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Che cosa sono io? mi chiedo. Questo? No, sono quello. Specialmente ora che ho abbandonato la stanza e la gente che parla, e le lastre di pietra rimbombano sotto miei passisolitari, e vedo la luna che sorge sublime, indifferente, sull'antica cappella - ora diventa chiaro che io né uno né semplice, ma molti e complesso. In pubblico Bernard trabocca da vita, in privato è tutto un segreto. Questo non lo capiscono, anche se non c'è dubbio che adesso staranno parlando di me e diranno che sono sfuggente, evasivo. Non capiscono che devo attraversare differenti strati, devo calcolare le entrate e le uscite di parecchi uomini che alternativamente recitano la parte di Bernard. Sono sensibile alle circostanze in modo anormale. Non riesco a leggere un libro in treno senza chiedermi, quello sarà un costruttore? Sarà infelice? |
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