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quanto alla funzione veritativa delle parole all'inizio dovette sembrare all'umanità un immenso dono. immaginò che essa fosse il riflesso delle idee divine

il tempo acquista in questa visione una valenza straordinaria. Esso non è il luogo dove le cose accadono , ma una struttura intima delle cose, la creatura è tempo . L'uomo ha bisogno di eventi e di esperienze per interiorizzare i doni divini <<inserito in un processo evolutivo globale, accoglie la vita solo a frammenti>> [...] e il criterio fondamentale della vita deriva dalla morte

Se nella visione statica per conoscere la perfezione bisogna guardare indietro , ora per la visione dinamica occorre guardare avanti e protendersi verso il futuro

La coscienza poggia sulla complessità biologica e psichica del soggetto, ma rende il soggetto trasparente e semplice cioè senza pieghe : dalla molteplicità dell'inizio alla semplicità della fine. [...] il cosmo nel primo milione di anni era densissimo e opacoperche la luce emessa veniva assorbita immediatamente successivamente è divenuto sempre piu trasparente e luminoso

La coscienza olistica esprime l'interconnessione che esiste tra i fenomeni e gli eventi

ciò avviene per il peso dato soprattutto nella cultura occidentale alle idee, per la convinzione cioè che la verità corrisponde alle idee che ce ne facciamo. <<Il potere del pensiero astratto ci ha condotto a considerare la'mbiente naturale, la trama della vita, come se consistesse di parti separate

Oggi la chiesa è disposta ad accettare la teoria dell'evoluzione purchè si ammetta che sia "orientata" e "diretta" da Dio in almeno tre momenti. la creazione della vita, l'orientamento della evoluzione e la creazione dell'uomo o perlomeno della sua "anima" che tra l'altro è una nozione greca che non appartiene alla tradizione ebraico-cristiana, se è vero, come è vero, che i cristiani nel loro atto di fede , il Credo, dicono di non credere nell'esistenza dell'anima ma nella resurrezione dei corpi.

GALIMBERTI

"Il DNA, al contempo complesso e ingegnoso con i suoi due filamenti a doppia elica che si separano al momento della sua riproduzione cellulare... è opera di Dio. E' Dio che conduce l'evoluzione, che le da senso, è Dio che ha orientato i cambiamenti nella giusta direzione. difficile concepire questo Dio la cui azione sarebbe discontinua, episodica.."

CLAUDE ALLEGRE'

"se all'origine del mondo vi è un creatore buono come mai esistono imperfezioni e insufficienze nella dinamica della creazione e la storia umana è percorsa daun capo all' altro da violenze malattie sofferenze e dolori?" [] Le osservazioni di Morselli sono piu che giuste e l'unica risposta possibile sarebbe stata quella di negare il presupposto del problema e effermare che le sventure sono contrarie al volere di Dio accadono per l'incompiutezza della creazione , per l'incapacità attuale delle creature di accogliere completamente l'offerta vitale di Dio.

l'offerta vitale di Dio non si ferma a questa vitya terrena, l'offerta vitale trascende. Se questa vita è solo un passaggio, se il fine ultimo non è questo ma si com pie oltre la morte allora la malattia e la morte stessa non è piu un momento conclusivo, ma un passaggio. Questa scelta com porta una accettazioen a carico del singolo. Se a questa opzione si risponde no, è normale pensare che Dio sia un padrone cattivo che ci vuole punire. Se non si accetta la vita oltre la morte questa vita è l'unica che abbiamo.

