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"In una società ricca, la gente non è costretta a lavorare manualmente e si dedica all'attività intellettuale. Aumentano le università e aumentano gli studenti. Per potersi laureare, bisogna trovare argomenti per la tesi di laurea. Gli argomenti sono una quantità infinita perchè è possibile scrivere tesi su ogni cosa al mondo. Risme su risme di fogli scritti si accumulano negli archivi, che sono più tristi dei cimiteri, perchè non ci entra nessuno nemmeno il giorno dei morti. La cultura scompare nell' abbondanza della sovrapproduzione, nella valanga dei segni, nella follia della quantità. Ecco perchè ti dico che un libro vietato nel tuo vecchio paese significa infinitamente di più dei miliardi di parole vomitati dalle nostre università"

Chi pensa che i regimi comunisti dell' Europa Centrale siano esclusivamente opera di criminali, si lascia sfuggire una verità fondamentale: i regimi criminali non furono creati da criminali ma da entusiasi, convinti di aver scoperto l'unica strada per il paradiso. Essi difesero con coraggio quella strada, giustiziando per questo molte persone. In seguito, fu chiaro che il paradiso non esisteva e che gli entusiasti erano quindi degli assassini. Allora tutti cominciarono a inveire contro i comunisti: Siete responsabili delle sventure del paese (è impoverito e ridotto in rovina), della perdita della sua indipendenza (è caduto in mano alla Russia), degli assassinii giudiziari! Coloro che venivano accusati rispondevano: Noi non sapevamo! Siamo stati ingannati! Noi ci credevamo! Nel profondo del cuore siamo innocenti! La discussione si riduceva a questa domanda: Davvero loro non sapevano? Oppure facevano solo finta di non aver saputo nulla? Tomas seguiva la discussione e si diceva che tra i comunisti c'era sicuramente chi non era del tutto all'oscuro (dovevano pur sempre aver sentito parlare degli orrori che erano stati commessi e che venivano ancora commessi nella Russia postrivoluzionaria). Ma era probabile che la maggior parte di loro non ne sapesse davvero nulla. E si disse che la questione fondamentale non era: Sapevano o non sapevano? bensì: Si è innocenti solo per il fatto che non si sa? Un imbecille seduto sul treno è sollevato da ogni responsabilità solo per il fatto che è un imbecille? Ammettiamo pure che un procuratore ceco che all'inizio degli Anni Cinquanta chiedeva la pena di morte per un innocente sia stato ingannato dalla polizia segreta russa e dal proprio governo. Ma ora che sappiamo tutti che le accuse erano assurde e i giustiziati innocenti, com'è possibile che quello stesso procuratore difenda la purezza della propria anima e si batta il petto: La mia coscienza è senza macchia, io non sapevo, io ci credevo. La sua irrimediabile colpa non risiede proprio in quel suo "Io non sapevo!Io ci credevo!"? Fu allora che a Tomas tornò in mente la storia di Edipo: Edipo non sapeva di dormire con la propria madre ma, quando capì ciò che era accaduto, non si sentì innocente. Non potè sopportare la vista delle sventure che aveva causato con la propria ignoranza, si cavò gli occhi e cieco partì da Tebe.

Chi è rimasto della gente che moriva in Cambogia?
Una grande foto di un'attrice americana che tiene in braccio un bambino di razza gialla.
Che è rimasto di Tomas?
Una scritta: Voleva il Regno di Dio sulla terra.
Che è rimasto di Beethoven?
Un uomo aggrottato con una chioma inverosimile che pronuncia con voce cupa "Es muss sein!"
Che è rimasto di Franz?
Una scritta: Dopo lungo errare, il ritorno.
E così di seguito. Prima di essere dimenticati, verremo trasformati in Kitsch. Il Kitsch è la stazione di passaggio tra l'essere e l'oblio.

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