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Oh, egli intendeva così bene, come, per l'umile anima delle plebi russe, schiacciate dal lavoro e dal dolore, e soprattutto dall'ingiustizia e dai peccati quotidiani, loro propri e di tutta l'umanità, non possano esservi esigenza e consolazione maggiori che di trovare una cosa sacra, o un santo, cadergli innanzi, e adorarlo. |
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E' proprio vero che mi fa sempre questa impressione, quando mi presento alla gente, come se io fossi il più vile di tutti, e tutti mi giudicassero un buffone; e allora io mi dico: "oh, lasciatemi un po' per davvero fare il buffone, ché già non la temo l'opinione vostra, giacché tutti, dal primo all'ultimo, siete più vili di me!" |
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Mi dispiace che non posso dirvi nulla di più consolante, giacché l'amore attivo, a paragone di quello fantastico, è una cosa assai dura e austera. L'amore fantastico brama estrinsecazioni rapide, che vengano presto soddisfatte, e che attraggano gli sguardi di tutti. E così si arriva al punto che magari si darebbe la vita, purché non si andasse troppo per le lunghe, e si facesse per le spicce, come in una rappresentazione teatrale: e tutti, intanto, stessero a guardare e batter le mani. L'amore attivo, invece, è fatica e continenza, e per alcuni è addirittura, se si può dire, una scienza vera e propria. |
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"Noi", disse, "di tutti questi socialisti-anarchici, di tutti quest'atei e rivoluzionari, non abbiamo mica gran paura: li teniamo d'occhio, e le loro péste ci son note. Ma ci sono fra essi, benché rari, degl'individui eccezionali: sono quelli che credono in Dio e son cristiani, ma nello stesso tempo son socialisti. Costoro sì che li temiamo più di tutti; codesta è una gente terribile! Il socialista cristiano è più terribile del socialista senza Dio!" |
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Sopravvengono ai vecchi mentitori, i quali per tutta la vita han recitato la commedia, certi momenti in cui s'investono a tal segno della loro parte, da fremere davvero e piangere di commozione, benché perfino in quello stesso momento (o almeno non più di un secondo dopo) potrebbero mormorare a se stessi: eppure tu menti, spudorato, eppure tu reciti la commedia anche adesso... |
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- Cristo non perdonò per questa specie d'amore... - ruppe con impazienza il dolce pade Iosif. |
Queste parole le dice Fedor Pavlovic, una delle figure più meschine, a quanto sembra, del romanzo. Eppure... a tratti, come in questo punto, si potrebbe quasi pensare che abbia il ruolo del matto, del giullare che in quanto folle può permettersi di dire anche delle verità, in mezzo alle sciocchezze. Ma forse è un'interpretazione anacronistica la mia, troppo "contemporanea". |
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Alësa “gli aveva trafitto il cuore” per il fatto che “stava lì, vedeva ogni cosa e non c’era caso che lo giudicasse”. |
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