"in conclusiamo siamo autorizzati a definire sacrileghie blasfemi tutti quelli che ci vengono a dire che dobbiamo riconoscere la mano di Dio nelle sofferenze nelle sventure che incontriamo, che sarebbero mezzidi cui si vale per ottenere uno scopo buono finale. Quanti parlano cosi sono nemici di Dio e della fede e attribuiscono alla divinità un modo di procedere di cui loro stessi si vergognerebbero". Sarebbe veramente imperdonabile il silenzio dei teologi se esso fosse una ragioend el suicidio

di morselli

o Dio è amore e allora è impotente perche permette il male, o Dio è onnipotente, e allora è malvagio. Onnipotenza e infinita bontà, delle due l'una.

da fare

in prospettiva dinamica il dolore appare come l'unico modo per raccogliere l'eredita trasmessa dal passato e trasmetterla al futuro

da un'antropologia statica si passa ad una diamico. L'uomo non è ancora se stesso, l'umanità non ha ancora espresso tutte le sue perfezioni

in ogni caso, altro è conservare il termine anima per esprimere la continuità della vita personale, altro è invece usare il modello antropologico dualista che appare insignificante e dannoso dal punto di vista pastorale. La categoria anima dovrebbe essere usata solo per designare la realtà umana nella sua forma definitiva. L'uomo come nasce natura e diventa persona, così nasce materia e diventa spirito (anima). La dualità non esiste tra componenti diverse della persona umana , ma tra l'attuale condizione e il destino ultimo verso cui essa tende. Essenziale è l'affermazione della trascendenza umana, lo sviluppo della dimensione spirituale attraverso la quale la persona perviene alla statura che in Cristo è stata indicata come misura per tutti coloro che sono stati chiamati figli. << Il soggetto umano [...] comincia a resuscitare gia adesso sulla terra con un'esistenza di fede e di carità. Al termine della sua vita terrena passa ad una esistenza ancora piu alta dando la sua adesione definitiva a Dio senza piu paura di perderlo

ad un certo momento l'offerta è cosi ricca e densa da concedere la possibilità di rifiutare il dono successivo. Comincia così il cammino della libertà. Anch'essa ci viene offerta dagli altri: nessuno di noi infatti nasce libero, nè lo diventa se non è amato
[...] la liberta non comincia mai come capacita autonoma di fare il bene ma come possibilità di rifiutare il dono che ci viene fatto.

la condizione evolutiva delle cose implica prima di tutto la loro insufficienza e l'incompiutezza delle situazioni storiche. Nessuna realta creata puo essere ritenuta compiuta perfetta ed assoluta, perche traduce la condizione di processo e quindi l'inadeguatezza in cui si trova.

questo significa che tutte le circostanze della vita debbono essere affrontate come passaggio ad un a nuova modalità di esistenza. Concretamente ciò vuol dire che pensieri, effetti, o stati d'animo non possono mai essere considerati assoluti: non c'è amore che non contenga odio, non c'è tenerezza che escluda interamente la violenza, non c'è generosità che non esprima interesse, non esiste affermazione che non sia priva di errore, nè atto libero che non abbia coazione.

cazzo lo dicevo io!

dal punto di vista psicologico imparare a vivere la precarietà significa affrontare le situazioni consapevoli delle loro insufficienza, della loro inadeguatezza, e della loro tensione verso traguardi ulteriori. Il che deve necessariamente condurre aun distacco dai propri stati d'animo, a una valutazione relativa degli affetti, alla capacità di vivere a distanza dalle cose e dalle persone. Ritenere una situazione assoluta quando non lo è fa cadere nella idolatria e prima o poi conduce alla delusione della insufficienza , all'esperienza del vuoto

no, e sti cazzi.
imparare a vivere ogni sitazione come provvisoria

la vicinanza della morte può avere di fatto due volti: molto diversi: o è consapevolezza di un compimento, gioiosa attesa della fine e benedizione, o è stanchezza per delusione esconforto ed è maledizione

e vaffanculo gioiosa attesa

la morte non è un incidente, ma il traguardo ultimo di ogni impresa vitale, ed è quindi il criterio supremo della vita: noi siamo in questa fase della vita per diventare capaci di uscirne. [] importante perciò è sapere cosa la morte chiederà ad ogni uomo, perhce egli sappia viverla.

