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La signorina Jenkyns portava una sciarpa al collo e una piccola cuffia simile al berretto di un fantino; aveva l'aspetto di una donna volitiva in tutto e per tutto, anche se avrebbe disprezzato le idee di oggi sulla parità tra uomo e donna. Parità, figuriamoci!, sapeva benissimo che le donne erano superiori.

Quand'ebbe finito, se la mise e ci guardò in cerca di approvazione - l'ammirazione, la disprezzava. Ero profondamente addolorata, ma , per uno di quei bizzarri pensieri che ci colpiscono inaspettatamente nei momenti di maggior sofferenza, non appena vidi la cuffia, mi venne in mente un elmetto; e con quell'ibrido copricapo, mezzo elmetto e mezzo berretto da fantino, la signorina Jenkyns partecipò al funerale del signor Brown; e son sicura che sostenne Jessie con un'inestimabile fermezza, tenera e indulgente, e che le permise di sfogare il suo pianto accorato prima di tornare a casa.

Come osservò Pole, "Dato che a Cranford quasi tutte le signore di buona famiglia sono signorine anziane o vedove senza figli, se non ci moderiamo un po' e diventiamo meno esclusive, fra poco non ci sarà più nessuno"

Se le teste erano sepolte dentro eleganti cuffie nuove, le signore erano come struzzi e non si curavano di ciò che avveniva dei loro corpi. Vecchi abiti, venerabili colletti bianchi, un numero imprecisato di spille, sopra, sotto e da ogni parte (alcune con occhi di cane dipinti; altre che sembrano cornicette contenente mausolei e salici accuratamente realizzati con i capelli; altre ancora con miniature di dame e gentiluomini che emergevano sorridendo con dolcezza da nidi di rigida mussola).

Dopo qualche minuto il tè fu servito. Molto fine era la porcellana, molto antiche le stoviglie, molto sottili le fettine di pane imburrato e molto piccole le zollette di zucchero. Evidentemente era sullo zucchero che la sgnora prediligeva risparmiare. Ho i miei dubbi che le minute mollette di filigrana, un po' a forma di forbici, si potessero aprire abbastanza da tirare su un onesto, volgare, normale pezzo di zucchero; [...]

[...]; e quanto all'astronomia, in una nostra conversazione privata e confidenziale, mi aveva confessato di non riuscire a credere che la terra fosse in continuo movimento; e non ci avrebbe creduto neanche riuscendoci, disse, talmente si sentiva stanca e stordita dalle vertigini tutte le volte che ci pensava.

No! Non vi era nulla che potesse insegnare alle bambine di Cranford; a meno che non fossero allieve perspicaci e pronte a imitare la sua pazienza, umiltà, dolcezza, la sua quiete accettazione della propria impotenza.

Faceva davvero piacere notare come il suo altruismo e il suo semplice senso di giustizia suscitassero gli stessi sentimenti negli altri. Non pensava mai che qualcuno potesse imbrogliarla, perchè le avrebbe dato una gran pena farlo lei. [...] La gente si sarebbe vergognata di approfittare della sua buona fede come di approfittare di quella di un bambino. Però mio padre dice: "Quest'ingenuità può andar bene a Cranford, ma non funzionerebbe nel mondo".

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