanno scrivere e bene. Manca il respiro profondo che aveva Q anche se ritrovarsi di fronte a Tiziano l'Anabattista sorprende piacevolmente (in Altai Tiziano è Ismail, saggio vecchio ritiratosi in Yemen e accorso a Costantinopoli in aiuto del suo amico Yossef). Donne poche e senza eccezionali caratteristiche anche se la cultura ebraica e il suo sistema matrilineare avrebbero potuto stimolare la fantasia degli autori (manca qui il protagonismo femminile che c'era stato in Manituana). Piacevole, ma non eccelle. Sempre un modo per parlare di Q.
Mi ha letteralmente rapita ieri notte e sono già a metà: è la storia di Ipazia, figlia di Teone, la scienziata, la libera pensatrice di Alessandria, trucidata dal vescovo Cirillo per volere della Chiesa nel 415 d.C. Di lei rimangono solo frammenti e studi sull'astrolabio e sull'idroscopio. Ma è anc
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Mi ha letteralmente rapita ieri notte e sono già a metà: è la storia di Ipazia, figlia di Teone, la scienziata, la libera pensatrice di Alessandria, trucidata dal vescovo Cirillo per volere della Chiesa nel 415 d.C. Di lei rimangono solo frammenti e studi sull'astrolabio e sull'idroscopio. Ma è anche la storia dell'inizio di una dominazione culturale oscurantista e nemica della scienza, della ragione e della verità. L'incendio da parte dei Romani della biblioteca Alessandrina prima e poi del Serapeo (raccontato nel testo) da parte dei cristiani chiudono le porte a 1.200 anni di progresso in più. Migliaia di migliaia di papiri, pergamene, tavolette sono state bruciate in nome di Dio e della superstizione.
Il racconto è affidato a Shamil, un giovane allievo di Ipazia, innamorato della sua maestra. Ipazia è giovane, ribelle, colta, coraggiosa, ma umana nel suo rossore improvviso di rabbia e negli attimi di commozione di fronte ad una pergamena o ad un cielo stellato. Non è un'eroina, piuttosto è una donna dedita interamente al sapere, al sapere del mondo, del suo mondo come lei stessa afferma.
Finora le parti più belle sono l'assalto dei cristiani al Tempio di Serapide (una folla inferocita con picconi e martelli) e la fuga di Ipazia e Shamil; la travolgente corsa a cavallo in fuga dai cristiani, l'incontro tra Ipazia e Agostino e quello tra Ipazia e Ambrogio.
Leggetelo perchè ci sono parole come alambicco, pece, papiro e resina. Leggetelo se ancora non siete convinti che la Chiesa è stata (ed è) una metastasi e ha lavorato (lavora) per impedire lo sviluppo libero del sapere e della ricerca scientifica. Insomma leggetelo.
Lo ricordavo divertente e lo conferma di nuovo questo piacevole e intrigante romanzo di Chiara, uno degli ultimi. Un autore di cui sento poco parlare eppure assai prolifico. Un bel romanzo,in parte autobiografico, molto ben scritto. Una nota particolare meritano i nomi scelti per i personaggi, prim
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Lo ricordavo divertente e lo conferma di nuovo questo piacevole e intrigante romanzo di Chiara, uno degli ultimi. Un autore di cui sento poco parlare eppure assai prolifico. Un bel romanzo,in parte autobiografico, molto ben scritto. Una nota particolare meritano i nomi scelti per i personaggi, primo fra tutti Merdicchione. Da leggere.
Edito dalla Bollati Boringhieri anzichè dalla consueta Einaudi per una pagina credo...una pagina in cui si critica non solo Berlusconi, ma noi massa/popolo di italiani per aver voluto per ben tre volte il sopracitato premier e il suo governo. Ed ecco qua che Saramago compare per la B&B con il suo Q
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Edito dalla Bollati Boringhieri anzichè dalla consueta Einaudi per una pagina credo...una pagina in cui si critica non solo Berlusconi, ma noi massa/popolo di italiani per aver voluto per ben tre volte il sopracitato premier e il suo governo. Ed ecco qua che Saramago compare per la B&B con il suo Quaderno, che poi non è altro che la trascrizione (vivaddio) cartacea del suo blog. Ricordo che Saramago è del 1922, un uomo del suo tempo e che ha fatto il suo tempo si direbbe, e invece secondo me E' LO SCRITTORE DEL NUOVO MILLENNIO. Questi appunti sembrano quasi bollettini di guerra (soprattutto contro la Chiesa e il suo potere), dei comizi non di propaganda perchè non perdono mai una filosofia di fondo: quella del "so di non sapere". Solo Umberto Eco non l'ha troppo capito e infatti nella sua prefazione non si fa sfuggire l'occasione di fare il bacchettone, rimproverando a Josè un'eccessiva vena polemica e un linguaggio non troppo curato. Nonostante Eco abbia 10 anni meno di Josè fa la figura del trombone...
Sono a metà (neanche) ma credo di poter dire che si tratti di un libro con ottimi spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo e con la sua solita ironia e delicatezza Josè ci prende per sottobraccio e passeggiamo....
Federico Fellini disegna e descrive i suoi sogni dal 1960 al 1980, in una sorta di esperimento junghiano. Un libro che ho sognato per tanto tempo e che ieri mi si è materializzato davanti agli occhi, senza neanche rendermene conto.
Altai
Non mi ha deluso e non mi ha stupito.continue)
Una conferma che i Wu Ming sanno scrivere e bene.
Manca il respiro profondo che aveva Q anche se ritrovarsi di fronte a Tiziano l'Anabattista sorprende piacevolmente (in Altai Tiziano è Ismail, saggio vecchio ritiratosi in Yemen e accorso a Costantinopoli in aiu ... (
Non mi ha deluso e non mi ha stupito.