Tu credi che esista un solo Dio? E' giusto, ma anche i demoni ci credono, eppure tremano di paura

gc 2 19

non ci deve essere divisione tra la vita quotidiana e quella religiosa perchè sarebbe una pericolosa schizofrenia

La prima fase della vita è caratterizzata dal criterio istintivo delle scelte operative riconducibili ai tre principi: potere possesso e piacere , la fase matura della vita è caratterizzato dalle scelte operative ispirate al bene al vero e al giusto

finche non si accetta la condizione di creatura e la precarietà che la caratterizza si resta nella sfera del narcisismo, e nel clima della onnipotenz a che caratterizza la prima fase dell'esistenza

"dove è il tuo tesoro, li sarà anche il tuo cuore" (Lc 12,34) o si è servi di Dio e si diventa vivi o si è schiavi delle cose e si perde la vita. Quando ci è chiesta la vita, non possiamo offrire cose. La vità può essere offerta solo da coloro che non l'hanno affidata agli idoli.

luca...

Il dono di Dio non può emergere nella storia se non attraverso l'azione amorosa degli uomini

Quando l'uomo prende coscienza di essere creatura avverte che il suo amore è sollecitato da un Bene sommo, che la sua ricerca è stimolata da una Verità inesauribile, che la sua esigenza di euità è suscitata da una Giustizia rigorosa, [] egli non sa cosa l'attenda ma è ormai certo dell'amore di chi lo ama

Esistenza teologale
Per il cristiano la santità non consiste nell'osservanza delle norme o nella ricerca di una perfezione morale, ma nel tenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo per imitarne la fede. La vita cristiana è consapevole rapporto con Dio come figli suoi, è esistenza teologale o non è.

Le ragioni e le speranze del cristiano
Per il cristiano lo scopo di ogni esperienza storica è la venuta del Regno, o la crescita dei figli di Dio. La finalità dell'economia non è la moltiplicazione dei beni bensì la crescita delle persone fino alla loro identità definitiva. []. Già il Concilio Vaticano II aveva ricordato che "l'uomo quando lavora non soltanto modifica le cose e la società ma anche perfeziona se stesso. Apprende molte cose, sviluppa le sue facoltà, è portato a uscire da sè e superarsi." [] Il criterio cristiano con cui valutare i risultati o le carenze della globalizzazione è la koinonìa, o comunione. [] Molte svolte della creazione e della storia sono accadute quando tutte le condizioni sembravano impedirle. [] Per chi crede in Dio la ragione di queste risorse risiede nella forza della Vita che contiene perfezioni molto più profonde [] per questo egli è convinto che nessuna situazione storica è definitiva. [] d'altra parte è convinto che il processo storico è retto dalla legge dell'incarnazione, secondo la quale le forse della Vita si comunicano alle creature solo in forma creata e quindi solo attraverso gesti di creature , limitati e imperfetti, ma necessari. []
I criteri da assumere per valutare la situazione e decidere il da farsi è offerto dagli ultimi e dai piu poveri della società. Le loro esigenze e le loro necessità indicano le scelte da compiere

Spiritualità comunitaria
Più una persona si apre a gli altri e alla comunione, più identifica se stessa, più unifica se stessa (monosis) [] In prospettiva incarnazionista sappiamo che in ogni rapporto ci perviene un frammento della nostra identità di figli di Dio e noi offriamo a nostra volta un dono di vita agli altri. Ciò che si esprime è più grande della realtà che appare: un mistero si compie.
La forza o la tensione di una comunità non è la somma delle tensioni dei singoli (cosi come la portata del cavo di acciaio supera la somma delle portate dei singoli fili che compongono il cavo) perche lo spazio o l'ambito di espressione dell' agape si moltiplica

L'obbedienza della fede
Obbedienza vuol dire ascolto.[] la domanda giusta da porsi in questo cammino non è "E' questa la volontà di Dio per me?" ma "come posso in questa situazione compiere la volontà di Dio?" [] Chi fa i voti in una struttura religiosa non si impegna a ritenere che ciò che hanno deciso i superiori l'ha voluto Dio bensi a compiere in tutte le circostanze, anche in quelle in cui sembra non ci sia giustizia, il volere di Dio []. L'obbedienza è l'esercizio della fede.

sarò all'altezza della mia morte? 246

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