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Non intendea fare troppe domande, nel nome di un certo timore. Era come se ipotizzasse di avere ragione, come se avesse individuato un involucro scuro senza conoscerne il contenuto, ed era proprio la verità a spaverntarlo, a disturbarlo più del dubbio. La verità è definitiva, pensava, specie se ci sono di mezzo dei fatti, degli accadimenti. Ci sono verità identiche ad oggetti, che hanno nomi e geometrie, che si possono esclusivamente accettare, subire o dimenticare, mentre i dubbi no, si possono mettere da parte, a volte ignorarli, trasformarli con gli incantesimi del pensiero, del ragionamento. Dietro la verità c'è il vuoto, e conoscerla era come precipitare da diecimila metri. |
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