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"Intendeva dire che il regno è finito, il Regno dei Cieli, finito per sempre. Non dovremo vivere come se quello contasse più della vita in questo mondo, perché il luogo in cui siamo è sempre il più importante"

Pullman sottolinea spessissimo, soprattutto in questo terzo volume, l'importanza della fisicità, del legame con la terra e gli elementi della Natura. Gli Angeli ad esempio, creatura incorporee di luce e Polvere, si sentono deboli, ed invidiano i nostri corpi, per quanto caduchi a cospetto delle loro vite centenarie. Dio stesso (L'Autorità), inebetito dall'età, quando finalmente muore, sbriciolandosi a contatto con l'aria, ne sembra sollevato. E ciò che più desiderano i Morti è di poter tornare nel mondo, anche solo per dissolversi subito in polvere, pur di sapersi di nuovo parte del ciclo della vita e della natura, infinitesimali molecole riunite finalmente a quelle dei loro dàimon.

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