Rivisitazione in chiave tipicamente saramaghesca del Vecchio Testamento. Caino deve scontare la sua pena per l'omicidio del fratello Abele viaggiando con la concessione divina dell'immortalità. Il Caino qui descritto è goffo e ingenuo, in fondo pervaso da una certa umanità e bontà che lo induce a ri
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Rivisitazione in chiave tipicamente saramaghesca del Vecchio Testamento. Caino deve scontare la sua pena per l'omicidio del fratello Abele viaggiando con la concessione divina dell'immortalità. Il Caino qui descritto è goffo e ingenuo, in fondo pervaso da una certa umanità e bontà che lo induce a ripudiare le azioni del dio che lo ha giudicato e dannato. Esilarante il ritratto di questo Dio che per superficialità, distrazione e mania d'onnipotenza sacrifica gli innocenti e i meritevoli.
Murakami ci trasporta in un giallo inedito che sa di fantascienza. Il protagonista, alla ricerca di una pecora misteriosa e dai poteri sovrannaturali, in realtà forse ritrova se' stesso e la sua fragile umanità
per chi ama la suspense, direi che è molto carino. Ambientato fra la Svezia, la Cina e Londra ha per protagoniste due donne che casualmente o consapevolmente sfidano il potere e la corruzione di un potente politico immischiato in un cruento sacrificio umano. Interessante la digressione storica che è
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per chi ama la suspense, direi che è molto carino. Ambientato fra la Svezia, la Cina e Londra ha per protagoniste due donne che casualmente o consapevolmente sfidano il potere e la corruzione di un potente politico immischiato in un cruento sacrificio umano. Interessante la digressione storica che è il motore dell'intreccio, un po' meno (troppo un'"americanata") la caccia finale a 'chi sa troppo...'. Consigliabile sotto l'ombrellone!
Cina fine 1800. In uno sperduto villaggio vive con la sua famiglia il nobile Chai, cinico patriarca schiavo dell'oppio. Il primo nipote Minghzi riesce a sfuggire alla cruda realtà casalinga dedicandosi allo studio e diventando il più giovane mandarino della Cina. Nel suo percorso di crescita e carri
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Cina fine 1800. In uno sperduto villaggio vive con la sua famiglia il nobile Chai, cinico patriarca schiavo dell'oppio. Il primo nipote Minghzi riesce a sfuggire alla cruda realtà casalinga dedicandosi allo studio e diventando il più giovane mandarino della Cina. Nel suo percorso di crescita e carriera Minghzi è un personaggio sobrio, moderno, giusto che riesce ad elevarsi al di sopra della corruzione e della mondanità costruendo attorno a se' un ampio consenso popolare. La sua unica debolezza è la dipendenza e l'accondiscendenza dall'autoritarismo del nonno, che tuttavia non gli impedirà di solcare la conoscenza del proibito mondo occidentale e di salvaguardare i suoi tesori più grandi: l'amore e l'amicizia, che nel finale di questa triste favola avranno poi il sopravvento . Ottimo romanzo dalle fosche tinte e meraviglioso affresco di una Cina conservatrice e xenofoba in cui il cittadino è sottoposto a rigide regole patriarcali e sociali in cui da un lato è prevista la pena di morte regolamentata "privatamente" per l'adulterio e da un lato sono legalizzate le bische, i bordelli e l'uso e la commercializzazione indiscriminata dell'oppio. Da leggere assolutamente!!!
Ammanniti scrive sempre bene, ti coinvolge e riesce a trascinarti e farti partecipe della rappresentazione di quello squarcio di realtà che rappresenta parte della nostra società moderna I suoi libri raccontano di personaggi inizialmente amorali, frustrati e fuori dalle righe che alla fine riescon
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Ammanniti scrive sempre bene, ti coinvolge e riesce a trascinarti e farti partecipe della rappresentazione di quello squarcio di realtà che rappresenta parte della nostra società moderna I suoi libri raccontano di personaggi inizialmente amorali, frustrati e fuori dalle righe che alla fine riescono a tirare fuori di sè una grande umanità. Questa ultima creazione risulta però un po' forzata e sembra voglia calcare in modo non ben riuscito le precedenti esperienze (in particolare le immagini rievocano il suo capolavoro: Come Dio comanda) ma senza suscitare lo stesso entusiasmo
Caino
Rivisitazione in chiave tipicamente saramaghesca del Vecchio Testamento. Caino deve scontare la sua pena per l'omicidio del fratello Abele viaggiando con la concessione divina dell'immortalità. Il Caino qui descritto è goffo e ingenuo, in fondo pervaso da una certa umanità e bontà che lo induce a ri ... (continue)
Rivisitazione in chiave tipicamente saramaghesca del Vecchio Testamento. Caino deve scontare la sua pena per l'omicidio del fratello Abele viaggiando con la concessione divina dell'immortalità. Il Caino qui descritto è goffo e ingenuo, in fondo pervaso da una certa umanità e bontà che lo induce a ripudiare le azioni del dio che lo ha giudicato e dannato. Esilarante il ritratto di questo Dio che per superficialità, distrazione e mania d'onnipotenza sacrifica gli innocenti e i meritevoli.
