Stefano Guerra è nero, anzi nerissimo, cresciuto tra ex repubblichini, combattenti della decima mas, nostalgici del duce e dei nazi; aspira all'abbattimento dello stato borghese,ma non può concepirlo senza una reazione fascista; decide di lottare per una vittoria finale, ma si trova più a suo agio n
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Stefano Guerra è nero, anzi nerissimo, cresciuto tra ex repubblichini, combattenti della decima mas, nostalgici del duce e dei nazi; aspira all'abbattimento dello stato borghese,ma non può concepirlo senza una reazione fascista; decide di lottare per una vittoria finale, ma si trova più a suo agio nel mito della sconfitta gloriosa; rimpiange gli ardimentosi cimenti degli antichi ma finirà per spezzare soltanto vite innocenti; si considera un cane sciolto senza padrone e finirà per essere una misera pedina. Il modello dovrebbe essere Romanzo Criminale, Asce di guerra o forse addirittura American Tabloid,ma l'autore si fa prendere la mano e disegna un superuomo nibelungo, che fa scappare sempre i comunisti codardi, incute timore e reverenza anche ai fasci più duri, induce a spogliarsi qualsiasi donna incroci; fatti e personaggi storici reali vengono rivisitati o cambiati (l'editore anarchico Meneghello sembra una sintesi tra Einaudi e Feltrinelli,Valpreda diventa L'anarchico Pino, piazza Fontana e Peteano cambiano nome). Stefano Guerra sembra cucito addosso a Scamarcio, pure troppo... Si legge abbastanza bene,ma i suoi predecessori (Wu Ming,De Cataldo e anche Di Michele) sono ad un altro livello.
La legge dell'odio
Stefano Guerra è nero, anzi nerissimo, cresciuto tra ex repubblichini, combattenti della decima mas, nostalgici del duce e dei nazi; aspira all'abbattimento dello stato borghese,ma non può concepirlo senza una reazione fascista; decide di lottare per una vittoria finale, ma si trova più a suo agio n ... (continue)
Stefano Guerra è nero, anzi nerissimo, cresciuto tra ex repubblichini, combattenti della decima mas, nostalgici del duce e dei nazi; aspira all'abbattimento dello stato borghese,ma non può concepirlo senza una reazione fascista; decide di lottare per una vittoria finale, ma si trova più a suo agio nel mito della sconfitta gloriosa; rimpiange gli ardimentosi cimenti degli antichi ma finirà per spezzare soltanto vite innocenti; si considera un cane sciolto senza padrone e finirà per essere una misera pedina.
Il modello dovrebbe essere Romanzo Criminale, Asce di guerra o forse addirittura American Tabloid,ma l'autore si fa prendere la mano e disegna un superuomo nibelungo, che fa scappare sempre i comunisti codardi, incute timore e reverenza anche ai fasci più duri, induce a spogliarsi qualsiasi donna incroci; fatti e personaggi storici reali vengono rivisitati o cambiati (l'editore anarchico Meneghello sembra una sintesi tra Einaudi e Feltrinelli,Valpreda diventa L'anarchico Pino, piazza Fontana e Peteano cambiano nome).
Stefano Guerra sembra cucito addosso a Scamarcio, pure troppo...
Si legge abbastanza bene,ma i suoi predecessori (Wu Ming,De Cataldo e anche Di Michele) sono ad un altro livello.