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"I genitori sanno sempre piu cose dei propri figli e i figli sono sempre più intelligenti dei loro genitori" "A parte quando i figli sono ritardati mentali" avevo precisato io. E lui su di questo non aveva avuto niente da ridire.

La distanza che si era incuneata tra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi a che cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero?Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato.

un tronco cavo. prima o poi qualcosa resterà.

Solo qualcuno che non è mai stato un animale può mettere un cartello che dice di non dare loro da mangiare. [...]
eravamo decisi a ignorare qualunque cosa andasse ignorata, decisi a costruire un nuovo mondo dal nulla, se nulla si poteva salvare nel nostro mondo

prima o poi qualcosa resterà dentro.

Pensai alla mia vita, ai disagi, alle piccole coincidenze, all'ombra delle sveglie sui comodini [...]
Avevo perso l'unica persona con cui avrei potuto vivere la mia unica vita, mi ero lascaito dietro mille tonnellate di marmo da cui avrei potuto ricavare sculture, ricavare me stesso dal marmo di me stesso [...] che macello che sono, pensai, come sono stupido, stupido e meschino, e inutile, misero e patetico, come sono disperato

il corsivo è mio

La gente crede che abbattano gli alberi per costruire dighe. In realtà è perchè non smettono mai di crescergli i denti, e se non se li limano continuamente tagliando il legno di tutti quegli alberi, i denti comincerebbero a crescergli dentro il muso e morirebbero. Il mio cervello era uguale.

ma parla di me??

Anche se avevo abbassato il volume perchè la voce di papà non svegliasse la mamma lui riempiva comunque la stanza come la può riempire una luce anche quando è debole

"Nella situazione della nonna una persona può sentirsi un pò sola, che dici?" Le avevo risposto: " una persona può sentirsi un pò sola nella situazione di chiunque"

Quel segreto era il buco al centro di me stesso dove cadeva ogni felicità

Mi fece abbassare il mento. Mi fece alzare il palmo delle mani. La sua attenzione riempì il buco al centro di me stessa.

<<Quale problema?>> <<Il problema che siamo relativamente insignificanti>> Lui mi ha detto <<Mah.. cosa succederebbe se un aereo ti lasciasse al centro del deserto del Sahara, e tu raccolgliessi un singolo granello di sabbia con le pinzette e lo spostassi di un millimetro?>> Io ho risposto <<Probabilmente morirei disidratato>> E lui <<no intendo solo in quel momento quando sposti il granello. Cosa vorrebbe dire?>> <<Non lo s, cosa?>> Lui mi ha detto <<Pensaci>> Ci ho pensato <<Credo ceh avrei spostato un granello di sabbia>><<E questo significherebbe che...?>><<Il fatto che ho spostato un granello di sabbia?>><<Significherebbe che hai cambiato il Sahara!>><<E allora?>><<allora? Allora il Sahara è un grade deserto. Ed esiste da milioni di anni e tu lo avresti cambiato!>>

e le chiesi se le piaceva fare sport e lei mi chiese se mi piaceva giocare a scacchi, io le chiesi se le piacevano gli alberi caduti e lei andò a casa con suo padre, il centro di me la seguì ma rimasi da solo con il mio guscio, avevo bisogno di rivederla e non riuscivo a spiegarmi quel bisogno e per questo era un bisogno così bello, non c'era niente di male a non capire se stessi.

finito un libro cercava di regalarlo a qualcuno che lo potesse amare e se non lo trovava lo seppelliva

avrei voluto chiamarla ma senza che sentisse la mia voce

avrei voluto piangere ma non ho pianto, probabilmente avrei dovuto farlo, annegare lei e me dentro la stanza, porre fine alle nostre sofferenze; ci avrebbero trovato a galla a faccia in giù in duemila pagine bianche, seppelliti sotto il sale delle mie lacrime avaporate, ho ricordato solo allora e troppo troppo tardi di avere tolto il nastro dalla amcchina molti anni prima, era stao un gesto di vendetta contro la macchina da scrivere e me stesso, ne avevo fatto un lungo nastro srotolando il negativo che aveva impresso
. Ma peggio - non si può dire, scrivilo! - mi sono reso conto che tua madre non vedeva quel vuoto, non vedeva niente. Sapevo che aveva dei disturbi, l'avevo sentita dire <<i miei occhi sono guasti>> ma avevo creduto che si trattasse di un modo per tenersi aggrappata a me. perche chiedeva tutti quei giornali e riviste se non poteva nemmeno vederli? Aveva sempre qualcosa da leggere davanti a se per non dover guardare nient'altro? Con tutte le parole che le avevo detto in tanti anni non le avevo mai detto proprio niente? <<Magnifico>> le ho detto, stropicciandole la spalla in un modo speciale che abbiamo tra noi due, << è magnifico>> <<Continua>> mi ha detto. <<Dimmi cosa ne pensi>>. Io le ho preso la mano e me la sono appoggiata su una guancia, ho chinato la faccia verso la spalla, che nel contesto in cui lei credeva svolgersi il nostro colloqui significava : <<Non posso leggerlo qui, ora. Me lo porterò in camera da letto, lo leggerò pian piano, con attenzione, come merita la storia della tua vita>>. Ma in quello che io sapevo essere il contesto del nostro colloquio, significava: <<Ti sono venuto meno>>

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