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A proposito, mi sono dimenticato di dirti che mi sono offeso quando hai scritto di aver pensato che potessi averti scambiata per un'altra, quella sera. E mi ha offeso ancora di più che tu abbia fatto tanta fatica a decidere se preferivi che mi fossi sbagliato oppure no. |
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"Ti sei presentato come "uno sconosciuto" ma uno sconosciuto non potrebbe scrivermi in questo modo..." |
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Mi ha alquanto sorpreso che tu ti sia tanto arrabbiata per l'innocente proposta, la settimana scorsa, di chiamare i tuoi cari con dei nomi fittizzi. Hanno dei nomi veri (lo so) e non hai intenzione di inventargliene di nuovi per me (certamente). |
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"Che strano ti scrivo improvvisamente, come se già da vent'anni mi fossi abituata a stare in cucina, di notte, a chiacchierare con te." |
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Ma ti interessa ancora continuare la storia, dopo che mi sono descritto? Dì la verità: se proprio devi complicarti la vita con un assurdo legame romantico, non sarebbe meglio un cervo come si deve? |
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Basta, basta. A ogni mia parola mi umilio ancora di più. Per favore, prendi un foglio di carta e scrivi: sì o no. Non ho la forza ora per una lettera di spiegazioni dettagliata. Scrivi: mi dispiace, ho provato ad abituarmi a te, ci ho provato sul serio, ma non sono riuscita a superare i tuoi tumulti, i tuoi illusionismi. |
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Bum! P.s: Non credevo che avresti osato tanto. |
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Ed è stato stupendo sentire il tuo tono di meraviglia quando dici di essere felice ultimamente. E' la prima volta che questa parola compare nelle tue lettere. L'ho subito mandata ad analizzare in laboratorio e mi hanno confermato che si tratta proprio di felicità (sto solo cercando di capire come mai la tua felicità mi appaia ancora tanto triste). Ma oggi questa parola ha degli effetti anche su di me. Un'effervescienza interiore, non so. Forse perchè sono finalmente riuscito a rallegrarti? |
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O forse fai fatica ad accettare il fatto che non ti ho mai proposto un'avventura secondo lo stereotipo, nemmeno, vorrai scusarmi, una scopata. Forse è stato questo ad offendere la bambina-modello, la reginetta buona della classe che non si è mai lasciata andare, impedendo così che la sua fiamma divampasse. |
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Per aiutarci l'un l'altro ad essere tutto quello e tutti coloro che siamo. |
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No, domani cadrà la pioggia e cancellerà tutto, mentre ora questa cosa sale e mi sommerge. |
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Mi sono sempre considerato un bambino difficile, complicato e cattivo, come tutti dicevano con un sospiro profondo, affermando una verità incresciosa con la quale occorreva, in qualche modo, convivere. Un bambino un pò anomalo, certo non quello che i suoi genitori avevano sperato. Un bambino che ogni giorno doveva mostrarsi comprensivo con loro, costretti a crescere una creatura tanto strana di cui vergognarsi... |
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L'importante è che il mio nome ti illumini.... Mi ci sono voluti mesi per scoprire i fili invisibili del tuo umorismo. Un umorismo particolare, che si intrufola nelle tue lettere come fischiettando e con le mani in tasca..... |
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Ehi Myriam.... |
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Se un giorno dovessimo fare l'amore, lo faremo piano come nel sonno. Vedo noi due come due feti che si cercano con movimenti lenti, a occhi chiusi. |
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Di nuovo notte. |
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Ancora notte. Non trovo requie. Scrivo al buio raggomitolato su me stesso, circondato dall'incessante mormorio delle tue parole, dei tuoi pensieri, dei tuoi ricordi che mi giungono da luoghi e tempi diversi. |
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...una semplice riflessione, un pizzico di filosofia spicciola. Spalancherai una finestra. Essendo tu ad aprirla, il panorama cambierà. Sparirà la sala giochi qui sotto, spariranno i fili del bucato con gli asciugamani e le lenzuola lise. I bidoni dell'immondizia, i tubi, i ratti che corrono laggiù. Persino l'odore di lisoformio sparirà.... |
