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Spunti di lettura:
- Alla ricerda del tempo perduto, Marcel Proust
- Anna Karenina, Lev Tolstoj

Lavalliere

Cravatta a fiocco

Incunabolo

documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e anno 1500 incluso. Es Bibbia

Quando già dal timbro di voce capite che un ricco si sta rivolgendo solo a sé stesso e non immagina neppure che possiate comprenderlo, sebbene tecnicamente le sue parole siano destinate a voi, allora state veramente toccando il fondo della scala sociale.

Come è possibili fare una cosa senza capirla? Forse questo tipo di frasi non richiede un'elaborazione razionale, e come quegli stimoli che percorrono un arco nel midollo spinale e innescano il riflesso senza sollecitare il cervello, probabilmente l'ingiuzione a oliare è soltanto una sollecitazione meccanica che mette in moto le membra senza il concorso della mente.

Questa è una riflessione che mi verrebbe da dire tante volte nel corso della giornata...

Al primo piano: de Broglie
Al secondo piano: Meurisse e Rosen
Al terzo piano: Saint-Nice e Badoise
Al quarto piano: Arthens
Al quinto piano: Josse
Al sesto piano: Pallières

Inquilini e protagonisti di rue de Grenelle, 7:
- Pallières: erede di antica dinastia industriale
- Pierre Arthens: critico gastronomico
- Paloma: dodicenne geniale e brillante, figlia di un ministro
- Renée: la portiera
- Bernard Grelier: uomo con poche capacità intelletive e marito di Violette, governante degli Arthens
- Neptune: simpatico cocker dei Badoise

deretano

natiche...non si finisce mai di imparare!

umore faceto

umore scherzoso

Allora, come la mettiamo? E' questo il movimento del mondo? Un infinito sfasamento che rovina per sempre la possibilità della perfezione? Per una buona mezz'ora sono stata di pessimo umore. Poi all'improvviso mi sono chiesta: ma perchè volevo che la raggiungessi a tutti i costi? Perchè si sta così male quando il movimento non è sincrono? Non è molto difficile da capire: tutte queste cose che passano, che ci sfuggono per un'inezia e che perdiamo per l'eternità...Tutte le parole che avremmo dovuto dire, i gesti che avremmo dovuto fare, i kairòs folgoranti che un giorno sono apparsi ma che non abbiamo saputo cogliere, e che sono sprofondati per sempre nel nulla...

Sono dunque così abituata all'eterno ritorno dell'identico che la prospettiva di un cambiamento ancora ipotetico, che mi immerge nel fluire del tempo, mi riporta alla sua corsa?

Non ho mai attribuito ai poveri grandezza d'animo solo perchè sono poveri o in virtù delle ingiustizie della vita. Ma almeno li credeco uniti nell'odio verso i grandi proprietari.

Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell'oggi per non pensare al domani...in realtà temiamo il domani solo perchè non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capace di farlo domani, e rimaniamo fregati perchè domani finisce per diventare oggi. Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avete sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.

Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.

Ecco quindi il mio pensiero del giorno: per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre.

Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora + grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire.

Ma se nel nostro universo esiste la possibilità di diventare quello che ancora non siamo...saprò coglierla e trasformare la mia vita in un giardino da quello dei mie padri?

L'Arte è l'emozione senza il desiderio.

Sì, lasciamo questo mondo dove ciò che si muove svela le cose brutte.

Forse l'amo re materno è questo, l'intuizione nel bel mezzo del disastro, quella scintilla di empatia che alberga nell'uomo anche quando è ridotto a vivere come una bestia.

<<Non mi hanno riconosciuta>>
<<E' perchè non l'hanno mai vista. Io la riconoscerei sempre e comunque>>.

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