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La favola di Amore e Psiche
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Rileggendo oggi la favola di Amore e Psiche, viene da chiedersi perché nel nostro immaginario si sia fermato il dolore e non la felicità. Perché, se qualcuno ci chiede di ricordare, ci viene in mente Psiche che prende la lucerna per illuminare il volto del suo amante sconosciuto, ormai sicura che le ... (continue)
Rileggendo oggi la favola di Amore e Psiche, viene da chiedersi perché nel nostro immaginario si sia fermato il dolore e non la felicità. Perché, se qualcuno ci chiede di ricordare, ci viene in mente Psiche che prende la lucerna per illuminare il volto del suo amante sconosciuto, ormai sicura che le apparirà davanti agli occhi un serpente dalle spire mostruose?
Psiche, illuminando il suo Amore, causa una lunga serie di indicibili sofferenze. Ed è proprio la luce il punto di partenza della colpa. Il momento della perdita.
Perché, dunque, tutti siamo dalla parte di Psiche?
Per appassionarci alla favola d’amore basta il racconto in sé, la strada che congiunge l’inizio alla fine. Ma per farci sentire in sintonia con Psiche ci vuole qualcosa in più. E c’è. È la sua condizione di essere umano qualunque, certo è bellissima, ma non è più che un essere umano normale che deve però affrontare lunghe traversie tra divinità e mostri. E’ innamorata di un Dio che non le è concesso di vedere ma non può certo fare a meno di chiedersi se il suo corpo e la sua passione vengano donati tutte le notti ad un essere divino o a un mostro. Che poi è la domanda che chiunque di noi si è fatto, svegliandoci una notte e osservando la persona amata che ci dorme accanto, ci siamo chiesti: chi è questo essere umano cui sto concedendo le mie giornate, il mio amore, il mio futuro? È l’essere speciale che mi sembra di aver intuito o è un mostro che mi sembra di temere?
Psiche prova a resistere alla curiosità, ma invano. Così alla fine scioglierà il dubbio e per lei la differenza tra il divino Amore e il serpente mostruoso sarà netta.
Invece, per quanto ci riguarda, lo scioglimento del dubbio rimane più difficile. Ma questo è proprio il motivo fondamentale per cui la favola di Amore e Psiche ci sta ancora così tanto a cuore.
Perché noi, pur sapendo che non deve guardare Amore, nel più profondo del nostro cuore speriamo che lo faccia. Così almeno lei potrà capire. Visto che a noi pare sia stato assegnato un destino diverso: e cioè che quella lampada non illuminerà mai abbastanza, non farà mai totale chiarezza, al massimo suggerirà, ma sarà sempre come stare in penombra. Non ne saremo mai sicuri. Per questo motivo siamo così appassionati e complici di Psiche: perché lei chiarisce una volta per tutte ciò che a noi forse non sarà mai chiaro in modo definitivo.
Questo è il punto fondamentale in cui la favola di Amore e Psiche e il mondo attuale comunicano ininterrottamente.
Il mondo di oggi, forse ancor più che quello in cui ‘vive’ Psiche, è composto da divinità da una parte e da mostri dall’altra. Molti esseri umani sono alla fanatica ricerca dell’identificazione con la divinità, che è un modo per diventare divinità essi stessi, e qualcuno, se non ci riesce, dà la sua disponibilità a trasformarsi in mostro. Sono dunque disposti a tutto pur di non limitarsi a restare essere umani. Così procedendo, i due estremi si confondono, e confondono chi rimane in mezzo, frastornato: l’essere umano normale. Così in mezzo ci ritroviamo noi, confusi esseri umani che giriamo come degli inabili Psiche sempre con la lanterna accesa, ma il nostro problema è che non si vede poi tanto la differenza tra la bellezza di Amore e le mostruose spire del serpente. La società ha costruito un mito doppio, lasciando a noi il difficile compito di portarvi un po' di luce.
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