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E penso all'enorme differenza con questa nostra epoca di continue immagini, come se fosse l'unico modo per sentirci consistenti. |
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Non intendea fare troppe domande, nel nome di un certo timore. Era come se ipotizzasse di avere ragione, come se avesse individuato un involucro scuro senza conoscerne il contenuto, ed era proprio la verità a spaverntarlo, a disturbarlo più del dubbio. La verità è definitiva, pensava, specie se ci sono di mezzo dei fatti, degli accadimenti. Ci sono verità identiche ad oggetti, che hanno nomi e geometrie, che si possono esclusivamente accettare, subire o dimenticare, mentre i dubbi no, si possono mettere da parte, a volte ignorarli, trasformarli con gli incantesimi del pensiero, del ragionamento. Dietro la verità c'è il vuoto, e conoscerla era come precipitare da diecimila metri. |
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E' inattaccabile chi può permettersi di tenere i segreti, di allattarli dai propri seni fino a renderli poderosi, bulimici come termiti. E' inattaccabile chi col segreto annichilisce ogni spiegazione razionale in grado di esorcizzare gli accadimenti violenti della vita. E' invincibile chi dichiara di appartenere ad una umanità diversa, evoluta fino al punto di superare la sua stessa natura, i propri sentimenti, fino a diventare una cosa sola con la tecnologia, armi e macchinari, intelligenze artificiali e cuori immortali. Perchè è inattaccabile il potere di chi approfitta dell'innata fragilità di ogni segreto, della morte che ogni segreto porta in dote, e infine è inattaccabile chi dei segreti assorbe le rumorose conseguenze, reiterandole come armi, come minaccia, come paura. |
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...la vita è una favola che non significa nulla raccontata da un idiota, il senso ultimo delle cose è inafferrabile, spiegare l'essenziale è più importante che far capire tutto: il giornalismo è una mistificazione da cui la verità viene fuori monca quel tanto che bsta per evitare la totale eclissi, e quando il venticinquenne di Fucecchio capisce la lezione diventa Indro Montanelli. |
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Avrebbe dovuto morire della cosa più comune per cui si muore sulla terra. Dai letti delle sue case poteva guardare un Canaletto, un Bacon, un De Kooning, era una delle poche persone al mondo a non aver mai posseduto un portafogli, aveva cenato con Picasso e Fidel Castro, e ora veniva condannato dalle bizze di un foruncolo che secerne sperma a cinque centimetri dal buco del culo. |
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