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Guardami, Myriam, mi diverto a fantasticare. E sto un pò meglio. Non capisco come. Anche solo immaginare il tuo modo di parlare mi calma. E mi rende felice. Mi scorre nel corpo come una medicina, facendoti gorgogliare dentro di me. Non smettere. Non smettere di essere. |
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Scrivo te da quel punto nella mente. Mi concentro con tutte le mie forze su quel punto e tu sgorghi da lì. Come se ci fossero parole riservate ad una sola donna e non ad altre. |
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Se si fosse voltata mi avrebbe visto nella mia nudità, immerso fino al collo nella palude della mia infamia, la più fetida che ci sia. |
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Macchè dormire, chi vuole dormire? Non si viene a dormire qui, in questo tempo dell'eiaculazione. |
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Come conati di vomito, mi tornano in mente alcune delle cose che ti ho scritto in questi mesi, parole buttate giù quasi senza pensarci, ingenuamente, di getto, volgari e stupide. Con la crudeltà di un bambino che soffoca un uccellino.... Myriam, se provi ancora qualcosa per me, l'ombra di un sentimento, aiutami, non desistere. Ora sii per me il coltello. |
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Ho detto: "Nu, non va", e tu hai risposto: "Non importa, non uscire però, non adesso". |
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"Ti irrita il fatto che io penetri nei tuoi pensieri?" |
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"Vieni mio diletto, giaci dentro di me" |
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Cosa augurarti? A dire il vero, dovrei augurarti te stessa, perchè tu sei il regalo più prezioso, più raro a cui possa pensare. Vorrei essere più coraggioso, per te. |
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...ricomporre il viso con dei racconti.... Non ho più fiato ma l'ho detto, vero? L'ho fatto. |
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Se qualcuno mi irritava sul lavoro o per strada, pensavo a te, ripetevo il tuo nome e mi calmavo. Ma non ho mai incontrato una persona alla quale abbia desiderato affidare la mia anima. Non hai idea di quanto odio i libri in questo momento. Com'è che nessuno di loro, fra le migliaia che mi circondano può aiutarmi? E che nessuno di loro racconti la nostra storia? E che nessuno di loro abbia mai dato quello che mi hanno dato le tue lettere? |
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.....svelare a una persona qualcosa che non sa di se stessa è un grande dono d'amore.. Il più grande. |
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Non ricordo l'ultima volta che ho scritto a lume di candela. Di colpo cambia tutto. Viene voglia di scrivere altre parole, con una penna d'oca. |
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Negli ultimi giorni non riesco più a bere il caffè, chissà perchè. Forse perchè sei tu la mia caffeina. |
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"Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso." |
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Un pensiero che non mi abbandona mai: dove mi soprenderà la prima pioggia della stagione? A casa? Per strada? In classe, durante una lezione? E in che parte del corpo mi colpirà la prima goccia? Di notte l'orecchio è teso a cogliere ogni più piccolo rumore. Ma ci sono anche altre possibilità: rifiutare questa tortura. Non collaborare. Smettere di tormentare la ferita di questa attesa. Un altro giorno. Non ci sei. Non smetto di guardare il cielo. Come sei riuscito a trasformare il mondo intero in un'enorme morsa che, a poco a poco, si stringe intorno a me? Basta, basta, basta! |
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Mattino. Non ho scritto per due giorni. Provo un senso di sollievo incomprensibile. Tocco l'acqua gelida con la punta del piede: è sopportabile... Leggere le righe che ho appena scritto. E' sopportabile. |
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Cosa succede ora? Succede che Y. si è trasformato nel mio coltello. |
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Sento dei passi all'esterno, salgono le scale verso la veranda. Yair, se mi rimane un altro desiderio voglio, chiedo, che tutte quelle migliaia di parole diventino corpo. Con amore, |
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Ho pensato: alla fine, come all'inizio, ci incontriamo nell'acqua, in una storia che lui ha scritto per noi. |
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