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Sotto le sue coperte, Harry Potter si girò dall'altra parte senza svegliarsi. Una manina si richiuse sulla lettera che aveva accanto e lui continuò a dormire, senza sapere che era speciale, senza sapere che era famoso, senza sapere che di lì a qualche ora sarebbe stato svegliato dall'urlo della signora Dursley che apriva la porta di casa per mettere fuori le bottiglie del latte, né che le settimane successive le avrebbe trascorse a farsi riempire di spintoni e pizzicotti dal cugino Dudley... Non poteva sapere che, in quello stesso istante, da un capo all'altro del paese, c'era gente che si riuniva in segreto e levava i calici per brindare « a Harry Potter, il bambino che è sopravvissuto ».

- E' proprio lui - disse il primo gemello. - Non è vero? - chiese poi rivolto a Harry.
- Che cosa? - chiese Harry.
- Harry Potter - risposero in coro i gemelli.
- Oh, lui - disse Harry. - Ehm, voglio dire, sì, sono io.

Forse pensate che non son bello,
ma non giudicate quel che vedete
io ve lo giuro che mi scapello
se uno più bello ne troverete.
Potete tenervi le vostre bombette
i vostri cilindri lucidi e alteri,
son io quello che al posto vi mette
e al mio confronto gli altri son zeri.
Non c'è pensiero che nascondiate
che il mio potere non sappia vedere,
quindi indossatemi ed ascoltate
qual è la casa in cui rimanere.
E' forze Grifondoro la vostra via
culla dei coraggiosi di cuore:
audacia, fegato, cavalleria
fan di quel luogo uno splendore.
O forse è Tassorosso la vostra vita,
dove chi alberga è giusto e leale:
qui la pazienza regna infinita
e il duro lavoro non è innaturale.
Oppure Pecoranera, il vecchio e il saggio,
se siete svegli e pronti di mente,
ragione e sapienza qui trovan linguaggio
che si confà a simile gente.
O forse a Serpeverde, ragazzi miei,
voi troverete gli amici migliori
quei tipi astuti e affatto babbei
che qui raggiungono fini ed onori!
Venite dunque senza paure
E mettetemi in capo all'istante
Con me sarete in mani sicure
Perché io sono un Cappello Parlante!


Hogwarts, Hogwarts del nostro cuore,
te ne preghiamo, insegnaci bene
giovani, vecchi, o del Pleistocene,
la nostra testa tu sola riempi
con tante cose interessanti.
Perché ora è vuota e piena di venti,
di mosche morte e idee deliranti.
Insegnaci dunque quel che è richiesto,
dalla memoria cancella l'oblio
fai del tuo meglio, a noi spetta il resto
finchè al cervello daremo l'addio.

"Ah, vedo" disse con voce melliflua, "Harry Potter. La nostra nuova... celebrità".

"Siete qui per imparare la delicata scienza e l'arte esatta delle Pozioni" cominciò. Le sue parole erano poco più di un sussurro, ma ai ragazzi non ne sfuggiva una: come la professoressa McGranitt, Piton aveva il dono di mantenere senza sforzo il silenzio in classe. "Poiché qui non si agita insulsamente la bacchetta, molti di voi stenteranno a credere che si tratti di magia. Non mi aspetto che comprendiate a fondo la bellezza del calderone che bolle a fuoco lento, con i suoi vapori scintillanti, il delicato potere dei liquidi che scorrono nelle vene umane, ammaliando la mente, stregando i sensi... Io posso insegnarvi a imbottigliare la fama, la gloria, addirittura la morte... sempre che non siate una manica di teste di legno, come in genere sono tutti gli allievi che mi toccano".

"Ma da quel momento Hermione Granger divenne loro amica. È impossibile condividere certe avventure senza finire col fare amicizia, e mettere k.o. un mostro di montagna alto quattro metri è fra quelle".

"La vigilia della prima partita di Harry, si trovavano tutti e tre fuori dal cortile gelido, durante la ricreazione, e lei aveva fatto apparire per incanto un fuoco di un azzurro splendente, che si poteva trasportare tenendolo in un barattolo della marmellata. Ci si stavano scaldando tutti e tre la schiena, quando Piton attraversò il cortile. Harry notò immediatamente che zoppicava. I tre ragazzi si strinsero intorno al fuoco per impedirne la vista; erano sicuri che fosse proibito. Purtroppo, l’espressione colpevole che portavano dipinta in faccia attirò l’attenzione di Piton. Il professore venne avanti. Non aveva notato il fuoco, ma sembrava che stesse cercando un pretesto per rimproverarli. “Che cosa nascondi là dietro, Potter?” Era il volume Il Quidditch attraverso i secoli. Harry glielo mostrò. “E’ proibito portare fuori dagli edifici scolastici i libri della biblioteca” disse Piton. “Dammelo. Cinque punti in meno per i Grifondoro.”. Questa regola se l’è inventata” borbottò Harry risentito mentre Piton si allontanava zoppicando. “Mi chiedo cosa si è fatto alla gamba”. “Non lo so, ma spero che gli faccia molto male” commentò Ron amareggiato".

"Non serve a niente rifugiarsi nei sogni, e dimenticarsi di vivere".

"Guarda che non ti conviene avermi per nemico, Raptor" disse Piton facendo un passo verso di lui.
"No-non ca-capisco ch-che cosa inte...".
"Lo sai benissimo, quel che intendo dire".

"Voi dovete stare più attenti" fece Piton. "Se ciondolate così, la gente può pensare che state combinando chissà cosa. E Grifondoro non può mica permettersi di perdere altri punti, no?"
Harry arrossì. Si voltarono per tornare fuori, ma Piton li richiamò.
"Sei avvisato, Potter: fatti pescare un'altra volta ad andare in giro di notte, e mi occuperò personalmente di farti espellere. Buona giornata".

Davanti a voi è il pericolo, dietro la sicurezza
Due tra di noi vi aiutano, usate la destrezza
Una sola, di sette, vi lascerà avanzare
Se un'altra ne berrete, vi farebbe arretrare
Due son piene soltanto di nettare d'ortica
Tre, assassine, s'apprestano alla loro fatica.
Scegliete o resterete per sempre tra i supplizi.
Per aiutarvi a scegliere, vi diamo quattro indizi:
Primo, seppur subdolamente il velen non si svela,
Il vino delle ortiche alla sinistra cela;
Secondo, differenti sono quelle agli estremi
Ma per andare avanti rimangono problemi;
Terzo, come vedete, non ve n'è una uguale
Sol di nana e gigante il vin non è letale;
Quarto, la seconda a dritta e la seconda a sinistra
Sono gemelle al gusto, ma diverse alla vista.

"Bene e male non esistono. Esistono soltanto il potere e coloro che sono troppo deboli per ricercarlo..."

E noi che ci crediamo ancora...

"La verità... " sospirò Silente. "È una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela".

"Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c'è più. È una cosa che ci resta dentro, nella pelle".

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