La prima parte è statica e piuttosto noiosa: nel parlare dei tentativi di mettere su un'azienda agricola da parte di Bakunin e Cafiero l'autore sembra quasi ricalcare "Bouvard e Pécuchet" di Flaubert: due dilettanti pieni di fumi intellettuali che agiscono da sprovveduti dilapidando una fortuna. La
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La prima parte è statica e piuttosto noiosa: nel parlare dei tentativi di mettere su un'azienda agricola da parte di Bakunin e Cafiero l'autore sembra quasi ricalcare "Bouvard e Pécuchet" di Flaubert: due dilettanti pieni di fumi intellettuali che agiscono da sprovveduti dilapidando una fortuna. La seconda parte, quella che narra della tentata insurrezione di Bologna, è di gran lunga migliore: una narrazione briosa, ricca di humor, dialoghi e scene popolari vivaci e gustose... a parte certe tirate storiche à la manzoni piuttosto roboanti e stilisticamente attardate.
La prima parte è statica e piuttosto noiosa: nel parlare dei tentativi di mettere su un'azienda agricola da parte di Bakunin e Cafiero l'autore sembra quasi ricalcare "Bouvard e Pécuchet" di Flaubert: due dilettanti pieni di fumi intellettuali che agiscono da sprovveduti dilapidando una fortuna. La ... (continue)
La prima parte è statica e piuttosto noiosa: nel parlare dei tentativi di mettere su un'azienda agricola da parte di Bakunin e Cafiero l'autore sembra quasi ricalcare "Bouvard e Pécuchet" di Flaubert: due dilettanti pieni di fumi intellettuali che agiscono da sprovveduti dilapidando una fortuna. La seconda parte, quella che narra della tentata insurrezione di Bologna, è di gran lunga migliore: una narrazione briosa, ricca di humor, dialoghi e scene popolari vivaci e gustose... a parte certe tirate storiche à la manzoni piuttosto roboanti e stilisticamente attardate.