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“Prometto che è l'ultima volta che mi vedi. Non tornerò. Non ti costringerò mai più ad affrontare una situazione come questa. Proseguirai la tua vita senza nessuna interferenza da parte mia. Sarà come se non fossi mai esistito.”

Ero una conchiglia vuota. Come una casa sfitta dopo una sfratto, per mesi ero stata del tutto inabitabile. Il soggiorno era in corso di ristrutturazione. Ma era tutto lì: il resto non era cambiato. Lui meritava molto di più: più di un monolocale, di una residenza temporanea in rovina. E qualsiasi cosa vi avesse investito, non sarebbe mai riuscito a rendermi di nuovo abitabile.

Ero una conchiglia vuota. Come una casa sfitta dopo una sfratto, per mesi ero stata del tutto inabitabile. Il soggiorno era in corso di ristrutturazione. Ma era tutto lì: il resto non era cambiato. Lui meritava molto di più: più di un monolocale, di una residenza temporanea in rovina. E qualsiasi cosa vi avesse investito, non sarebbe mai riuscito a rendermi di nuovo abitabile.

Una cosa mi era chiara e la sentivo in fondo allo stomaco, al centro delle ossa, dalla punta dei capelli alla pianta dei piedi, e nel mio petto vuoto: chi ama ha il potere di distruggere.
E io ero stata distrutta, sbriciolata

E se Paride fosse stato qualcosa di più? Un amico? Il migliore amico di Giulietta? Se fosse stato l'unico a cui la giovane avesse svelato la devastante storia con Romeo?
L'unica persona che lo capisse davvero, che la facesse sentire quasi un essere umano? Se fosse stato paziente e gentile? Se si fosse preso cura di lei?
Che ne sarebbe stato, se Giulietta avesse capito di non poter sopravvivere senza di lui? E se fosse stato davvero innamorato di lei, desideroso di farla felice?
E... Se Giulietta si fosse innamorata di Paride? Non come di Romeo. Niente a che vedere, certo. Ma abbastanza per desiderare che anche lui fosse felice?

Se Romeo se ne fosse andato per non tornare mai più, sarebbe importato qualcosa che ghiulietta accettasse l'offerta di Paride? [...]
Era impossibile che Romeo cambiasse idea. Ecco perchè la gente ricordava i loro nomi sempre uniti: Romeo e Giulietta. Ecco perchè era una bella storia. Giulietta si accontenta di Paride non avrebbe mai sfondato.

Si, era come se qualcuno fosse morto. Come se fossi morta io. Era stato molto peggio che perdere l'amore più vero, cosa che, da sola, era sufficiente a uccidere. Avevo perso un futuro, una famiglia, la vita che avevo scelto...

“Ti ho mentito e ti chiedo scusa... scusa per averti ferita, scusa perchè è stato un tentativo inutile. Scusa se non ti ho protetta da ciò che sono. Ho mentito perchè volevo salvarti e non ha funzionato. Scusami. Ma come hai potuto credermi? Dopo che ti ho ripetuto migliaia di volta che ti amavo, com'è stato possibile che una sola parola frantumasse la tua fiducia in me?”

“Mi lasci spiegare quanto sei importante per me?
"Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità...
Poi hai attraversato il cielo come una meteora, All'improvviso, tutto ha preso fuoco: c'era luce, c'era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l'orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso."
“Gli occhi si abitueranno”
“Questo è il problema: non ci riescono”

“se vuoi che sia io compiere il gesto....lo farò ma a una condizione.”
"Qualè?”
“Prima sposami”
“Okay. E' uno scherzo”
“Così mi ferisci, Bella. Ti chiedo di sposarmi e la metti sul ridere”
“Edward, per favore, sii sero”
“sono serio al cento per cento”
“E dai, ho soltanto diciotto anni”
“Bè io quasi centodieci. E' ora che metti la testa a posto.”

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