Una conferma che i Wu Ming sanno scrivere e bene.
Manca il respiro profondo che aveva Q anche se ritrovarsi di fronte a Tiziano l'Anabattista sorprende piacevolmente (in Altai Tiziano è Ismail, saggio vecchio ritiratosi in Yemen e accorso a Costantinopoli in aiuto del suo amico Yossef).
Donne poche e senza eccezionali caratteristiche anche se la cultura ebraica e il suo sistema matrilineare avrebbero potuto stimolare la fantasia degli autori (manca qui il protagonismo femminile che c'era stato in Manituana).
Piacevole, ma non eccelle.
Sempre un modo per parlare di Q.
Ipazia
Mi ha letteralmente rapita ieri notte e sono già a metà:continue)
è la storia di Ipazia, figlia di Teone, la scienziata, la libera pensatrice di Alessandria, trucidata dal vescovo Cirillo per volere della Chiesa nel 415 d.C. Di lei rimangono solo frammenti e studi sull'astrolabio e sull'idroscopio.
Ma è anc ... (
Mi ha letteralmente rapita ieri notte e sono già a metà:
è la storia di Ipazia, figlia di Teone, la scienziata, la libera pensatrice di Alessandria, trucidata dal vescovo Cirillo per volere della Chiesa nel 415 d.C. Di lei rimangono solo frammenti e studi sull'astrolabio e sull'idroscopio.
Ma è anche la storia dell'inizio di una dominazione culturale oscurantista e nemica della scienza, della ragione e della verità.
L'incendio da parte dei Romani della biblioteca Alessandrina prima e poi del Serapeo (raccontato nel testo) da parte dei cristiani chiudono le porte a 1.200 anni di progresso in più.
Migliaia di migliaia di papiri, pergamene, tavolette sono state bruciate in nome di Dio e della superstizione.
Il racconto è affidato a Shamil, un giovane allievo di Ipazia, innamorato della sua maestra. Ipazia è giovane, ribelle, colta, coraggiosa, ma umana nel suo rossore improvviso di rabbia e negli attimi di commozione di fronte ad una pergamena o ad un cielo stellato. Non è un'eroina, piuttosto è una donna dedita interamente al sapere, al sapere del mondo, del suo mondo come lei stessa afferma.
Finora le parti più belle sono l'assalto dei cristiani al Tempio di Serapide (una folla inferocita con picconi e martelli) e la fuga di Ipazia e Shamil; la travolgente corsa a cavallo in fuga dai cristiani, l'incontro tra Ipazia e Agostino e quello tra Ipazia e Ambrogio.
Leggetelo perchè ci sono parole come alambicco, pece, papiro e resina.
Leggetelo se ancora non siete convinti che la Chiesa è stata (ed è) una metastasi e ha lavorato (lavora) per impedire lo sviluppo libero del sapere e della ricerca scientifica.
Insomma leggetelo.
Vedrò Singapore?
Lo ricordavo divertente e lo conferma di nuovo questo piacevole e intrigante romanzo di Chiara, uno degli ultimi. Un autore di cui sento poco parlare eppure assai prolifico. Un bel romanzo,in parte autobiografico, molto ben scritto. Una nota particolare meritano i nomi scelti per i personaggi, prim ... (continue)
Lo ricordavo divertente e lo conferma di nuovo questo piacevole e intrigante romanzo di Chiara, uno degli ultimi. Un autore di cui sento poco parlare eppure assai prolifico. Un bel romanzo,in parte autobiografico, molto ben scritto. Una nota particolare meritano i nomi scelti per i personaggi, primo fra tutti Merdicchione.
Da leggere.
Il Quaderno
Edito dalla Bollati Boringhieri anzichè dalla consueta Einaudi per una pagina credo...una pagina in cui si critica non solo Berlusconi, ma noi massa/popolo di italiani per aver voluto per ben tre volte il sopracitato premier e il suo governo.continue)
Ed ecco qua che Saramago compare per la B&B con il suo Q ... (
Edito dalla Bollati Boringhieri anzichè dalla consueta Einaudi per una pagina credo...una pagina in cui si critica non solo Berlusconi, ma noi massa/popolo di italiani per aver voluto per ben tre volte il sopracitato premier e il suo governo.
Ed ecco qua che Saramago compare per la B&B con il suo Quaderno, che poi non è altro che la trascrizione (vivaddio) cartacea del suo blog.
Ricordo che Saramago è del 1922, un uomo del suo tempo e che ha fatto il suo tempo si direbbe, e invece secondo me E' LO SCRITTORE DEL NUOVO MILLENNIO.
Questi appunti sembrano quasi bollettini di guerra (soprattutto contro la Chiesa e il suo potere), dei comizi non di propaganda perchè non perdono mai una filosofia di fondo: quella del "so di non sapere".
Solo Umberto Eco non l'ha troppo capito e infatti nella sua prefazione non si fa sfuggire l'occasione di fare il bacchettone, rimproverando a Josè un'eccessiva vena polemica e un linguaggio non troppo curato.
Nonostante Eco abbia 10 anni meno di Josè fa la figura del trombone...
Sono a metà (neanche) ma credo di poter dire che si tratti di un libro con ottimi spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo e con la sua solita ironia e delicatezza Josè ci prende per sottobraccio e passeggiamo....
Il libro dei sogni
Federico Fellini disegna e descrive i suoi sogni dal 1960 al 1980, in una sorta di esperimento junghiano.
Un libro che ho sognato per tanto tempo e che ieri mi si è materializzato davanti agli occhi, senza neanche rendermene conto.