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L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale-non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo-prima o poi faremo ritorno.

Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell'anima, di abbandonarsi all'immaginazione, alla bellezza e al mistero dell'invenzione letteraria.

Se si vuole davvero possedere una donna bisogna imparare a pensare come lei. Tutto il resto, il morbido involucro che ti fa perdere la ragione e l'onore, viene di conseguenza.

Immaginai Julián Carax alla mia età, con quel ritratto tra le mani, all'ombra dello stesso albero sotto cui mi trovavo io. Mi sembrava quasi di vederlo, sorridente e sicuro di sé, con lo sguardo rivolto verso un futuro promettente, grande come quel viale. Per un attimo pensai che lì gli unici fantasmi erano quelli dell'assenza e della perdita, e che quella luce che mi sorrideva era effimera.
Ci sarebbe stata solo per qualche secondo, finché il mio sguardo avesse potuto coglierla.

"Non cattiva" replicò Firmín. "Idiota. E' ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L'idiota invece non si sofferma a ragionare, obbidisce all'istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione [...]

"Qualcuno ha detto che nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già una risposta."
[...]
"...a volte è più facile confidarsi con un estraneo. Chissà perché."
Scrollai le spalle.
"Forse perché un estraneo ci vede come siamo realmente, e non come vogliamo far credere di essere."

Il denaro è un virus: dopo aver corrotto l'anima di chi lo possiede, va in cerca di nuove vittime da contagiare. Ecco perché un cognome dura meno di un confetto.

"Bea non è un trofeo."
"No, è una benedizione" disse Fermín. "Mi ascolti, Daniel. In genere il destino si apposta dietro l'angolo, come un borsaiolo, una prostituta o un venditore di biglietti della lotteria, le sue incarnazioni più frequenti. Ma non fa mai visite a domicilio. Bisogna andare a cercarlo."

"Scrivi" gli disse.
"Appena arrivo ti scriverò" rispose Julián.
"No, non a me. Scrivi dei libri. Scrivili per me. Per Penélope."
Julián annuì, e solo allora comprese quanto gli sarebbe mancato l'amico.
"E conserva i tuoi sogni" disse Miquel. "Non puoi sapere quando ne avrai bisogno."
"Sempre" sussurrò Julián, ma il ruggito del treno soffocò le sue parole.

[...] La morte fa emergere il nostro lato più sensibile. Davanti a un feretro, ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.

[...] Alcune persone le si ricorda, altre le si sogna.
Per me, Nuria Monfort aveva la qualità di un miraggio: non dubitavo che esistesse ma avevo l'impressione che potesse svanire da un momento all'altro.

Le guerre negano la memoria dissuadendoci dall'indagare sulle loro radici, finché non si è spenta la voce di chi può raccontarle.
Allora ritornano, con un altro nome e un altro volto, a distruggere quel poco che avevano risparmiato.

Una volta Julián ha scritto che le coincidenze sono le cicatrici del destino. Le coincidenze non esistono, Daniel: siamo solo marionette mosse dalla nostra incoscienza. [...] Gli esseri umani sono disposti a credere a qualunque cosa tranne che alla verità.

[...] leggere è un'arte in via d'estinzione e i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.

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