Nel segno della pecora
Murakami ci trasporta in un giallo inedito che sa di fantascienza. Il protagonista, alla ricerca di una pecora misteriosa e dai poteri sovrannaturali, in realtà forse ritrova se' stesso e la sua fragile umanità
Il cinese
per chi ama la suspense, direi che è molto carino. Ambientato fra la Svezia, la Cina e Londra ha per protagoniste due donne che casualmente o consapevolmente sfidano il potere e la corruzione di un potente politico immischiato in un cruento sacrificio umano. Interessante la digressione storica che è ... (continue)
per chi ama la suspense, direi che è molto carino. Ambientato fra la Svezia, la Cina e Londra ha per protagoniste due donne che casualmente o consapevolmente sfidano il potere e la corruzione di un potente politico immischiato in un cruento sacrificio umano. Interessante la digressione storica che è il motore dell'intreccio, un po' meno (troppo un'"americanata") la caccia finale a 'chi sa troppo...'.
Consigliabile sotto l'ombrellone!
La capanna dei pesci guizzanti
Cina fine 1800. In uno sperduto villaggio vive con la sua famiglia il nobile Chai, cinico patriarca schiavo dell'oppio. Il primo nipote Minghzi riesce a sfuggire alla cruda realtà casalinga dedicandosi allo studio e diventando il più giovane mandarino della Cina. Nel suo percorso di crescita e carri ... (continue)
Cina fine 1800. In uno sperduto villaggio vive con la sua famiglia il nobile Chai, cinico patriarca schiavo dell'oppio. Il primo nipote Minghzi riesce a sfuggire alla cruda realtà casalinga dedicandosi allo studio e diventando il più giovane mandarino della Cina. Nel suo percorso di crescita e carriera Minghzi è un personaggio sobrio, moderno, giusto che riesce ad elevarsi al di sopra della corruzione e della mondanità costruendo attorno a se' un ampio consenso popolare. La sua unica debolezza è la dipendenza e l'accondiscendenza dall'autoritarismo del nonno, che tuttavia non gli impedirà di solcare la conoscenza del proibito mondo occidentale e di salvaguardare i suoi tesori più grandi: l'amore e l'amicizia, che nel finale di questa triste favola avranno poi il sopravvento .
Ottimo romanzo dalle fosche tinte e meraviglioso affresco di una Cina conservatrice e xenofoba in cui il cittadino è sottoposto a rigide regole patriarcali e sociali in cui da un lato è prevista la pena di morte regolamentata "privatamente" per l'adulterio e da un lato sono legalizzate le bische, i bordelli e l'uso e la commercializzazione indiscriminata dell'oppio.
Da leggere assolutamente!!!
Che la festa cominci
Ammanniti scrive sempre bene, ti coinvolge e riesce a trascinarti e farti partecipe della rappresentazione di quello squarcio di realtà che rappresenta parte della nostra società modernacontinue)
I suoi libri raccontano di personaggi inizialmente amorali, frustrati e fuori dalle righe che alla fine riescon ... (
Ammanniti scrive sempre bene, ti coinvolge e riesce a trascinarti e farti partecipe della rappresentazione di quello squarcio di realtà che rappresenta parte della nostra società moderna
I suoi libri raccontano di personaggi inizialmente amorali, frustrati e fuori dalle righe che alla fine riescono a tirare fuori di sè una grande umanità.
Questa ultima creazione risulta però un po' forzata e sembra voglia calcare in modo non ben riuscito le precedenti esperienze (in particolare le immagini rievocano il suo capolavoro: Come Dio comanda) ma senza suscitare lo stesso entusiasmo