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Dunstan annuì e con passo malfermo si allontanò da lei. Non aveva bisogno di chiederle come facesse a conoscere il suo cognome; se n’era impossessata quando l’aveva baciato così come si era impadronita del suo cuore. |
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“Se non vuoi baciarmi (…) vuoi almeno sposarmi?” “Stavi andando piuttosto bene finché non sei arrivato all’uccisione degli orsi polari. Sia come sia, garzoncello e contadinello, io non ti bacerò; ne ti sposerò” “Baciami (…) Non c’è nulla che non farei per un tuo bacio, non c’è montagna che non scalerei, o fiume che non guaderei, o deserto che non traverserei.” “A colui che mi riporterà la pietra, il Potere di Stormhold, concederò la mia benedizione e la Signoria di Stormhold con tutti i suoi domini” L’ottantunesimo signore di Stormhold, Stardust, pag 65 (ediz. rilegata) Tristran, Stardust, pag. 50 (ediz. rilegata) |
Da 50 a 52 |
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Pensò alle labbra di Victoria, ai suoi occhi grigi e al suono della sua risata. Raddrizzò le spalle e si mise il bucaneve all’occhiello della giacca sbottonata. E, troppo ignaro per avere paura, troppo giovane per provare timore, Tristran Thorn superò i campi che già conosciamo… |
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