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Minoredik's note

Ma perche mai scrivere di quel che esiste senza bisogno di te?
Di conseguenza che ruolo assolvono, se pure ne hanno uno, le tue storie? A chi servono? Chi ha necessità delle tue assurde fantasie su sfiancanti faccende di letto con cameriere frustrate, lettrici zitelle che vivono con il loro gatto, vicereginette di bellezza a Eilat vent'anni fa? Potresti per favore spiegarcelo tu, in breve, con parole tue, che cosa sta cercando di dire l'autore qui, in questo scritto?
Lo riempiono vergogna e mortificazione, perche guarda tutto da lontano, di sottecchi, come se tutti esistessero solo per essere usati nelle sue storie. E con questa vergogna viene anche una tristezza opprimente per l'eterna sua estraneità, perche gli è impossibile toccare ed essere toccato, perchè ha la testa da sempre e per sempre infilata dentro il vecchio sacconero della macchina fotografica.
Come la moglie di Lot: per scrivere sei costretto a guardare indietro. E con cio il tuo sguardo trasforma te e loro in statue di sale.
Scrivere di cose che esistono, tentare di imprigionare una sfumatura, un odore o un suono dentro le parole, anche questo è un po come suonare Schubert con Schubert presente


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